“Mais” romanzo di Vittorio Bocchi

 

foto (3)Ci sono immagini forti e indimenticabili in questo romanzo: Adalgisa che si sposta da un lavoro all’altro portando con sé i suoi tre marmocchi, Otello, Cassio e Desdemona in una carriola; il Maino che siede nell’ombra a capotavola sbirciando lascivamente le femmine mentre mangiano; Cassio che vuole dimostrare a un industriale americano che lui non è da meno; Desdemona che rifiuta di sposare l’uomo che l’ha violentata e vuole crescere il figlio nato dall’abuso da sola; il Beppo che una volta firmato il testamento dal notaio è pronto a morire in pace; Otello che nonostante appaia come il personaggio più incolore e solitario del racconto, è in realtà il più temuto e rispettato; Andrea che sul fronte alpino della carneficina 14-18, si lancia contro una postazione austriaca; la vedova che si aggira per le strade e nel cimitero con un rosario in tasca e trova forza e conforto parlando, non coi vivi, ma coi morti.

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La mia esperienza su Facebook

 

foto (3)I miei amici di Facebook m’invitano a esprimere un’opinione riguardo la mia esperienza su Facebook, e io devo parlarne, no? Per dire la verità questa è una domanda un po’ retorica. È come chiedere a un bambino che si sta sgranocchiando un gelato avidamente, se gli piace, così come chiedere a me di parlare sulla mia esperienza su Facebook dopo averci pubblicato quasi 900 post, oltre a un fracco di twitter e di critiche su degli avvenimenti di cronaca, e tutto ciò in solo sei anni!

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Giacomo – racconto

 

La giornata è stupenda, piena di sole, di verde, di vita; così la veranda, piena di piante e di fiori dappertutto. Fuori, sulla strada, un pullulare di gente che viene, gente che va, gente che entra nei bar e nei negozi e altra che guarda le vetrine. Passa un gruppetto di giovani rumorosi e gioviali, poi dei montanari, degli alpinisti. Una ragazza molto elegante e carina guarda curiosa quel posto immerso tra le montagne. Fai fatica a pensare che sia un’arrampicatrice, però potrebbe esserlo. Ti raggiunge l’odore d’un profumo. Lo riconosci. Ti ricorda qualcosa. Contemporaneamente a questo ricordo senti dentro di te un guizzo, un guizzo che percorre il tuo corpo. Strano, è da tempo che non sentivi qualcosa del genere. Ne senti un altro e un altro ancora. Cosa ti sta succedendo? Decidi. Chiami la signora. Arriva. Le dici che vuoi uscire. Si oppone a questa tua idea. Dice che ha l’ordine di non portarti fuori. La zittisci. Urli. Dopo questa scarica di parole sentite, sei già stanco. Trovi solo la forza di dire che sei stufo di stare in casa. Ti ha capito. S’intenerisce. Cede, contro cuore, ma cede. Ti prepara e non senza sforzi sia da una parte che dall’altra. Infine sei sulla carrozzella, sei in strada, in un giardino pubblico.

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Perché scrivo?

 

foto (3)

Ho scritto Nicolò pensando che non avrei voluto morire senza prima averlo scritto. Ci sono esperienze nella vita di un uomo che non può tenersele solo per sé e neppure portarsele nella tomba. La mia è una scrittura nata dall’esperienza e dal bisogno. Come la madre deve partorire o morire, così io devo scrivere o perire. Il detto: scrittori non si nasce, mi si addice.

Penso che la stessa cosa si potrebbe dire, e non solo di loro naturalmente, di Primo Levi, di Henri Charrière e di Aleksandr Solženicyn. “Se questo è un uomo”, è figlio dell’esperienza dei campi di concentramento nazisti; “Papillon”, è figlio dell’esperienza dei lager della Guyana francese, Un giorno nella vita di Ivan Denisovič”, è figlio dell’esperienza dei gulag russi. È “Nicolò” di chi è figlio? “Nicolò” è figlio dell’esperienza dei lager sociali in cui viviamo.

Una scrittura di denuncia? Affatto. Una scrittura realistica, una scrittura nata da condizioni di vita estreme, al limite del sopportabile.

Perché scrivo? Scrivo perché sono un essere umano e gli esseri umani non possono tacere ciò che li ha più offesi e brutalizzati; scrivo perché sono, nell’anima e nel cuore, un romantico, uno che crede che la vita vada vissuta dignitosamente, ma soprattutto scrivo per tutti quelli che amo, per tutti quelli che rispetto, per tutti quelli che hanno a cuore l’amore per l’esistenza; insomma scrivo perché vorrei condividere con tutti questa magica esperienza che è la nostra e unica vita.

Se domenica 21 maggio vi trovate per caso al Salone del Libro di Torino, io sono allo stand H133, Padiglione 2. Mi farà molto piacere salutarvi di persona.

 

 

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A un figlio dell’Africa 1

 

Questo racconto, oggi primo maggio 2017, è dedicato a tutti i Popoli Lavoratori del Pianeta.

 

foto (3)Orazio Guglielmini si trova in Sudafrica, a Durban, davanti a lui un ragazzo quasi trasparente, pelle e ossa e dallo sguardo fiero che gli chiede l’elemosina. Non gliela dà. Gli viene voglia di parlargli e gli parla. L’altro l’ascolta. Ecco cosa gli dice.

Vedi ragazzo, se tu ti trovi in questa situazione di merda, non è sicuramente colpa tua. Cosa mai avresti potuto fare tu, tu alla tua giovane età, per essere indotto a mendicare? La tua miseria ha una lunga storia e io sono qui per raccontartela. Vuoi sentirla?

Il giovane africano lo fissa e poi muove il capo in segno di sì.

Allora ascolta disse Guglielmini.

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Le università viste per quello che realmente sono: fabbriche mal funzionanti di formattazione umana

 

foto (3)Le università, se ci riflettiamo, non sono come noi usualmente pensiamo che siano, dei luoghi di studio, di sapienza, di saggezza, di libertà d’espressione, di conoscenza sana, obiettiva, di umanità. Non direi, non mi risulta. In realtà le università sono dei luoghi dove l’essere umano viene fortemente e indelebilmente condizionato e strutturato tecnicamente e culturalmente a fare il boss, il despota, il leader. Cosa impara, in fin dei conti, in questi luoghi? Impara l’arte, non l’arte per come vivere in armonia coi propri simili, ma l’arte per come spennarli e impara a farlo vestito con camicia, cravatta e con tanto di patente ufficiale alla mano rilasciategliela dalle università.

