Le religioni

 

Io non sono un pessimista, né un idealista

e non ho assoluti. Sono un naturalista, ac

cetto la realtà per quello che è e cerco di

vivere in essa come meglio posso.

 

Le religioni sono un’invenzione a livello mondiale, quindi non si tratta di credere o di non credere, si tratta semplicemente d’una menzogna sociale e culturale che va contro la natura umana. Non è necessario elencare le conseguenze brutali che l’umanità subisce a causa delle religioni ormai da millenni – le guerre e le uccisioni più grottesche sono dovute a esse -, perché questi crimini religiosi li conosciamo tutti.

La religione, come il sistema monarchico, politico e capitalista, è un sistema di sfruttamento e lo si pratica con l’indottrinamento, con le favole, con la forza e con ogni altro mezzo. Non penso che oggi, nell’intero mondo, ci sia un solo prete che crede veramente, fa il prete perché gli conviene. Per lui, in un mondo così corrotto e bestiale, così inumano e assurdo com’è il nostro, il suo lavoro, pensa lui, non è peggiore di tanti altri!

Bene, tuttavia, io sono uno che crede: credo nell’istruzione, credo in uno spirito libero, positivo e creativo, credo in una Vera Reale Umanità; non credo nella discriminazione, non credo nella violenza, non credo nell’ingiustizia. Credo, dunque, in una Democrazia Vera Reale e Planetaria, tanto Reale Vera e Planetaria quanto lo siano la fisica e il Sistema Solare a cui noi apparteniamo.

“Viviamo nel migliore dei mondi possibili”

 

Io non sono un pessimista, né un idealista

e non ho assoluti. Sono un naturalista, ac

cetto la realtà per quello che è e cerco di

vivere in essa come meglio posso.

 

Il filosofo tedesco del diciassettesimo secolo, Leibniz, credeva che noi vivessimo “nel migliore dei mondi possibili”. Purtroppo, non è così. Noi non viviamo nel migliore dei mondi possibili. Per nulla. Come ha potuto pensare questo, lui un filosofo? Ha mai riflettuto sul vero stato, sul vero accadere delle cose nel mondo in cui viveva? L’ha mai visto per com’era e non per come “lui” voleva che fosse? Ha mai pensato che la società che lo rappresentava era governata dalle peggiori creature della sua stessa specie e, nonostante ciò, questi signori si facevano passare per dei migliori? Sapeva che tutto ciò che appariva nell’intero universo, fisico o biologico, inanimato o animato, vegetale o volatile, pesce o roccia, tutto, dalla prima particella alla più grande delle stelle, tutto era condannato a finire, prima o poi, nel peggiore dei modi possibile?

Certo, mi rendo conto che ai suoi tempi l’apertura mentale era quello che era, però da qui a dire che vivevamo nel “migliore dei mondi possibili” ce ne vuole! Giusto sarebbe stato di dire che “Vivevamo nel peggiore dei mondi possibili”.

Diciamocelo tutto in una volta: bisogna essere innocenti o bigotti o machiavellici per dire certe cose, filosofi o non filosofi!

Quello che È e quello che NON È : Ieri, Oggi e Sempre

 

Io non sono un pessimista, né un idealista

e non ho assoluti. Sono un naturalista, ac

cetto la realtà per quello che è e cerco di

vivere in essa come meglio posso. *

 

Qui parliamo di quello che NON È.

Abbiamo, consciamente o inconsciamente, riempito la Terra e la nostra testa, tra l’altro, di invenzioni, di cose che non esistono, che non si vedono, che non si sentono, che non si toccano, che non si trovano sulla Terra, né nel sistema solare, né nel resto dell’universo. Viviamo di bugie, ci alziamo il mattino e ci raccontiamo bugie, andiamo a letto la sera raccontandoci bugie, sogniamo durante la notte bugie, adoriamo le bugie, siamo una specie schiava delle bugie.

Alle bugie abbiamo costruito i più grandi e i più falsi edifici e monumenti. I pittori e gli scultori più geniali della Terra gli hanno dedicato le loro opere più belle; i poeti più illustri i versi più toccanti; tutti gli artisti, piccoli e grandi e da ogni angolo della Terra, hanno cantato e osannato bugie a questo e a quello idolo non esistente. Siamo una specie che si nutre di una vuotaggine ragionata, cioè di bugie.

