La lotta per la felicità

 

La chiave della felicità sta, prima di tutto, nella lotta senza tregua che dobbiamo fare con noi stessi, perché è di prima importanza liberarci e purificarci da tutte quelle lordure mentali, non c’è un altro modo per definirle,  che scuole, istituzioni, indottrinamenti e beceri nazionalismi ci hanno, col buon metodo o col cattivo, messo in testa da quando erevamo bambini. Solo dopo avere estirpato questo colossale veleno dal nostro Dna sociale, possiamo intraprendere, secondo i nostri desideri e inclinazioni, il cammino della felicità, non prima. Non abbiamo scelta se puntiamo a una vita sana, positiva e bella, dobbiamo combattere e sconfiggere ogni voce maligna che è stata messa in noi dai briganti che governano il mondo.

Una volta liberi da quest’oppio giuridicamente riconosciuto, qualsiasi altro indirizzo di vita che daremo alla nostra vita andrà bene, anche quello che non va bene.

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupano gli elementi che compongono il nostro corpo), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri mortali e nessuno uomo è più che un uomo.

Lettera ad Antonio Sunseri, coordinatore dell’Editrice L’Erudita

 

Questa riflessione, signor Sunseri, che avevo scritto al mio ritorno da Roma dopo il nostro incontro, volevo inviargliela il giorno seguente, poi ho cambiato idea. Gliela invio adesso con un po’ di ritardo e con qualche aggiustamento e correzione.

Ieri, giovedì 20 settembre 2018, sono venuto nella sua sede in via Giovanni da Procida, 30-32 a Roma, per un incontro da lei proposto riguardo alla pubblicazione d’un mio dattiloscritto, ovviamente non a pagamento secondo quello che lei aveva scritto: Chiariamo da subito che il nostro marchio editoriale non è a pagamento.”

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L’Italia, un paese del quarto mondo ovvero dove l’irrazionale diventa razionale

 

Cosa s’intende quando si dice che gli “italiani sono incapaci di agire razionalmente?” Di certo non s’intende che non sono, per ragioni naturali, all’altezza di comportarsi con raziocinio o di fare un discorso logico. Affatto. Non è qui che bisogna cercare le cause dell’irrazionalità italiana. Questa, come vedremo, sta altrove.

Chi ha letto il romanzo di Aleksandr Solzenicyn, “Una giornata di Ivan Denisovic”, ricorderà che Ivan è stato condannato ai lavori forzati in un campo di concentramento russo e ha dovuto adeguarsi alle regole del luogo. Ma ha dovuto veramente? Se avesse voluto, avrebbe potuto non farlo. Però, nel caso non l’avesse fatto, sarebbe andato contro il regolamento, e andare contro il regolamento era rischioso.

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L’amore che ci nutre e ci trasforma in esseri umani

 

 “Il sesso è un prurito momentaneo, l’amore non ci lascia mai.”

Kingsley Amis

 

L’amore, quando arriva, godiamocelo fino a quando dura e, quand’è finito, siamo grati a chi ci ha amato e abbiamo amato. Lui, in fondo in fondo, non ci deve nulla; lei, in fondo in fondo, non ci deve nulla, eppure, per un’ora, per una notte, per un mese o anni, insieme, ci siamo dati così tanto del nostro corpo, della nostra anima, del nostro spirito, del nostro cuore, della nostra intimità fisica e spirituale, in breve, del nostro amore. Tanto, proprio tanto, ci siamo dati l’un l’altro.

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Sir Winston Churchill, il pittore

 

 

“Fino a quando non capiamo che le persone peggiori al mondo sono quelle che lo governano e l’hanno governato, non abbiamo capito ancora nulla né di noi stessi né del mondo in cui viviamo.”

     Orazio Guglielmini

 

Ecco come si esprime il Grande Uomo riguardo alla pittura:

“Devo dire che amo i colori vivaci e quando arriverò in cielo, intendo trascorrere una considerevole parte del mio primo milione di anni dipingendo per arrivare così all’essenza del soggetto. Quindi, avrò bisogno d’una tavolozza ancora più vivace di quella che ho quaggiù. Ci sarà un’intera gamma di nuovi e meravigliosi colori per deliziare l’occhio celestiale,” dal DVD History, Winston Churchill, il leone d’Inghilterra.

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No Rai-sbobba, ma Tivù del Popolo

 

Dopo tutto, è lui, il Popolo, che paga il canone e dà da mangiare a tutti quelli che lavorano per Rai-sbobba. Questi signori vivono molto bene e vivono sulle sue spalle, sulle spalle del Popolo lavoratore. Banchettano, fanno i buffoni, raccontano e si raccontano, fra l’altro, un fracco di assurdità, e lui, il Popolo, quello senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce, paga il conto!

Anni addietro avevo scritto un post sostenendo che la tivù di Stato avrebbe dovuto dare spazio nei suoi programmi, affinché si migliorasse culturalmente e fosse più equa e più umana nei confronti del Popolo, a tutte le voci del Paese che l’abitano, nessuna esclusa.