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Agli amici del Web e di Internet

 

foto (3)Ieri, il mio webmaster, mi ha fatto notare che avevo molte richieste di amicizia in sospeso. Non lo sapevo. Tante cose non le conosco d’Internet. Ho imparato, da quando ho ceduto alle insistenti richieste dei miei studenti di creare un blog, a utilizzare solo quel tanto di questo strumento che mi permettesse di pubblicare i miei post e di sostenere un dialogo con i lettori.

Dicevo che ieri il mio webmaster mi ha fatto notare che avevo 61 richieste di amicizia in sospeso. E non ci credereste, erano proprio quelli con cui avevamo molti amici in comune. A me viene naturale chiedere l’amicizia a qualcuno, particolarmente quando vedo che condividiamo il sito con tanti altri. Faccio io il primo gesto, questione di spontaneità, di onestà. Se condivido lo stesso desco con altri commensali, mi pare giusto salutarli quando mi siedo a tavola.

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“Se” “Quando” e “Come” cesseremo di esistere

 

foto (3)Il “se” sta per un interrogativo: “Cesseremo veramente di esistere?” Il “quando” sta per “Quando cesseremo di esistere?” Ovvero, quanto tempo passerà prima che il genere umano scomparirà dalla Terra? E il “come” sta: In che modo, oppure “Come cesseremo di esistere? Bruciati, congelati, in un cataclisma cosmico, ci autodistruggiamo, come?”

Partiamo col primo, il “se”, e eliminiamolo subito dal nostro pensiero. È un se retorico. Si sa, non ci sono più dubbi, la scienza astrofisica non è fantasia. È inutile quindi usare il nostro cervello pensando se possiamo o non possiamo vivere per sempre, se possiamo o non possiamo viaggiare in eterno nell’universo, se possiamo o non possiamo spostarci all’infinito da un pianeta all’altro e altri sogni e fantasticherie, perché, in realtà, queste possibilità, non esistono, sono solo assurdi e irrazionali pensieri e esternazioni di quelli che ancora oggi fanno fatica ad accettare il mondo per com’è. Noi, oltre ad essere esposti a un’infinità di pericoli cosmici e fatali di cui non conosciamo neppure la natura, viviamo anche in un pozzo cosmico, il pozzo creato dal sistema solare con la sua massa e, da questo pozzo, non ne verremo mai fuori.

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Che cos’è il battesimo?

foto (3)Infatti, che cos’è il battesimo? Intanto gli apostoli non sono stati battezzati e Gesù stesso (ammesso che sia esistito), anche se è stato battezzato da Giovanni, non ha mai impartito il battesimo. Allora? E cosa vuol dire poi essere battezzati? Lavarsi dal peccato. E quale peccato? E che peccato ha mai potuto commettere un bambino ancora in fasce? E in ogni modo, al tempo degli apostoli, si battezzava gente già adulta, gente che aveva avuto il tempo di pensare e scegliere se voleva o non voleva essere battezzata; se voleva o non voleva credere in un dio. Gesù stesso è stato battezzato a vent’anni e passa.

Ancora oggi, nel linguaggio della Chiesa, il battesimo è rimasto una confusione totale. San Bernardino da Siena, e prima di lui Agostino, diceva che i bambini appena nati non avevano un’anima e quindi non meritavano il regno dei cieli. Oggi la Chiesa, dimenticando tutto il suo sanguinolento e mostruoso passato, sostiene che lo zigote, l’embrione, il feto, la vita biologica sono sacri, mentre fino a qualche secolo fa i bambini non battezzati non erano neppure degli esseri umani, neppure degni di essere seppelliti cristianamente. Le monache, infatti, nei monasteri, come li partorivano li buttavano nelle fogne, li seppellivano in cimiteri improvvisati, ovunque ma non come esseri umani battezzati.

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Per una fenomenologia e un’ontologia della vuotaggine divina – 6 post, il secondo

 

Dedico questo post a tutti gli europarlamentari, capi di Stato e governo che ieri 24 marzo 2017 sono stati ospiti di Papa Francesco in Vaticano: possano essere, questi signori politici, orgogliosi e contenti per il resto della loro vita di questo grande santo evento nella casa di Dio.

 

foto (3)Quindi, chi è Dio? Nessuno. È pura invenzione, un’intuizione metafisica, un concetto vuoto. Insomma, aria fritta dell’aria fritta. L’aria naturale si distingue dall’aria fritta. Nella prima ci sono le particelle, gli elementi, gli atomi, quindi la sostanza, la vita, l’umanità; nella seconda, l’aria fritta, non c’è nulla, nulla di nulla, zero assoluto. Dio è solo aria fritta, quindi politica e religione. E non solo.

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Un paese che ha scambiato gli atomi coi deliri

 

foto (3)“Un Paese senza memoria,” scrive Alberto Arbasino in Un Paese senza, “un Paese senza storia, un Paese senza passato, un Paese senza vissuto, un Paese senza esperienza, un Paese senza conoscenze, un Paese senza dignità, un Paese senza realtà, un Paese senza motivazioni, un Paese senza disposizioni, un Paese senza grandezza, un Paese senza saviezza, un Paese senza salvezza, un Paese senza programmi, un Paese senza progetti, un Paese senza testa, un Paese senza Stato, un Paese senza senso, un Paese senza sapere, un Paese senza sapersi vedere, un Paese senza guardarsi, un Paese senza capirsi, un Paese senza chiedersi?…” p. 8, Garzanti, 1990.