Le bugie però non ci aiutano a crescere, né a vivere meglio. Tutt’altro, sono la base della discordia e della violenza fra noi umani. Infatti, nonostante la nostra lunga storia, siamo rimasti cattivi, cattivi e infantili. Stiamo, non solo distruggendo il mondo che ci ospita, ma anche ci stiamo autodistruggendo.

La domanda a questo punto è: “Fino a quando riusciremo a cibarci di bugie senza che ci vanno di traverso e ci affogano?

 

*          Io credo che la nostra salvezza come specie di questo pianeta, l’otterremo solo e solo se impareremo ad accettarlo per com’è e non per come NOI vogliamo che sia.

Mangia o sarai mangiato

 

La realtà per quello che è

E non per quello che noi

Vogliamo che sia

 

C’è un darwinismo atomico: le particelle, gli atomi, i corpi infinitesimali si mangiano l’un l’altro.

C’è un darwinismo dei fenomeni più grandi: i corpi fisici, e di tutte le dimensioni, si distruggono e si divorano a vicenda.

C’è un darwinismo biologico: il più forte mangia il più debole.

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Lo zio Carlo e le parole che più mi hanno fatto riflettere sulla vita

 

Avevo cinque o sei anni allora. Eravamo in pieno inverno. Fuori faceva freddo, si sentivano raffiche di vento e pioggia mista a grandine sul tetto. Io e lo zio Carlo eravamo seduti in silenzio vicino al focolare in cucina. A un certo punto, lo zio, di punto in bianco, mi assalì dicendo:

“Lo sai, lo sai che tu sei più ricco di me?”, ha detto in dialetto.

“Non è vero, zio,” ho risposto io pronto come se quella domanda me la fossi aspettata, “sei tu il più ricco.”

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Le università sono fabbriche della mente machiavellica

 

 

La realtà sociale per quello che è

E non per quello che noi vogliamo che sia

 

La scienza, quindi le università. Queste, di cui noi andiamo così fieri, in realtà, sono fabbriche della mente. Non sfornano solo “scienza, filosofia e umanità”, sfornano anche e soprattutto servi, schiavi, bigotti, parassiti e psicopatici dell’Establishment, ma soprattutto sfornano quelli che non ne hanno mai abbastanza di averi e poteri. Potremmo dire, quasi quasi, che tutto quello che sfornano queste fabbriche della mente machiavellica, è al servizio dei briganti che governano il mondo.

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Un sogno che si trasforma in un incubo

 

Perché hai un viso così sorridente questa mattina?

Perché non dovrei averlo?

Perché, a volte, particolarmente appena alzato, hai un aspetto che solo a vederlo non so se piangere o ridere.

Non è sempre così.

Fortunatamente.

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Sono un apolide, però quello che mi piace di più è sentirmi un cittadino del mondo senza classe e senza frontiere

 

 

E, nonostante ciò, nonostante questa mia apoliticità, ho da dire questo alla nostrana politica. Per me Renzi non vuole una “Italia viva”, vuole una “Italia morta!” Punto. Il partito 5 stelle si dovrebbe vergognare, incluso il suo fondatore, e questo se avesse un poquito di rispetto per gli italiani e un poquito di umana dignità. Così dovrebbe fare anche il partito di quello che una volta si sgolava urlando nei microfoni e dai parchi “Roma ladrona”, per poi scoprire che in materia di ladroneria, superava la “Roma Ladrona” all’infinito.

Devo però ammettere che Giuseppe Conte è stato l’unico politico di questo paese che ha attratto la mia attenzione. Ho ascoltato due dei suoi interventi e anche le domande e le risposte che ha dato ai giornalisti, e quando l’ho sentito dire che amava il Popolo italiano, mi è parso che l’avesse detto col cuore e che era onesto. Era pronto a mettercela tutta per tirare l’Italia fuori dalla pandemia e dal bordello in cui si trova perennemente. Ho intuito, allora, e per la prima volta, che l’Italia aveva un politico che avrebbe fatto di tutto, nonostante i suoi sbagli, la sua inesperienza e i suoi limiti, per tirarla fuori dai guai. Ho pensato, a sangue caldo, che se mai fossi andato a votare, l’avrei votato.

Per conto mio, non c’è in Italia un solo partito che ritengo degno del mio voto e per questo non vado a votare, perché allora voterei Conte? Perché ha avuto il coraggio di dire in uno dei suoi speech che amava il Popolo italiano: “IO AMO IL POPOLO ITALIANO”. Non sono sicuro se ha usato queste parole e in quest’ordine, ma in sostanza è quello che ha detto, cosa questa che non ho mai sentito dire da un altro politico italiano e a me questa frase ha colpito molto.