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PORTRAIT OF ITALY IN NUCE

 

Ogni italiano, analfabeta o sapiente che sia, può dire la sua del paese in cui è nato, che poi questa sua opinione sia veritiera o no, è un’altra faccenda. Anch’io dirò la mia. Sarà il mio modo di vedere e interpretare la realtà italiana. Non la vedrò come i bigotti e i benpensanti vogliono che sia, ma per come realmente è, almeno dal mio punto di vista. È quello che cercherò di fare in questo Portrait of Italy in nuce.

Premetto. Gli esseri umani, e non importa il colore della loro pelle, non nascono disuguali fra loro. Affatto. Nascono uguali. La disuguaglianza, sia economica che culturale, la fa il paese in cui vivono.

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Aquarius: arrivano, arrivano i naufraghi! – post ritoccato

 

Clandestini, immigrati, profughi, extracomunitari, esiliati, avventurieri, ribelli, naufraghi, bestiame umano, arrivano, arrivano a ondate sulle coste italiane, e arrivano da tutte le parti. Non li si ferma più, non li si può più fermare. La fame non dà loro tregua, la fame non conosce pericolo, la fame di sopravvivenza è una legge di natura: per restare in vita ti spinge a tutto, anche alla morte a occhi aperti. Ecco fin dove spinge la povertà, povertà creata dai Sistemi capitalistici. E così gommoni, carrette marine, barche malandate, navi arrugginite, ferraglia navigante, su qualsiasi cosa che galleggia e si muove. Arrivano, arrivano i naufraghi!

La Libia, la Tunisia, l’Iraq, il Pakistan, l’Albania, la Somalia, l’Afghanistan, l’Africa scaricano sull’isola di Lampedusa, sulle coste del Paese delle meraviglie i desesperados, i pezzenti, i moribondi, i miseri, gli esseri condannati alla fame, pance vuote e senza approdi. Sono i nulla, i paria, gli abbandonati, i derelitti, i dannati della terra; sono, lo vediamo e lo pensiamo, perché noi tutti, noi lavoratori, avremmo potuto trovarci al loro posto!, sono relitti umani, relitti che rappresentano lo specchio di un mondo barbaro e grottesco, un mondo che non lo si può più tollerare!

Partono, e quando partono, qualche briciola di speranza si accende in fondo ai loro cuori. Però, ahimè!, non in tutti i cuori quella briciola di speranza che c’era alla partenza sopravviverà all’ardua impresa che li aspetta, perché molti di loro non arriveranno mai a destinazione. Capita che le carrette su cui viaggiano non resistano alla furia del mare o che facciano già acqua ancora prima di partire. E, come conseguenza, i fondali marini, tra la Libia e la Sicilia, l’Albania e la Puglia, sono cosparsi di cadaveri, di naufraghi, di extracomunitari, di profughi, di immigrati, di anime alla deriva, anime senza radici e senza averi.

I nulla della terra sono creature oppresse dall’ingiustizia sociale, dalla discriminazione, da leggi antidemocratiche e inumane; i nulla della terra, quando non sanno più dove sbattere la testa, allora non gli resta che rischiare l’ultima cosa che gli è rimasta: la vita, la loro stessa vita! Molti di loro, lo sanno, lo intuiscono, l’annusano nell’aria che tira intorno a loro, sanno che stanno per morire, sanno che non sbarcheranno mai in una nuova terra e che finiranno in fondo al mare. Eppure, nonostante questa consapevolezza, la disperazione, la desolazione, l’inferno del loro vivere, li spinge ad affrontare la mortale avventura.

Così, quando il sogno si trasforma in un incubo, scendono, uno dopo l’altro, dopo aver fatto qualche gesto disperato tra le onde tempestose, scendono, scendono, scendono a zigzag, ma ormai privi di vita, di spirito, di tutto, scendono, trasportati dalle correnti marine, giù giù giù, sempre più giù in fondo al mare. Lì, finalmente, nell’abisso marino, trovano un po’ di requie. Ecco la loro nuova terra, vita, dimora, patria; ecco dov’è andata a finire quella briciola di speranza che c’era alla partenza: lì, in fondo al mare! Presto, tra la Libia e l’Italia, sorgerà un ponte, non un ponte costruito con ferro e con acciaio, ma un ponte fatto di corpi umani, di naufraghi, di esseri che sono annegati per un pezzo di pane!

Giù giù giù, fino all’abisso più profondo, lì, il luogo di accoglienza, e che accoglienza! Voilà dove i Sistemi capitalistici del mondo intero e la loro politica criminale e bestiale hanno portato i loro simili: alla fame, alla disperazione e, infine, alla morte!

“Arrivano, arrivano”, grida la gente costiera, la gente dell’isola di Lampedusa, la gente del Paese delle meraviglie, “arrivano i naufraghi: i figli di nessuno!”