Un paese, aggiungo io, io Orazio Guglielmini, che ha scambiato gli atomi con i deliri, la Terra con il cielo, l’universo con il regno di Dio, i pianeti con i mondi immaginari, la passione con la crocifissione, l’amore con il dolore, la vita con la morte, la matematica con la preghiera, la scienza con la volgarità mentale e la realtà con le divinità;

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Non si può Morire con la Verità degli Altri

 

Dedico questo post a Fabiano Antoniani, morto suicida in Svizzera. Ecco alcune delle sue ultime parole: “Via da quest’inferno, ce l’ho fatta senza l’aiuto del mio Stato.”

 

foto (3)No, non si può morire con la verità degli altri e per un milione di ragioni. Nessuno dovrebbe farlo. Mai al mondo. Con la verità di chi, poi? Di un’altra scimmia? Su, dai. La vita ci appartiene, è nostra, è l’unica cosa che abbiamo di nostro. Ogni essere umano ha il sacrosanto diritto di decidere, in ogni momento della sua vita, della sua esistenza e particolarmente sul suo destino finale. Morire con la verità d’un estraneo? Neppure da morti!

L’unica morte degna è quella che avviene secondo le proprie idee, la propria visione del mondo, la propria filosofia. Non esiste la verità con la V maiuscola, mai esistita. Ci sono miliardi e miliardi di verità, tante quante gli esseri umani sulla Terra, e tutte con la lettera minuscola. Con la V maiuscola c’è solo la verità individuale, quella che ognuno si crea col suo proprio fare.

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“10mila testamenti l’anno a favore del clero e solo a Roma!”

 

foto (3)Non so esattamente come dirlo, ma so che devo dirlo, e così lo dico. Mi auguro che tutti quelli che leggeranno questo post, leggeranno anche l’articolo di Marco Bartolini pubblicato dal “Sole 24 Ore”, 15 febbraio 2013. Su Facebook è stato messo da Erika Secondo Profilo dove io, a mia volta, l’ho preso. Grazie Erika.

Leggendo l’articolo di Marco Bartolini, non ho potuto fare a meno di vedere il vero volto della Chiesa. Ho già qualche idea su questa signora, però devo dire che questo articolo, se è vero tutto ciò che è stato scritto e io credo che sia vero, me l’ha resa ancora più chiara. Non illudetevi, non è un bel volto quello che ho visto. Sicuramente non è un volto amico, un volto sacro, un volto umano che è saltato fuori, affatto. Leggendo l’articolo di Marco Bartolini, il volto che è schizzato fuori è stato quello d’una scimmia assetata di sangue e di crudeltà indescrivibili, una bestia ingorda di poteri, di ricchezze, di intrighi, di perfidie, di malvagità, di tutto, ma non un volto umano.

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La vera Europa unita, c’è mai stata?

 

foto (3)In realtà no. Non si capisce, però, perché gli europarlamentari e i loro portavoce, i giornalisti, continuano a dire che se le cose proseguiranno ad andare come stanno andando, l’Europa unita si sgretolerà. Fake news. Notizie false. Bugie. Ormai, come James Bond ha la licenza di uccidere, così loro, giornalisti e politici, hanno la licenza di sputarci in faccia, a loro gusto e piacere, balle e nonsenso da mattina a sera.

Intanto c’è da dire che l’Europa unita, la vera Europa unita, in realtà non c’è mai stata. E poi di quale Europa unita parlano gli europarlamentari e i loro portavoce? Dell’Europa monarchica, l’Europa papale, l’Europa imperialista, assolutista, capitalista, colonialista, delle multinazionali, delle banche? Se è questa l’Europa che hanno in mente, i suddetti signori, allora questa Europa esiste ed è sempre esistita.

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Fabbriche universitarie e ladri professionali

 

foto (3)Una volta, i carnefici, quando il loro esercito di taglia gola era divenuto forte, si auto-nominavano re, zar, califfi, maragià, imperatori, ecc. In quei tempi non si curavano tanto, questi signori, per come uccidere, rubare, imprigionare, manipolare, lo facevano e basta. Era il loro mestiere, il mestiere di uccidere e rubare.

Oggi, dopo millenni di storia, hanno cambiato stile. Si sono evoluti, addirittura sono diventati banditi legalizzati. Cosa vuol dire? Vuol dire che non uccidono più come uccidevano una volta, oggi, prima vanno all’università, qui imparano tutto quello che c’è da imparare per come fare i taglia gola, e poi, solo poi, uccidono, rubano, imprigionano e manipolano quelli che non hanno avuto le possibilità di andare nelle fabbriche universitarie e imparare a tagliare gole come loro.

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Italiani, non date soldi ai terremotati del Centro Italia

                                                                 Dedicato a Papa Francesco

 

foto (3)Perché dovremmo? Se ci fosse una ragione, allora sì, allora dividiamo tutto quello che abbiamo coi nostri fratelli e sorelle terremotati, ma non c’è una ragione. Qual è la nostra colpa in questo cataclisma? L’abbiamo causato noi? E come? Come e cosa abbiamo fatto per causarlo? Noi non abbiamo causato niente, noi non siamo responsabili di questo disastro, quindi non dobbiamo pagare nulla. Se c’è un responsabile in questa tristissima vicenda, allora questo è l’Altissimo.

E se invece fosse la Natura?, dici tu. La Natura? Ma tra Natura e Dio non c’è differenza. Dio = Natura; Natura = Dio, non dice così Spinoza? Noi siamo, amico mio, in questo nostro meraviglioso paese, nelle mani di Dio e dei preti dalla nascita alla morte, perciò sono loro che decidono la nostra sorte in ogni momento.

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L’Hitler americano

 

foto (3)Gli americani, sotto sotto, consciamente o inconsciamente, sono sempre stati gelosi dei tedeschi e del loro Fuhrer. Infatti, i tedeschi mandarono il loro Fuhrer, Adolf Hitler, al potere democraticamente, così hanno fatto gli americani mandando il loro Fuhrer, Donald Trump, al potere democraticamente. Più chiaro di così non si può.

Ben fatto, bravi americani, ci siete riusciti infine a realizzare il vostro sogno. Complimenti! Ora siete soddisfatti, anche voi avete il vostro proprio Hitler in casa. Mancava nella vostra storia questo tasssellino, ora l’avete. Godetevelo allora. Una cosa ancora ci tengo a dirvela. Non fate lo stesso errore che hanno fatto i tedeschi. Voglio dire: il vostro Fuhrer, per favore, tenetevelo in casa vostra e con tanti auguri!