I politici italiani, e il mondo intero ormai lo sa, fanno bene solo tre cose: la  prima come aumentarsi sempre, crisi o non crisi, lo stipendio e tutta una serie di diritti che i cittadini non si sognano neppure, la seconda come ridicolizzare il loro paese e, infine, of course, come distruggerlo. Tre cose, queste, che pare che facciano parte del loro DNA.

Cos’altro dire? Solo questo. Con certi doni, anche se io non ci credo, però la realtà lo conferma, con certi doni si nasce, e se si nasce così, cosa possiamo farci!?

 

 

L’Innominabile

L’Innominabile *

 

Einstein pubblicava, nel 1905, i suoi famosi articoli sulla rivista scientifica “Annalen der Physik” dove solo pochi scienziati e con fatica riuscivano a capirci qualcosa; io pubblico i miei articoli sul Web, su Facebook, su Twitter e chiunque, data la loro semplicità e realtà, può leggerli e capirli nel mondo intero.

 

 Come si presenterebbe il mondo se non ci fossero esseri umani? In realtà, se non ci fossero esseri umani, per quello che ne sappiamo, il mondo non si presenterebbe affatto, perché non esisterebbe. Oppure esisterebbe, però sarebbe come se non esistesse. La sua realtà, il mondo, la deve a noi. Senza di noi diventerebbe una realtà invisibile.

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Il manifesto dell’anti-arte *

 

Tutto quello che fino ad oggi abbiamo considerato arte, arte in realtà non è, è propaganda, è divulgare l’assassinio. Detto diversamente, è scrivere, dipingere, poetare, comporre, scolpire, costruire, fare film, creare canzoni, spettacoli, opere, in breve  e con qualche mini eccezione, è sintonizzare gli organetti del malaugurio sul fare di quelli che governano il mondo con il culo. Non si parla infatti che di loro, di loro! I veri autori d’una civiltà fallita e mostruosa.

 

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Credenza e tipologia di credenti

 

Otto punti di vista sulla credenza religiosa: quello dell’ignorante, quello dell’egoista, quello dell’avveduto, quello dell’assoluto, quello della volontà di fede, quello dell’agnostico, quello dell’ateo e quello della credenza istituzionalizzata.

 

La credenza IGNORANTE

Questa non ha nessun valore. Quale valore potrebbe avere una credenza ignorante (ignorare vuol dire non sapere, essere all’oscuro, non avere cognizione) e incolta? Nessuno. È una credenza pericolosa sia per l’ignorante sia per la società. Il credente ignorante è facilmente manipolabile, suggestionabile, è come un pesce che abbocca al lamo: gesto fatale! Tra la credenza ignorante e la credenza dei cani di Pavlov, non c’è differenza. Il credente ignorante, come la bestia, ignora, non sa, crede ciecamente. È il pollo che crede che il suo benefattore va a portargli da mangiare come fa tutte le mattine e, invece, da lì a poco, sarà esso stesso a essere mangiato. La credenza ignorante non ha una paternità culturale degna di essere presa in considerazione. È una credenza stolta e animalesca e nulla più.

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Ciò che mi distingue da Copernico, Newton, Einstein e Hawking

 

Il mondo per com’è

e non per come noi

vogliamo che sia.

 

Io ho qualcosa da dire sull’universo che il signor Copernico non aveva,

Io ho qualcosa da dire sull’universo che il signor Newton non aveva,

Io ho qualcosa da dire sull’universo che il signor Einstein non aveva,

Io ho qualcosa da dire sull’universo che il signor Hawking non aveva:

Conosco le origini, le radici e la base dell’universo che loro non conoscevano.

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Non si nasce per vivere, si nasce per morire

                              ovvero

Il nostro non è il regno della vita, è il regno della morte

 

Ovulo-spermatozoo

Quando s’incontrano una cellula uovo e uno spermatozoo, nasce una nuova vita. Da questo momento in poi, ogni secondo che passa per questa nuova vita, è un secondo in meno. Questo concetto, il concetto che non si nasce per vivere, ma per morire, vale per tutto ciò che appare nell’universo, incluso l’universo stesso. In altre parole, tutto ciò che spunta dal nulla del nulla, ritorna nel nulla del nulla. Perciò, non si nasce per vivere, si nasce per morire.