 

Aggiungo questo:

Se i paesi benestanti del mondo intero volessero veramente aiutare questi esseri umani – immigrati, ecc. – dovrebbero farlo, non accogliendoli indegnamente nei loro paesi, ma costruendo I LORO PAESI. Dandogli così la loro dignità, quella che i Sistemi capitalistici europei e americani hanno insultato e sfruttato per secoli. Costruire dunque fabbriche, università, aziende agricole, insomma, tutte le strutture necessarie affinché QUESTI ESSERI UMANI potessero lavorare nei loro paesi degnamente e umanamente.

Diversamente, se questo non fosse possibile al momento, allora per ogni emigrante, extracomunitario, clandestino che sbarca in Europa, gli si dovrebbe dare, per ragioni umane e politiche, un lavoro, un alloggio, un’educazione e inserirlo legittimamente e decorosamente nella cultura del paese in cui vive.

Direi che, quasi quasi, basterebbero i soldi che vengono spesi per controllare i mari, per pagare il personale che si prende cura, in un modo o in un altro, di loro, i soldi necessari per nutrirli, per alloggiarli, per rimpatriarli e, soprattutto, tutti i soldi che i paesi che li ospitano speculano fra di loro arricchendosi su questi poveri disgraziati, sfruttando così vergognosamente e vigliaccamente l’altrui disperazione.

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che Orazio Guglielmini parla agli amici del Web.

 

La sbobba di Rai-storia

 

Indovinate chi è l’orco su Rai-storia? Chi è il corvo? E chi sono i super-acculturati e super-addestrati dodo che non vedono l’ora di trasformarsi in condor del Sistema? Ascoltateli bene questi fenomeni e scoprirete che non c’è una sola parola, di tutto quello che si dicono, che esce fuori dal seminato. Nulla di nuovo direte voi. Certo, nulla di nuovo, ma allora perché dobbiamo pagare un canone per ascoltare cose che ci rendono ancora più imbecilli di quanto ci hanno già reso?

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Franza o Spagna purché se magna

 

Aveva ragione Francesco Guicciardini quando scriveva che al popolo italiano non interessava chi lo governava, interessava chi gli dava da mangiare. Per lui la Franza o la Spagna o l’Italia, purché se magna. Questo “purché se magna” la dice lunga.

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Il manifesto dell’antiarte

 

Un pomeriggio, a Melbourne, mentre stavo scrivendo alla lavagna, sono svenuto e finito sul pavimento. I miei studenti mi hanno portato all’ospedale. Qui, dopo un’iniezione e qualche ora di riposo, mi sono ripreso. I medici dissero che era stato un collasso dovuto allo stress. In quei tempi ogni malanno sconosciuto era dovuto allo stress. Iniziarono a farmi prelievi, controlli, esami e, verso sera ho potuto ritornare a casa. Avevo 34 anni ed eravamo verso la metà degli anni Settanta.

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Da materia animata a materia inanimata

 

Il destino della specie umana

Si nasce, si cresce, ci si costruisce, si crea, s’invecchia e si muore.

La signora Eliana, che fino a qualche tempo fa scarrozzava allegramente in ogni angolo del pianeta Terra, ora, di tutto questo spazio e libertà di movimento che aveva, le è rimasto poco, molto poco. Infatti, il suo spazio ora si è ridotto a solo tre spazi e a tre funzioni: camera doppia, cucina, toilette, ovvero letto, cibo, cesso.

Il prossimo spazio che occuperà la signora Eliana sarà all’interno d’una cassa da morto. Qui, come ultima funzione che la materia che l’ha messa al mondo le ha concesso, è di diventare un pasto per i vermi.

Ecco dove inizia e finisce il paradiso degli esseri umani. Il resto è vuotaggine ragionata ovvero retorica per i gonzi.

“Rossi!” urlò Guglielmini.

“Sì,” rispose Rossi.

“Vuoi un consiglio?”

“Grazie, lo conosco,” fece lui.

“Te lo ripeto lo stesso. Prima di tirare le cuoia, sciocco, vivi, proprio come ha fatto la signora Eliana!

 

Hubert Reeves’ dio

 

La scienza non può sapere se c’è o non c’è un dio, sostiene l’astrofisico e cosmologo canadese Hubert Reeves, la scienza non è morale, la scienza non dice ciò ch’è bene e ciò ch’è male, la scienza dice come sono le cose. Non penso però che il caso tutto solo possa creare un Mozart o un Beethoven. Non credo neppure in un principio organizzatore. La mia intima convinzione è che esiste qualcosa, ma non so cosa. Ecco come si esprime Reeves, quando qualcuno gli chiede se esiste o non esiste un dio.