Nicolò – romanzo

 

foto (3)Un pomeriggio, in Australia, mentre stavo scrivendo qualcosa sulla lavagna, sono svenuto e finito sul pavimento. I miei studenti mi hanno portato subito all’ospedale di South Melbourne. Qui, dopo un controllo, un’iniezione e qualche ora di riposo, mi sono ripreso. Mi hanno detto che era stato solo un collasso, probabilmente dovuto allo stress. Ogni malanno di cui non si conosceva la causa, era dovuto allo stress in quei tempi. I dottori avevano iniziato comunque a farmi prelievi, controlli, esami e verso sera ho potuto ritornare a casa. Avevo 34 anni ed eravamo verso la metà degli anni Settanta.

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La Morte è la cosa più Importante e Preziosa che abbiamo – 3 post, il terzo

Apologia della Signora delle tenebre

 

Questi scritti s’indirizzano a tutti quelli che vogliono vivere bene, vivere in eterno e mantenersi sani di mente, Orazio Guglielmini

 

foto (3)L’arte di vivere non è solo saper filosofare, perché saper filosofare non è necessariamente saper vivere; l’arte di vivere è saper provare, sentire, amare e con tutto il proprio essere, e l’arte di vivere sta nell’arte di saper morire. Chi delude quest’arte, prima o poi lo rimpiangerà. L’arte di vivere è democratica, è vivere e far vivere, è godere e far godere, amare e fare amare. In due parole: è vivere in armonia con se stessi e i propri simili.

Se la vita è vista e vissuta così, la morte, il trauma della fine, non dovrebbero farci paura più di tanto, perché, dopo un’esistenza sana, giusta e ben vissuta, il pungiglione dell’addio si sarà ammorbidito e, chissà, potrebbe anche, a questo punto, essere la benvenuta la Signora delle tenebre. La morte, vissuta umanamente e consciamente, ci aiuta ad apprezzare l’esistenza, ad assaporarla giorno dopo giorno in tutti i suoi aspetti e a prepararci, forse anche serenamente, per il suo gran finale.

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A tutti i preti

Dedicato a don Contin e ad altri sacerdoti coinvolti nei festini di San Lazzaro a Padova

 

foto (3)È a voi, fratelli, non di cultura, ma di specie, è a voi cui m’indirizzo oggi con questo post, e lo faccio chiedendovi alcune cose che da tempo avrei voluto chiedervi.

1          Come potete, giorno dopo giorno, ripetere le stesse vecchie millenarie stantie e ammuffite parole, gli stessi vecchi millenari cancerogeni mortali concetti, le stesse vecchie millenarie morte e zoppicanti funzioni per un essere di cui non sapete nulla?

2          Come potete, giorno dopo giorno, dedicare la vostra vita a un essere che non avete mai visto, mai conosciuto, mai scambiato una sola parola con lui, mai mangiato insieme e mai corrisposto?

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La Morte è la cosa più Importante e Preziosa che abbiamo – 3 post, il secondo

Apologia della Signora delle tenebre

 

Questi scritti s’indirizzano a tutti quelli che vogliono vivere bene, vivere in eterno e mantenersi sani di mente, Orazio Guglielmini

 

foto (3)La morte non vuole essere accettata, la morte vuole essere capita, perché solo così può essere accolta con naturalezza. Avvicinarsi a lei con occhi aperti, è vedere la grandiosità di tutto, dall’atto più ignobile a quello più illustre. La morte è più grande della vita. Questa, a confronto, è poca cosa. Pensa, lettore, pensa alla vita incosciente d’un animale e alla sua morte e avrai la risposta. È la morte che fa nascere la poesia, la religione, la musica, l’amore, la filosofia, la scienza; senza la morte, questi utensili della mente e del cuore non esisterebbero. È lei che accende il lampadario celeste; è lei che illumina tutto. Se il mondo esiste, lo si deve alla Signora delle tenebre.

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La Morte è la cosa più Importante e Preziosa che abbiamo – 3 post, il primo

Apologia della Signora delle tenebre

Questi scritti s’indirizzano a tutti quelli che vogliono vivere bene, vivere in eterno e mantenersi sani di mente, Orazio Guglielmini

 

foto (3)La morte non è mai stata vista per quello che realmente è: vita, senso e liberazione. Vita, perché senza la morte la vita non esisterebbe, e se esistesse, non avrebbe senso, non varrebbe niente e, in ultimo, appunto, l’eternità la negherebbe. Senso, perché non essendo immortale la vita, avendo a disposizione pochissimo tempo, deve ingegnarsi per realizzare se stessa. Non può permettersi di sprecare nulla, ogni secondo, non solo è pieno di valore, ma anche pieno di senso. La morte è liberazione, perché, dopo un certo numero di anni, moriamo e, morendo, liberiamo il campo e ci liberiamo anche dalle catene della vita (la morte, per come noi la intendiamo, non ha nulla a che vedere con il Nirvana ovvero con la cessazione del soffio) e ritorniamo a essere ciò che siamo sempre stati: molecole, atomi, materia inanimata.

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Orazio Guglielmini a suo nipote

 

foto (3)I tuoi trisnonni, nipote, hanno insegnato ai tuoi bisnonni che nel mondo in cui erano nati, la regola d’oro era: MANGIA O SARAI MANGIATO.

I tuoi bisnonni hanno insegnato ai tuoi nonni che nel mondo in cui erano nati, la regola d’oro era: MANGIA O SARAI MANGIATO.

I tuoi nonni hanno insegnato ai tuoi genitori che nel mondo in cui erano nati, la regola d’oro era: MANGIA O SARAI MANGIATO.

Io, tuo nonno, nel caso i tuoi genitori non te l’abbiano ancora insegnato, t’insegno che nel mondo in cui sei nato, la regola d’oro è: MANGIA O SARAI MANGIATO.

È così che funziona il mondo in cui viviamo, nipote, sia nel regno fisico, sia nel regno animale, sia nel regno umano, soprattutto in questo: è il più spietato e barbaro di tutti. E questa sua spietatezza e barbarie, non ci crederesti, la si chiama umanità!