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Artisti, sport estremo e cellule adipose

 

 

Per una nuova visione dell’uomo e dell’universo

Le cose per come stanno e non per come noi vogliamo che siano

 

È tutta una questione fisica, biologica, mentale. Il mistero non esiste, esiste solo l’ignoranza, questa sì.

Le cellule dell’obesità, per come agiscono nel corpo, si equivalgono alle cellule dello sport estremo – alpinismo, surfing, formula uno, boxing; inoltre, le cellule dell’obesità, per come poi funzionano nel loro insieme, si equivalgono anche, con risultati diversi, alle cellule mentali degli artisti – Mozart, Flaubert, Picasso.

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Scott Fischer e il 10 maggio 1996 sulla cima dell’Everest

 

Se Scott Fischer è diventato un grand’uomo, non lo è diventato perché era un eccellente alpinista, tanto meno perché era il capo di Mountain Madness, ancora meno perché era un americano e non parliamo poi perché era un buon padre di famiglia; Scott Fischer è diventato un grand’uomo perché la società non è riuscita, nonostante tutte le sue trappole, a fare di lui un robot sociale. È questo il ritratto che mi sono fatto di questo personaggio mentre leggevo “Cronaca di un salvataggio impossibile” di Anatolij Bukreev e G. Weston DeWalt, ed è la cosa più bella che può capitare a una vita umana.

 

La Trilogia: l’universo e l’uomo per ciò che sono

 

1         Flash sulla storia dell’universo e dell’uomo
2         Dal nulla del nulla all’immortalità virtuale
3         Figlio degli elementi e del big bang, l’autobiografia cosmica d’un essere umano.  

 

Quest’opera, senza tante pretese e senza tanti giri di parole, si fa portatrice di 3 idee fondamentali e sane.

La prima: Una nuova visione dell’universo e dell’essere umano per quello che sono e non per come noi abbiamo sempre fantasticato che fossero e, purtroppo, continuiamo a farlo.

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Lo Stato, gli Sbirri, il Popolo

 

Il mondo per com’è e non per come si vuole che sia

 

Art. 1 della Costituzione: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranita appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. 

 

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Io e l’immenso

 

una nuova visione dell’universo e della vita

 

non so voi

ma io ho bisogno

prima di morire

di avere una visione del tutto

e il mio tutto è questo:

 

Quando cerco di dare uno sguardo o di darmi un valore nell’immenso in cui mi trovo a vivere senza un “ma” e senza un “perché”, e non importa come immagino me stesso o che tipo di valore mi dia nei suoi confronti, devo ammettere che non riesco neppure a percepirmi in un modo o in un altro. Mi immagino meno, molto meno d’una particella infinitesimale, inesistente o quasi. Insomma, un nulla e niente più.

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I 4 pilastri che reggono l’universo sono: il nulla del nulla, il proto-elemento, lo spazio e il tempo

 

 

Le vere fondamenta dell’edificio cosmico

 

Questi quattro concetti sono alla base dell’universo e vanno visti in quest’ordine:

Primo viene “il nulla del nulla”

Secondo viene “il proto-elemento”

Terzo “lo spazio”

E quarto “il tempo”

Vediamoli un po’ più da vicino uno per uno.

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“Il grande libro della natura è scritto in linguaggio matematico”

 

Il mondo per com’è e non per come si vuole che sia *

 

La matematica non è una scienza, se per scienza intendiamo tutto ciò che è visto al microscopio e al telescopio. Questi due strumenti di precisione hanno centrato milioni e miliardi di fenomeni piccoli e grandi in ogni angolo dell’universo, ma mai un numero.

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La storia umana in nuce

 

Per una nuova visione dell’uomo e dell’universo

 

E la storia umana significa uccidere, uccidere e ancora uccidere. Non importa come: in modo naturale, in modo violento, in modo sadico, dispotico, divino, bestiale, democratico, machiavellico, diabolico, basta solo menzionarlo. Ciò che conta nella storia umana è uccidere e si uccide.

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Il Vero Coronavirus è l’Uomo

 

Invecchiando le cose non sono cambiate nella mia testa, sono solo diventate più chiare. Per me, il vero Coronavirus non è il Covid19, il vero Coronavirus è l’uomo, è più precisamente quella categoria d’uomo che, da quando il mondo è mondo, si è imposto ai suoi simili come carnefice e padrone. Oggi conosciamo tutti questo “Signore” come il boia legalizzato e istituzionalizzato che governa il pianeta Terra, non con amore, giustizia e saggezza, ma con le armi e col terrore.