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La colonna del disonore

 

Propongo che venga eretta una colonna, LA COLONNA DEL DISONORE, in ogni piazza che fa parte dei capoluoghi delle Regioni Italiane, e su questa colonna venga inciso il nome, non solo quello del generale Cadorna (vedere Paolo Gaspari, “Le bugie di Caporetto”, Ferdinando Camon, “Cadorna, generale da dimenticare”, Emilio Lusso, “Un anno sull’alto piano”, lo storico Marco Mondini, ecc.), ma di tutti quelli che hanno, oltre che mandato al macello milioni d’Italiani, anche distrutto e infangato il nome del Paese.

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Andare a votare, E PER CHI? (Post ritoccato)

 

“L’unica ragione per cui il “male” trionfa,

è che gli uomini buoni non lo contestano.

In altre parole, sono dei vigliacchi!”

 

Orazio Guglielmini

 

In un paese dove i cittadini sono informati, rispettati, illuminati, emancipati culturalmente e politicamente; dove hanno un senso critico, civico; sanno, conoscono, capiscono quello che devono e non devono fare; sono coscienti che con il loro voto possono migliorare o peggiorare la sorte del loro paese e della loro vita, in un tal paese, oltre a capire che “andare a votare” è un dovere, i cittadini sono anche desiderosi e contenti di “andare alle urne” per scegliere il candidato o i candidati che guideranno per un tot numero di anni il destino del loro paese. Questo va benissimo. Però, nel nostro paese, sia i nostri cittadini che i nostri politici, sono a questo livello di cultura politica e sociale?

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Svegliandomi

 

Mi sono alzato con un pessimo stato d’animo. Raramente mi capita una cosa del genere, quando questo succede, il più delle volte è senza una ragione, almeno così sembra. Non è il caso di questa mattina.

Certo la mia non è una scoperta così nobile come quella di Copernico, di Galileo, di Newton, non pretende il Nobel, però è comunque una scoperta, la scoperta di aver preso coscienza d’una nostra inattaccabile realtà.

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La Storia: un Sogno o un Incubo? (Post riveduto) (2)

 

 

C’è una cosa che via via che invecchio mi diviene sempre più intollerabile, ed è quando sento parlare del mostro della Seconda Guerra Mondiale senza menzionare i suoi veri artefici. È vero, Hitler merita tutto l’odio del genere umano, però, quest’odio, per renderlo tale, dovrebbe essere sostenuto dalla ragione storica. Questa non c’è. Ovvero, c’è ma non convince. Cosa s’intende con “ragione storica”? Quello che segue in questo articolo.

La biografia di Hitler dice ch’era figlio d’un padre autoritario, che ha sofferto molto per la perdita precoce della madre, che a scuola era un allievo problematico, che trasferendosi a Vienna da Braunau am Inn, dov’era nato, aveva cercato di entrare all’Accademia delle Belle Arti, ma è stato respinto, che ha sofferto la fame, che ha fatto il barbone, il pittore, che il suo quadro psicologico era preoccupante, che ha trascorso 4 anni nelle trincee della guerra del 14-18, che è stato ferito, che ha rischiato di diventare cieco, ecc, ecc. Chiunque, volendo, può leggersi questo e altro su Wikipedia.

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La fisica come esercizio spirituale (riveduta)

 

Il cervello ha tre principali modi di pensare, almeno così ci dicono gli antropologi: istintivo, razionale e meditativo. Il primo è il più veloce, il secondo è il più riflessivo e il terzo il più contemplativo.

Per dare qualche esempio, potremmo dire che il primo, il pensiero istintivo, è naturale, non possiamo governarlo, non ne abbiamo il controllo. Se toccassi un oggetto rovente col dito, l’immediato trarsi indietro della mano sarebbe istintivo. Questo modo di agire e reagire di fronte all’imprevisto è determinato, non dipende da noi, e può essere salutare, ma anche fatale, come quando ci immobilizziamo di fronte a un pericolo.

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il battesimo (ritoccato)

 

 

“Chi ha paura della realtà,

si astenga dal leggermi,

io sono realtà.”

   Orazio Guglielmini

 

Questo post lo dedico a Pietro Sorace, il giovane storico spesso ospite di Paolo Mieli su Rai Storia che come ieri sera ne “L’eresia dei catari”, sostiene che l’Inquisizione è positiva. Sicuramente sentiremo parlare di questo paladino del tribunale che mandò al rogo Giordano Bruno.

 

Intanto gli apostoli non sono stati battezzati e Gesù (ammesso che sia esistito), anche se è stato battezzato da Giovanni, non ha mai impartito il battesimo. Ma poi, cosa vuol dire essere battezzati? Lavarsi dal peccato? E di quale peccato? I bambini in fasce, peccano? E in che modo? E poi, al tempo degli apostoli, si battezzava gente già adulta, gente che aveva avuto il tempo di pensare se voleva o non voleva essere battezzata. E allora? Gesù stesso è stato battezzato a vent’anni e passa.