Adesso nipote, adesso che sai, sappi anche che se vuoi una vita buona, interessante e bella, ammesso che esista, devi batterti per averla, è l’unico modo.

Vai ora. Ti aspettano per il pranzo. Io vi raggiungo poi, forse. Dimenticavo: Felice Anno Nuovo!

La religione gioca sporco che più sporco non si può

 

foto (3)Perché derubare un cieco? Perché approfittare d’un vecchio? Per quale motivo imbrogliare un innocente? Perché dare da bere a un ammalato un veleno facendogli credere che sia un medicamento? Perché a un corpo condannato alla polvere gli si vuole far credere che, alla sua morte, andrà in paradiso, il luogo che nessuno ha mai visto? Perché avvalersi degli analfabeti e dei poveri di mente per accrescere il proprio potere e le proprie ricchezze? Perché tanta bassezza umana?

Ecco, a mio parere, la “ragione” più ignobile di tutte le ragioni: quella che deruba e imbroglia i ciechi e gli idioti. E questa è la ragione cristiana per eccellenza, e questo è il suo modo di concepire il mondo, e questo è il fare dei preti, e ciò da quando questi signori sono apparsi sulla scena sociale. Non conoscono un altro modo. Sanno solo mentire, creare imbrogli, dissidi, derubare il prossimo della sua vita e dei suoi beni, vendere l’inesistente, inventarsi l’impossibile e smerciare aria fritta per spirito santo, ecco il loro mestiere, la loro santa professione.

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“Quanto costerà allo Stato?”

 

foto (3)Ecco un triste, falso interrogativo; ecco una frase usata e strausata dai Mass Media che la usano, ovviamente, in modo errato. Allo Stato, e dovrebbero saperlo loro, ma non lo dicono, non costa proprio niente di niente e mai niente. Lo Stato non lavora, lo Stato non ha mai lavorato, lo Stato sa solo prendere e prende con leggi ingiuste, discriminatorie, anti-democratiche e prende dai lavoratori. Le cose funzionano così con questo organismo predatore: chi lavora per davvero fa la fame e chi non fa niente, solo danni, si prende tutto: ecco il fare dello Stato. Non ne ha un altro. Non si deve/dovrebbe dire, “Quanto costerà allo Stato?”, ma “Quanto costerà ai contribuenti?” “Quanto costerà a quelli senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce?” “Quanto costerà ai veri proletari e operatori sociali?” Ma mai e poi mai si deve/dovrebbe dire “Quanto costerà allo Stato?”, perché lo Stato non lavora, perché lo Stato non sa neppure cosa sia il lavoro. Come potrebbe, allora, quest’organismo parassitario alla massima potenza, sborsare soldi per il popolo? E dove li prende poi i soldi lo Stato se non nelle casse di quelli che lavorano? Lui, lo Stato, il popolo lo munge, lo deruba, lo sfrutta, lo usa, e tutto questo e molto altro per i suoi porci comodi, per i suoi ideali, per i suoi interessi, per i suoi capricci. Lo Stato non è stato creato per fare funzionare bene la società. Affatto. Neppure per sogno. Tutt’altro. Dimentichiamolo. Riflettiamo un istante: cosa succederebbe allo Stato se la società funzionasse bene per davvero? Lo si licenzierebbe. Ovvio no? E voi credete che lo Stato voglia essere licenziato? Su dài! Lo Stato è stato creato per fare in modo che la società sia sempre sul bordo del precipizio; lo Stato è stato creato per dimostrare che l’onesto cittadino è un criminale e l’impostore un signore, lo Stato è stato creato per far credere che tutto funziona anche quando non funziona niente, perché solo così esso può far credere al popolo della sua necessità, del suo essere indispensabile: altro compito lo Stato, per come noi contribuenti lo conosciamo, non ha.

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Chi è, nella nostra società, la vera prostituta?

 

foto (3)Sicuramente non è chi fa la prostituta per professione. Direi che il suo è un mestiere, un rispettosissimo impiego sociale: soddisfa e mantiene in equilibrio un bisogno bestiale, il bisogno del branco comunitario. Non è neppure quella che è obbligata a prostituirsi. Questa lo fa perché non trova lavoro, nessun lavoro, l’unico è vendere il suo corpo, quindi prostituirsi. Deve farlo per forza, perché deve nutrirsi e nutrire la sua famiglia e i suoi figli o morire. Come, allora, come si potrebbe chiamare questa donna una prostituta? Non lo è. Affatto. Magari la prostituta, la vera prostituta, è la società in cui vive, che la butta sulla strada, che l’obbliga a prostituirsi per vivere. O, magari, il vero responsabile di questo crimine sociale è lo Stato, la più grande squillo al mondo, sicuramente non lei, non la donna che deve prostituirsi per vivere. Non chiamerei neppure prostituta la donna che fa sesso per il piacere del sesso. Per lei il sesso è cibo e nulla più, e il sesso visto come cibo, è nutrimento e non prostituzione.

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Boschetti & Mantovani: 2 cabarettisti biellesi ovvero un duetto ben riuscito e molto divertente

 

foto (3)Sabato scorso, io e Lorenza, contrariamente alla nostra routine serale, abbiamo deciso di uscire. Uscire per andare dove? Per andare a vedere uno spettacolo diverso dal solito film, dal solito teatro o dal solito concerto e siamo andati a vedere Nicola Boschetti e Marcello Mantovani che si esibivano nella Sala del Comune di Gaglianico, in “Scambi di Coppia”.

Usualmente, non di rado, almeno per i nostri gusti, quando mettiamo il naso fuori dalla nostra tana, sono botte, le prendiamo spesso. Ormai siamo così abituati al nostro felice tran tran casalingo che raramente ci facciamo stanare. Perché dovremmo, poi? Abbiamo tutto nella nostra tana dorata. Abbiamo il frigo pieno di cibo, il gatto Piuto che fa ron-ron, Dvd a non finire, cd, libri e, soprattutto, abbiamo la televisione, la regina degli spettacoli e che spettacoli! E allora?

Niente, sabato scorso abbiamo osato, ci siamo fatti coraggio, abbiamo abbandonato la routine e siamo usciti, sfidando così il destino e la felice deadly monotonia.

La Sala del Comune di Gaglianico era piena. Buon segno o cattivo segno? Abbiamo trovato un posto per sederci, fortunatamente, e poi abbiamo aspettato e aspettato. Finalmente, le due primedonne sono apparse e fu subito spettacolo.

Sì, proprio così, spettacolo. Boschetti, oltre ad essere un vero maestro della chitarra, è anche divertente, comédien, cantante e, bisogna dirlo, un vero e proprio virtuoso del suo strumento; Marcello Mantovani ha una bellissima potente melodiosa voce, il suo repertorio era ricco di motti di spirito, ricco di monologhi, di canzoni inglesi e italiane e di battute che ci facevano ridere a più non posso. Nulla da dire, due cabarettisti divertentissimi e non privi di talento e di arte.

“Scambi di Coppia” era il titolo dello spettacolo. Questo scambio, secondo noi, avrebbe potuto avvenire, eventualmente, tra tutti i presenti in sala, ma sicuramente non tra i due artisti: erano accoppiatissimi e sposatissimi, guai a cercare di dividerli!

Cos’altro dire? Tantissimo, però ora ho gli occhi che si chiudono. Dirò solo questo e poi a nanna. Per una volta, io e Lorenza, non le abbiamo prese uscendo, luckily, e questo grazie a Nicola Boschetti e a Marcello Mantovani per averci regalato una bella unica straordinaria esperienza, per aver lasciato dentro i nostri cuori, e forse anche nelle nostre anime, un calore e il sapore d’una stupenda serata: Thank you!

 

Trump e God Save America

 

foto (3)Io devo essere coerente con me stesso, quindi con quello che scrivo. Ecco cosa ho scritto e pubblicato sul mio blog il 27 ottobre 2016 (in inglese) riguardo alle elezioni americane:

Americani!

Presto dovrete andare alle urne, presto dovrete scegliere tra due candidati: uno dei due guiderà il vostro paese per almeno 4 anni. Quale, allora, quale dei due sceglierete? Io ho qualche idea sulla vostra possibile scelta. Vi dico però solo questo:

Se sceglierete Hillary Clinton, sappiate che i ricchi diventeranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Nulla del mondo dell’orrore in cui siamo immersi cambierà: la Clinton appartiene all’universo imperialista, capitalista e discriminatorio di cui lei stessa è una fedele serva.

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Quando l’irrazionale diventa razionale

 

foto (3)Cosa s’intende quando si dice che noi “italiani siamo incapaci di agire razionalmente?” Di certo non s’intende dire che non siamo, per ragioni genetiche, all’altezza di agire con raziocinio o di fare un discorso logico.

Chi ha letto il romanzo di Aleksandr Solzenicyn, “Una giornata di Ivan Denisovic”, ricorderà che Ivan è stato condannato ai lavori forzati in un campo di concentramento e lì ha dovuto adeguarsi alle regole del luogo. Ma ha veramente dovuto? Se avesse voluto, avrebbe potuto non farlo. Però, nel caso avesse fatto questa scelta, sarebbe andato contro il regolamento, e andare contro il regolamento, in quel posto, era pericoloso, per non dire fatale. Sfidare il pericolo non è da tutti. E poi c’è l’istinto di sopravvivenza che dice che è meglio evitarlo, il pericolo, oppure adattarsi quando ci sovrasta in potere e soperchieria. Così Ivan capì che era meglio “adeguarsi alle regole del luogo” piuttosto che ribellarsi, ed è quello che fece: si adeguò.

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Papa Francesco e i terremotati

 

foto (3)«Appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello, e il sostegno della speranza cristiana», ha detto all’Angelus di domenica 28 agosto Papa Francesco, manifestando la sua vicinanza alle popolazioni terremotate del Lazio e delle Marche.

Se Papa Francesco volesse veramente fare qualcosa per i terremotati, non dovrebbe esprimerlo in parole, ma coi fatti: potrebbe ricostruire, dalla prima all’ultima, tutte le zone terremotate a proprie spese: è stato il suo Dio, ovvio no?, l’autore di tutto questo flagello.

Insomma, se Dio esiste ed è un Dio buono, giusto, onniscente, onnipotente, che può fare ogni cosa, anche bloccare i terremoti ancora prima che si manifestino, perché non l’ha fatto? Perché ha lasciato crollare tanti edifici e ucciso tante persone?

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Americani!

 

foto (3)Presto dovrete andare alle urne, presto dovrete scegliere tra due candidati: uno dei due guiderà il vostro paese per almeno 4 anni. Quale, allora, quale dei due sceglierete? Io ho qualche idea sulla vostra possibile scelta. Vi dico però solo questo:

Se sceglierete Hillary Clinton, sappiate che i ricchi diventeranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Nulla del mondo dell’orrore in cui siamo immersi cambierà: la Clinton appartiene all’universo imperialista, capitalista e discriminatorio di cui lei stessa è una fedele serva.

Se invece sceglierete Donald Trump, sappiate, e questo ve lo posso assicurare, sappiate che negli Stati mafiosi ben consolidati del mondo, per il bene o per il male, qualcosa potrebbe cambiare, qualche uovo nel cestino potrebbe rompersi. I politici inesperti e goffi come Trump, potrebbero combinare casini.

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Mauro Biglino e il Nichilismo della Chiesa Cattolica Romana

 

foto (3)Mauro Biglino, ieri sera, 19 ottobre 2016, alle ore 21.30, al Palazzo Boglietti di Biella, ha presentato il suo nuovo libro edito da Mondadori, “Il falso testamento”. Inutile dirlo, c’era tantissimissima gente.

Di cos’ha parlato il filologo? Del falso testamento. E cioè delle solite cose, e cioè delle falsità che la Chiesa ha detto da quando è diventata Chiesa fino ad oggi. E cioè? Dell’altra verità della Bibbia. E cioè? E cioè di menzogne divine, di falsa creazione, d’immoralità, di miracoli inesistenti, insomma, di tutte le balle e le ignominie sostenute dagli ecclesiastici in più di duemila anni di storia indegna, inumana e grottesca.