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Il gatto di Schrödinger

 

In termini naturali, fra la vita di un essere umano e la vita di una formica, non c’è la pur minima differenza. La natura non fa distinzione tra una specie e l’altra. Sa, anche se non sa, che il caso è il destino di ogni cosa, incluso il suo e quello dell’universo in cui viviamo. Questo concetto, il concetto della non differenza tra le specie e i fenomeni, vale per ogni cosa che esiste nel grande tutto.

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Facebook il grande Censore? Ridicolo, ma possibile!

 

Avevo appena iniziato ieri sera a inviare ad alcuni gruppi di Facebook il mio ultimo articolo Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017?”, quando la censura di Facebook mi ha bloccato scrivendo: Ti è stato temporaneamente impedito di iscriverti e pubblicare nei gruppi. La restrizione durerà fino a: 3 gennaio 2018 alle ore 18:33. Se ritieni di visualizzare questo messaggio per errore, comunicacelo.” Ho mollato tutto lì e sono andato a fare altre cose. Sono sempre, per il bene o per il male, super impegnato.

Questa mattina, ripensando a questo arbitrio di Facebook, devo dire che mi rimane indigesto. Cioè non capisco perché. Non c’è nulla di offensivo in questo mio post: Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017?” (e nemmeno negli altri miei post: rispetto le regole del gioco, così giochiamo meglio tutti!), solo delle ovvietà, cose che conoscono tutti. Non so cos’altro dire. Solo questo: Facebook farebbe meglio a dirci cosa vuole che scriviamo, così ci renderà la vita più facile!

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che Orazio Guglielmini parla agli amici di Facebook!

Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017 ?

 

Questo post è stato censurato da Facebook. Se ritenete che sia un post censurabile, ditelo, se invece non lo ritenete tale, ditelo anche, grazie.

 

Quello di Silvio Berlusconi che guadagna 400 mila euro al giorno, ovvero 12 milioni di euro al mese, e lasciamo perdere all’anno, e paga all’ex moglie, Veronica Lario, 2 milioni di euro al mese e vive circondato da ogni lusso e da ogni bene? O quello del bracciante Paolo Rossi che vive con moglie e figli in una sgangherata catapecchia con meno di 600 euro al mese? E cosa dire di quegli altri 5 (alcuni dicono 9) milioni di italiani, secondo le statistiche, che vivono nella miseria? Per chi non ha chiaro il concetto, sappia che Silvio Berlusconi e Paolo Rossi e gli altri 5 milioni di miserabili, sono tutti legittimi cittadini italiani, almeno secondo la costituzione.

Prendiamo anche, tanto per dare un altro esempio, prendiamo Sergio Mattarella, l’attuale presidente della repubblica italiana. Questo signore guadagna 239 mila euro l’anno, quasi 20 mila euro al mese, più tutte le prebende, i compensi straordinari e le agevolazioni che sicuramente ammonteranno ad altri 239 mila euro l’anno e vive, ovviamente, una vita da politico capitalista.

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La Storia: un Sogno o un Incubo? (1)

 

La Grande Guerra del 14-18 su Rai3  

Non c’è però solo questa guerra, ce ne sono molte altre:

La Grande Guerra dei Trent’anni tra cattolici e protestanti.

Le Grandi Guerre napoleoniche.

La Grande Guerra di Crimea 1853-1856.

La Grande Guerra franco-prussiana del 1870-71.

La Grande Guerra del 39-45.

La Grande Guerra di Corea 1950-1953.

La Grande Guerra del Vietnam.

La Grande Guerra dei 6 giorni.

La Grande Guerra in Iraq.

La Grande Guerra in Siria.

Se gli togli le guerre ai così chiamati “esseri umani”, cosa gli rimane? Le guerre, poi, piccole o grandi che siano, sono sempre guerre, sono sempre bagni di sangue innocente. È chiaro che noi siamo contro tutti quelli, a partire da Marinetti, che sostengono che le guerre sono l’igiene del mondo. E comunque, se noi continuassimo a fare le guerre come le abbiamo sempre fatte, l’igiene del mondo non avverrebbe mai. Ma questo Marinetti non lo capiva. C’è un solo modo per ottenere l’igiene del mondo: eliminare quelli che le guerre le architettano a tavolino per il particolare loro. Un altro modo per igienizzare il mondo? Non esiste.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il quinto e ultimo

 

foto (2)Come si è visto, il Papa, in realtà, quando si va al nocciolo, non vende né distribuisce opere buone, compassionevoli, altruistiche, umanistiche, sante, ma vende e distribuisce l’inferno sociale, l’inferno che lui in prima persona crea e attizza insieme ai suoi “compari” giorno dopo giorno. Il Papa, se si va al nocciolo del suo operato, è il più grande matador di anime del Pianeta. Il suo nome, nel Guinness World Records, non lo batterà nessuno, mai!