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I Nobel e i piccoli uomini

 

foto (3)Eccoli lì tutti a urlare e a bisticciarsi fra loro sostenendo che Bob Dylan non ha nulla a che vedere con la letteratura e che il Nobel doveva andare a questo e non doveva andare a quello. E perché, poi, tutto questo baccano? Perché questi saggi e ricchi scrittori, che vivono sulle spalle di quelli senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce, perché questi signori hanno ancora bisogno del Nobel? Sono forse così poveri interiormente? Sono così miserabili economicamente? Hanno bisogno, per sentirsi vivi, di essere sempre sulla bocca di tutti? Insomma, a quale specie appartiene questa fauna?

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Il Personaggio – racconto

 

foto (3)Non appena si sentì male, prese l’elicottero parcheggiato insieme al suo pilota fuori in giardino che lo portò all’istante alla clinica del rinomato chirurgo, il professor Gardelli. Il professor Gardelli, vedendo arrivare il Personaggio, piantò in asso il paziente che stava visitando e si precipitò da lui. Dopo un breve esame, gli diagnosticò un attacco di appendicite e disse che doveva operarlo. Il Personaggio non volle essere operato dal professor Gardelli. Per lui il professor Gardelli era solo buono per curargli il mal di gola, non per operarlo. Quindi, dopo alcuni ordini, il Personaggio fu riportato di nuovo sull’elicottero e con questo andò all’aeroporto. Qui, che sapevano già il perché del suo arrivo, un aereo di linea fu immediatamente svuotato dai suoi passeggeri e messo a disposizione del Personaggio, di tutto il suo staff, incluso il professor Gardelli, e delle sue guardie del corpo. L’aereo di linea prese il volo all’istante, direzione New York.

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Deutsche Bank

 

C’è qualcosa di marcio nell’anima e nel cuore, quindi nel cervello del popolo tedesco. Prima lo scandalo Volkswagen e ora lo scandalo Deutsche Bank. Scrive The Guardian: “I mercati sono fissati con le possibili opzioni per la Deutsche Bank in quanto si affaccia la prospettiva di una penale di $ 14 miliardi (£ 10,5 miliardi) da parte delle autorità degli Stati Uniti per obbligazioni ipotecarie mis-selling dieci anni fa.” Cos’altro dobbiamo aspettarci da questo popolo? Non abbiamo già ricevuto abbastanza? Cos’altro ancora?

 

Lo scienziato è il re degli atei *

 

foto (3)La materia è atea, quindi la scienza che più di ogni altro pensiero la rappresenta. Lo scienziato, se è uno scienziato degno dell’oggetto che studia, non può dire “Io sono un agnostico, io non posso pronunciarmi né in favore né contro l’esistenza di Dio”, e soprattutto non può dire “Io sono un credente”, perché, se dice questo, sta affermando un controsenso che non appartiene alla sua professione. Ha mai visto, questo signor scienziato, ha mai visto negli atomi, lui che dovrebbe conoscerli meglio di chiunque altro, il volto di Dio, di Cristo, della Madonna?

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Disse la volpe al corvo o il corvo alla volpe?

 

foto (3)Quindi il boss decretò:

“Non Olimpiadi nella capitale.”

E come risposta ebbe: “Così sarà fatto, capo.”

E così, infatti, è stato fatto. Gli ordini sono ordini. Questa decisione, però, avrebbe dovuto essere presa solo e solo dal popolo romano e per plebiscito, invece è stata presa da un’autorità che sa dire solo “Sì, boss!”, a un boss addirittura venuto da fuori. Siamo all’assurdo e lo siamo perché, intanto, nessuna autorità che viene da lontano, da un altro paese, regione, continente può capire il tessuto della vita locale d’un popolo. Solo i romani capiscono fino in fondo i romani. Perché, allora, perché il grande burattinaio venuto da lontano ha rifiutato una tale chance, una tale occasione? Ha rifiutato lavoro, pane, prestigio internazionale, turismo a volontà, quattrini a non finire, almeno dieci volte superiori al debito della capitale, perché? Perché ha rifiutato tutto questo? Forse il Brasile era più ricco e più preparato di noi quando ha deciso di ospitare le Olimpiadi? E chi è mai costui per decidere sul destino e sul benessere di tutto un popolo? Se fosse stato un evento religioso, avrebbe detto anche di no? Insomma, quali prove di abilità amministrative ha mai dato questo individuo? Qual è la sua expertise in materia economica? Quale saggezza è mai uscita dalla sua bocca? Perché noi italiani continuiamo a mettere le nostre vite nelle mani d’incompetenti? E mai possibile che tutto ciò sia scritto nel nostro Dna? Tutti i paesi del mondo hanno alzato la voce qualche volta sulle inabilità, sui disastri e sui soprusi dei loro governanti, perché unicamente noi siamo solo capaci di subire e tacere? Forse perché siamo il popolo più bacchettone e ignorante al mondo o perché ci hanno fatto credere sin dalle fasce che la nostra vigliaccheria e imbecillità sono virtù congenite?

Popolo vetusto, popolo romano, wake-up!, svegliati!, altrimenti vai pure al diavolo, perché né le specie né il pianeta sanno cosa farsene di te!

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, allora passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, confrontarci, dire la nostra brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che parla agli amici del Web, Orazio Guglielmini.

 

Per una fenomenologia e un’ontologia della vuotaggine divina – 6 post, il primo

 

foto (3)Per “fenomenologia” intendo i fenomeni naturali per come si manifestono nel loro ambiente e non per come alcuni (Hegel, ecc.) credono che siano; per “ontologia” intendo la “cosa in sé” kantiana, quindi il concetto sartriano: prima viene l’esistenza e poi l’essenza.

Per “vuotaggine divina” intendo “aria fritta”, vale a dire aria priva di particelle. In ogni luogo dell’Universo, dove c’è vuoto, lì ci sono anche particelle, atomi, ecc., perché, in realtà, il vuoto non esiste. Ebbene, nel significato che io do a “aria fritta”, non c’è proprio nulla, neppure atomi o particelle. Un altro modo d’intendere questa espressione, “vuotaggine divina”, e cioè vuotaggine ragionata a tavolino, potrebbe essere fiction, pura fiction, un prodotto estratto dall’immaginario.