La prova poi più schiacciante dell’inesistenza di Dio si trova nell’esistenza del Papa e della Chiesa. Nessun Dio degno di questo nome, se fosse veramente esistito, avrebbe mai e poi mai accettato di essere rappresentato dal Papa e dalla Chiesa. Perciò, la loro esistenza, conferma la sua inesistenza.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il quarto

 

foto (2)Il Papa, quindi la Chiesa, è il primo responsabile dell’italietta che abbiamo ereditato e in cui sguazziamo.

Scrive Machiavelli: “Abbiamo adunque con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo: di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa.”

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il terzo

 

foto (2)Il Papa non è un essere umano.

È un salaud, direbbe il filosofo francese, Jean-Paul Sartre, perché prende per vero ciò che fa. E io aggiungo che oltre a essere un salaud, è anche un essere che non appartiene al terzo pianeta del Sistema solare. Come potrebbe appartenere? Nega la sua natura e negandola nega anche i suoi genitali e, senza genitali, la specie umana, nel giro di pochissimo tempo si estingue e sparisce dalla Terra. Il suo comportamento anti-natura e anti-umano, lo esilia dalla specie a cui appartiene. Il Papa non è un essere umano, è, tutt’al più, un aborto umano. Questo e molto altro conferma la sua disumanità.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il secondo

 

foto (2)La sua ladroneria diretta e indiretta.

Questa avviene quando la Chiesa ruba, con le buone o con le cattive, le ricchezze degli altri, quando elabora testamenti falsi, quello di Costantino ad esempio, quando chiede indulgenze e vende ai credenti ossa di animali spacciandole per quelle di Cristo, quando lo IOR, la banca del Vaticano, fa affari coi mafiosi, coi delinquenti, coi ladri legalizzati, quando chiede dei lasciti ai morenti, quando gli propina messe post mortem e il paradiso, quando chiede ai contribuenti l’8 per mille, quando si fa pagare per funzioni che non hanno nessun valore, tutto questo e molto altro fa parte della sua ladroneria diretta e indiretta.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il primo

 

 

“Chi ha paura della realtà,

si astenga dal leggermi,

io sono realtà.”

Orazio Guglielmini

 

foto (2)Avrei voluto iniziare questo scritto con le buone azioni, pensieri e fatiche del Santo Padre, con il suo buon influsso etico, morale e spirituale su tutti noi, con la sua carica di vita positiva e umana sulla società e sulla nostra vita quotidiana, e questo che Dio esistesse o meno, data la grande necessità di valori positivi e sani di cui l’umanità ha tanto bisogno, ma a una analisi accurata e profonda, non mi è stato possibile, non se volevo attenermi alla realtà, perché, come vedremo, dietro la santa immagine del Santo Padre, si nasconde un tutt’altro personaggio.

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Arte, politica, follia o cosa?

 

“250 milioni di dollari per una tela vi pare normale, umano, bestiale o addirittura una presa in giro mega-galattica?”

 immagine-joueur-de-carteProvate a immaginarvi un campo di grano, un altro di girasoli e un altro ancora di fiori di primavera e, dall’altra parte, queste 3 tele di Paul Cezanne: “I giocatori di carte”, “Mont Sainte-Victoire” e “Chateau Noir”. Ora, se io dovessi scegliere fra i 3 quadri di Cezanne e i 3 campi, senza esitazione sceglierei questi ultimi, per non dire che se dovessi scegliere ancora fra Cezanne e un contadino, ovviamente sceglierei il contadino. Con questo, con il contadino, si mangia, col primo, con il pittore, si fa la fame. Questo mi porta a dire che i valori, nella nostra società, sono capovolti: l’indispensabile diventa inutile, non apprezzato, svenduto e quello che lo produce muore nella miseria, mentre il non necessario, l’arte in questo caso, non ha prezzo.

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La realtà del credere è che non si può credere

 

“Chi ha paura della realtà,

si astenga dal leggermi,

io sono realtà.”

   Orazio Guglielmini

 

Piccolo cenno introduttivo. Non voglio né offendere, né mortificare, né ferire e tanto meno cambiare la credenza altrui. Quello che scrivo, lo scrivo perché dentro di me c’è una morale, un’umanità, un’etica sociale, una voce che mi dice che devo farlo. Poi, ognuno di quelli che mi leggeranno, trarrà quel che vuole dai miei scritti.

foto (2)Sei concetti che hanno il dovere, il dovere umano e sociale, di dimostrare l’infondatezza della credenza religiosa. Quali sono? Il primo è quello “ignorante”, il secondo quello “egoista”, il terzo quello “avveduto”, il quarto quello “assoluto”, il quinto quello della “volontà di fede” e il sesto e ultimo quello “agnostico”. Anche l’ateo è uno che crede, ma il suo ateismo proviene da Democrito, Epicuro, Lucrezio ed è un ateo atomista, materialista, fisicalista e non ha nulla a che vedere coi suddetti credenti. E ora proseguiamo per ordine illustrando questi sei concetti.

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Lettera aperta al Sindaco di Biella, Marco Cavicchioli

 

foto (3)Egregio signor Sindaco di Biella, nel caso non fosse al corrente, sappia che la sua/nostra città sta diventando un canile, è dominata notte e giorno dai latrati di cani, cani di tutte le taglie e di tutte le razze.

Io abito in via Addis Abeba e mi alzo il mattino con l’abbaiare dei cani e vado a letto con l’abbaiare dei cani: non è una musica piacevole con la quale svegliarsi il mattino e andare a letto la sera, mi creda.

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“Per amor di Patria” – racconto *

 

foto (3)Quella notte Walter fece un sogno. Sognò prima una, poi due, poi tre e poi tutto uno stormo di cornacchie che gli volavano sulla testa mentre stava facendo un picnic in montagna con moglie e figli. Ad un certo punto le cornacchie avevano iniziato ad aggredirli. Tentò di colpirle con un bastone. Ne buttò a terra parecchie. Le cornacchie allora si allontanarono emettendo stridenti gracchi. S’accorse che non tutte se n’erano andate. Una di esse si era posata su un albero secco, senza foglie che prima non c’era. Il paesaggio era cambiato, da tutto verdeggiante a tutto arido e apocalittico. Moglie e figli, spariti anche loro. Ogni cosa intorno a lui si era trasformata. La cornacchia rimasta spiccò il volo e si gettò con violenza su di lui. Walter, quand’era ancora in volo, aveva cercato di vibrarle un colpo di bastone. La mancò. Si era posata sulla sua spalla sinistra conficcandovi gli artigli. Cercò di afferrarla con le mani, strapparla via. Non ci riuscì, gli erano venute meno le forze. La cornacchia iniziò a beccarlo, a strappargli lembi di carne. Walter, non riuscendo più a togliersi di dosso quell’uccellaccio, iniziò a dimenarsi. Si svegliò. Accese la luce. Sua moglie dormiva al suo fianco. La guardò. Sentì il bisogno di andare a vedere i figli. Si alzò senza fare rumore, entrò nella loro camera, vide che anche loro stavano dormendo. Rimase lì a guardarli per qualche istante. Voleva accarezzargli il viso, così tenero, innocente, ma non lo fece per paura di svegliarli. Ritornò a letto e subito dopo la sua testa fu invasa dal brutto sogno che aveva fatto.

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Agosto, vacanze 2017

 

foto (3)Sento già i raggi del sole e l’aria del mare sulla pelle, il lamentarsi dei piedi scalzi e sensibili che fanno i primi passi sulla ruvida sabbia, sento l’odore dell’acqua salata, sono già sul bagnasciuga, il primo tuffo, le prime bracciate, la prima nuotata. Stupenda! Mi metto supino e mi lascio cullare dalle soft onde mentre gli occhi, meravigliati e pieni di stupore, sbirciano l’immenso profondo blu che si spalanca sopra di loro. È a questo punto che mi raggiunge la voce di Lorenza dicendo:

“Non ci sono parole”.

“Proprio così, rispondo io, non ci sono parole. E nel caso ci fossero, la realtà le sfuggirebbe comunque”.

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Donna allo specchio

 

Dedico questo racconto a tutte le donne.

 

foto (3)Era primavera e gli orti i campi le colline le montagne erano tutti coperti di verde e di colori; era primavera e i fiori sbocciavano, gli insetti pullulavano e gli uccelli cinguettavano; era primavera e tutto prendeva vita, cresceva, maturava. La giornata era bella, piena di sole tersa calma, un sogno. Due donne, una sposata e con figlia e l’altra nubile, sedevano sotto un ciliegio. La prima ruppe il silenzio.

“Esci con Gigi stasera?”

“Non lo so”.

“Non lo sai?”

“Lui fa sul serio e io non mi sento ancora matura per seguirlo fino in fondo.”

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Lettera aperta a Giuliano Amato, politico

Avevo scritto, nel 2013, un post affrettato dal titolo “Il politico Giuliano Amato e il proletario Francis Sgambelluri”, che ora voglio ritoccare cambiando anche il titolo: “Lettera aperta a Giuliano Amato, politico”. Il post originale iniziava così, più o meno, e così l’ho lasciato.

foto (3)Con il capitalismo* monarchico, il capitalismo ecclesiastico, il capitalismo borghese e il capitalismo nazi-fascista, mister Giuliano Amato, ci siamo tutti nati. Oggi, agli albori del Ventunesimo secolo, si è aggiunto un altro tipo di capitalismo, il capitalismo politico. Naturalmente il capitalismo politico c’è sempre stato, ma mai prima si era manifestato così deciso, aggressivo e spietato. Sta andando infatti alla grande, particolarmente nel Belpaese – Craxi, Bossi, Berlusconi, Grillo, tanto per fare il nome di qualcuno. E non solo. Come conseguenza, vista la sua nuova funzione, il politico capitalista ha portato al minimo i suoi impegni lavorativi, li ha ridotti a solo due funzioni: fare false promesse al popolo e prendere per i fondelli i votanti. Aggiungerei una terza funzione. Non so come definirla di preciso, ma è ciò che io penso. Oggi il politico, questo signore da sempre creduto un paladino della patria, se fosse necessario, sarebbe pronto a mandare in rovina anche il suo paese, soprattutto il suo paese, purché lui non perdesse il suo carissimo e preziosissimo posto, quello del politico capitalista.