Partendo da queste premesse, ecco alcune prove sull’inesistenza di Dio.

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Illustre scienziata del CERN scrive: “…non è la fisica che darà risposta”

 

foto (3)E se non è la fisica (la materia, gli atomi, gli elementi), ci chiediamo noi, che “darà risposta”, che cos’altro la darà?

Ecco cosa scrive su Wikipedia l’illustre scienziata italiana, Fabiola Gianotti: “Quello che io vedo nella natura, la sua semplicità, la sua eleganza, mi avvicina all’idea di una mente intelligente ordinatrice”. In un’altra intervista ha risposto: “Sì, io credo. La scienza è compatibile con la fede e non ci sono contraddizioni. L’importante è lasciare i due piani separati: essere credenti o non credenti, non è la fisica che ci darà risposta.” Ci vuole coraggio per dire certe cose e la scienziata Gianotti, quando dice che “non è la fisica che darà risposta”, dimostra di averne tanto.

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Teresa di Calcutta fatta Santa!

 

foto (3)Ecco l’appena appena fatta santa cos’ha scritto nel suo diario “Come Be My Light” – “Vieni e sii la mia luce”: “Where is my faith? Even deep down… there is nothing but emptiness and darkness… What do I labor for? If there be no God, there can be no soul. If there be no soul then, Jesus, You also are not true” – “Dov’è la mia fede? Anche nel profondo… non c’è che vuoto e tenebre… Perché e per chi io lavoro? Se non c’è Dio non c’è neppure l’anima. Se non c’è l’anima allora, Cristo, anche Tu non sei vero.”

Scrive Christopher Hitchens nel suo saggio sulla Santa Madre Teresa di Calcutta intitolato “La posizione della missionaria” e pubblicato da minimum fax: “La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti, (quando fu lei ad ammalarsi, volò in prima classe alla volta di una clinica in California). Le grandi somme di denaro raccolte venivano spese per la maggior parte nella costruzione di conventi in suo onore. Aveva fatto amicizia con tutta una serie di ricchi truffatori e sfruttatori, da Charles Lincoln della Lincoln Savings & Loans, alla ripugnante dinastia Duvalier di Haiti, accettato da entrambi generose donazioni di denaro che in realtà era stato rubato ai poveri”.

Madre Teresa di Calcutta non ha mai creduto né in Gesù né in Dio né in Cristo e tanto meno nello Spirito Santo, e non parliamo di santi e madonne, e questo nonostante si riempisse quotidianamente la bocca di questi nomi. Non è un mistero questo modo di comportarsi, non fra i religiosi. È un fenomeno che succede spesso a quelli che sono obbligati a ripetere sempre le stesse cose vita natural durante: a via di ripeterle e ripeterle, poi, alla fine, ci credono e ci credono anche se non ci credono.

Ovvio, in Dio, l’appena appena fatta Santa, ci credeva. Era addirittura una bigotta, una fanatica fondamentalista. E non solo. Era anche una pedina del Vaticano. E che pedina! Come san Francesco, anche lei gli portava le uova. E che uova! Le donazioni che le facevano i ricchi, lei non le impiegava per curare e aiutare i derelitti, ma per costruire nuovi ospizi, sedi missionarie, conventi. Lei non amava i poveri. Affatto. Li odiava. Desiderava vederli morire. Eventualmente, perché no, vederli morire nelle sue braccia oppure mentre le baciavano i piedi e, tanto per rendere il momento più eccitante e completo, possibilmente alla presenza di qualche fotografo che riprendesse l’evento, l’evento che poi l’avrebbe resa ancora più celebre e più Santa.

Amava però, questo sì, amava la povertà, la malattia, la sofferenza, l’indigenza, la miseria e amava queste cose, non realisticamente, non con il cuore, non con umanità, ma le amava così, astrattamente, come doni dell’Altissimo. Il suo amore per i poverelli non usciva dal suo petto, per nulla, ma arrivava direttamente a lei da Dio. Senza Dio, quello di cui la Santa Madre si riempiva la bocca giorno dopo giorno, anche se sapeva benissimo che non esisteva, senza di Lui Madre Teresa di Calcutta non sapeva amare. Il suo era il Dio in cui lei non credeva. In effetti, il dolore, le tribolazioni, la disperazione, lo squallore, per la Santa Madre, erano doni di Dio. Guai se non ci fossero stati. Senza di essi una come lei non sarebbe mai e poi mai diventata ricca e celebre.

In nuce, non poverelli, non Madre Teresa di Calcutta. Guai a eliminare i poverelli dalla terra! Infatti, senza dell’Altissimo, Madre Teresa di Calcutta, le pecorelle e lo Stato del Vaticano, non sarebbero mai esestiti, tanto meno l’abomio mondiale della povertà economica e mentale. Il papa e i preti di tutto il pianeta sono lì proprio per questo: per tenere i popoli della terra nell’oscurantismo più totale. Non hanno altra funzione, mai avuta. Ecco, dunque, a cosa si è ridotta l’Italia: a predicare, esportare e propagandare l’oppio e la miseria in giro per il mondo.

Per quello che riguarda i 120mila fedeli che gremivano ieri piazza San Pietro, direi questo: se ci fossero stati fra di loro massimo 5mila tra curiosi, passanti e perdigiorno, erano già tanti, il resto saranno stati mandati lì dalla Chiesa a far numero, tutti, però, col viaggio pagato, pranzo pagato, rinfreschi pagati, tanto le amatissime pecorelle della Chiesa e dell’appena appena fatta Santa, avevano già pagato e strapagato il conto.

Insomma, diciamocelo tutto in una volta: se Madre Teresa di Calcutta è una santa, i demoni, i mostri e i senza anima chi sono? Anche Cirillo di Alessandria, quello che trucidò la scienziata e filosofa Ipazia, era un mostro, eppure la Chiesa lo fece santo!

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, allora passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, confrontarci, dire la nostra brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che parla agli amici del Web, Orazio Guglielmini.