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Josè Mujica, il “Presidente più povero del mondo”

 

foto (3)C’è un solo politico, per quello che ne so, su tutta la Terra, che sia degno di questo nome e va scritto con la P maiuscola, e questo politico si chiama José Mujica, il presidente dell’Uruguay, e cioè il presidente più povero, più umano, più dignitoso, più onesto e più politicamente avveduto e democratico al mondo. Il resto dei politici, per come la vedo io, e poco m’importa per come la vedono gli altri, è solo una volgare congrega di banditi legalizzati e nulla più.

Agostino d’Ippona, almeno per una volta nella sua vita, aveva visto giusto quando scrisse:

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Tiziano Terzani e cosa vuol dire “capire” e “non capire”

 

foto (3)Quando il dottore disse a Tiziano Terzani: “Signor Terzani, lei ha il cancro”. Terzani, sentendo queste parole, non si commosse, non si disperò, fu come se la cosa non lo riguardasse. Come dire, se a questa notizia non si fece una beffarda sghignazzata, fu comunque come se l’avesse fatta. In quel momento, però, lui, Terzani, non aveva capito in pieno tutta l’importanza di quella frase: “Signor Terzani, lei ha il cancro”. C’è voluto del tempo prima che capisse tutti i risvolti e le conseguenze tragiche e drammatiche di questa frase. Poi, via via che prendeva coscienza, via via che il tempo passava, che si rendeva conto del male che l’aveva invaso, Tiziano cambiò radicalmente attitudine. La cellula maligna che si era introdotta nel suo corpo e che aveva già iniziato il suo cammino distruttivo uccidendo sistematicamente tutte le cellule benigne che si presentavano nel suo percorso, non scherzava. Terzani a questo punto aveva capito in pieno il significato delle parole del dottore. Queste si erano messe a fischiare nelle sue orecchie. Dunque capì quello che doveva capire e fare.

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Charlie Gard, così giovane e nonostante ciò così conosciuto nel mondo intero

 

foto (3)Questa vicenda ha ormai superato ogni limite. Ma chi ci dice, poi, che non sia tutto uno sporco gioco a danno del popolo pecorone e sentimentale? E non solo. Chi ci guadagna in tutta questa assurda, discriminatoria e losca vicenda?

1)      I giornali, i rotocalchi, la tivù, il web, ecc.

2)      La Brexit.

3)      I genitori del bambino. Qualcuno, forse, gli ha offerto un sacco di soldi, purché stessero al gioco e tenessero il becco chiuso.

4)      Tenere poi col fiato sospeso milioni, se non miliardi di esseri umani in giro per il Pianeta, è un grande successo per i manipolatori di esseri umani.

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Affari di famiglia – racconto

 

foto (3)I due fratelli avevano trascorso quasi tutta la notte, e non era la prima volta, a discutere sul loro padre. Non era un esempio di padre, il Ferrelli, per nulla. Aveva lasciato morire le loro due sorelline poco dopo la nascita, aveva mandato via di casa il loro fratello maggiore, aveva spinto giù dalla scala la loro madre malata – che poi morì in ospedale -, non aveva mai voluto lavorare, aveva sempre mangiato sulle spalle degli altri e quando si era sposato, a carico della moglie, mandando alla rovina la famiglia di quest’ultima. E non solo. Aveva fatto morire di crepacuore anche il proprio padre e si era appropriato, con le buone o con le cattive, di tutto il patrimonio della famiglia.

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“Mais” romanzo di Vittorio Bocchi

 

foto (3)Ci sono immagini forti e indimenticabili in questo romanzo: Adalgisa che si sposta da un lavoro all’altro portando con sé i suoi tre marmocchi, Otello, Cassio e Desdemona in una carriola; il Maino che siede nell’ombra a capotavola sbirciando lascivamente le femmine mentre mangiano; Cassio che vuole dimostrare a un industriale americano che lui non è da meno; Desdemona che rifiuta di sposare l’uomo che l’ha violentata e vuole crescere il figlio nato dall’abuso da sola; il Beppo che una volta firmato il testamento dal notaio è pronto a morire in pace; Otello che nonostante appaia come il personaggio più incolore e solitario del racconto, è in realtà il più temuto e rispettato; Andrea che sul fronte alpino della carneficina 14-18, si lancia contro una postazione austriaca; la vedova che si aggira per le strade e nel cimitero con un rosario in tasca e trova forza e conforto parlando, non coi vivi, ma coi morti.

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