Ecco il vero Coronavirus!

 

Primo maggio, la festa dei lavoratori

 

I lavoratori, da quando sono diventati lavoratori, sono gli esseri più sfruttati, umiliati, bastonati, insultati, schiavizzati e fregati al mondo, e il primo maggio sarebbe la loro festa? E chi l’ha detto? Il primo maggio, non è, in realtà, la festa dei lavoratori, il primo maggio è la festa di quelli che succhiano il sangue ai lavoratori, ecco di chi è la festa!

Quanto cinismo!

Lavoratori, è ora di aprire gli occhi o chiuderli per sempre!

Le avventure dell’MG, il Mostro Giustiziere *

 

Racconto

 

I così chiamati “esseri umani” camminavano per le strade tesi e impauriti. Se qualcuno gli si avvicinava, il loro cuore era già in subbuglio. Ai semafori, gli automobilisti, nonostante avessero i finestrini ermeticamente chiusi, si guardavano nervosi e circospetti intorno e fra di loro, pronti a scattare e a passare anche col rosso se fosse necessario. Quando uno entrava in un negozio, in un bar, in un ufficio, ovunque, se non era conosciuto creava subito un’atmosfera inquieta, di allarme. Nella testa dei presenti balzava l’interrogativo silenzioso: “Potrebbe essere lui?” Tutti avevano paura di tutti, il terrore si era ormai impadronito delle loro vite. L’MG, il Mostro Giustiziere, come alcuni l’avevano definito, avrebbe potuto essere chiunque e ovunque e, con lui, c’era poco da scherzare.

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Il salto, cenno autobiografico

 

 

 

Compiuti i sedici anni, confuso e smarrito fra tanti desideri, incomprensioni e idee, ma deciso e contro la ferma volontà della Mamma, me ne sono andato via da casa, lasciando la mia famiglia, le mie bestie, la mia Timpa (montagna), i miei sogni da bambino e adolescente insieme al luogo dov’ero nato e vissuto fino ad allora (Pantaleo) e sono partito per il nord Italia.

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L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (10)

 

Decima istantanea dell’universo

 

QUESTA POESIA, “Potrebbe anche non piacervi”, è stata censurata da FACEBOOK domenica 29 marzo 2020. Ecco cosa scrive a riguardo:“Non è stato possibile inviare il tuo messaggio per la presenza di contenuti segnalati come offensivi da altri utenti di Facebook”. “contenuti segnalati come offensivi” li troverete leggendo la poesia. Grazie.

 

Potrebbe anche non piacervi

ma questo è il nostro universo

ne abbiamo parlato

il resto è quello che volete

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L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (9)

 

Nona istantanea dell’universo

 

Bolla di sapone, spazio e gnomi, una favola

C’era una volta una piccola piccola bolla di sapone. Si muoveva e si agitava a destra e a manca e su e giù in uno spazio vasto e illimitato. Era piccola, molto piccola, la bolla di sapone, se confrontata con lo spazio che la circondava, ma piuttosto grande e complessa per gli gnomi, gli gnomi che vivevano sul suo ventre. Questi spiritelli avevano dato alla bolla di sapone molti nomi. Alcuni la chiamavano mondo, altri cosmus, altri universo e altri multiverso, ma la piccola piccola bolla di sapone era solo una piccola piccola bolla di sapone e nulla più. Poteva solo oscillare e fluttuare a destra e a manca e su e giù e in tutte le direzioni nello spazio infinito in cui viveva. Queste erano le sue azioni, il resto era immaginazione, l’immaginazione degli gnomi che l’abitavano.

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Fratelli e Sorelle di Facebook

 

Fratelli e Sorelle di Facebook, di Twitter, del Web e di tutte le lingue e colori in giro per il mondo, siamo sotto attacco! Il nemico questa volta non viene dal mare, non viene dal cielo e neppure dalle trincee, il nemico questa volta è invisibile e lo si chiama Coronavirus, Covid19, guerra batteriologica, insomma Morte! Noi, noi il suo bersaglio! E perché? E cosa gli abbiamo fatto a questo signor Coronavirus per meritarci tutto questo?

Fratelli e Sorelle di Facebook, di Twitter, del Web in giro per il mondo e a casa nostra, non abbassiamo la guardia, non è il momento!; non lasciamoci andare, non è il momento!; tutto ma non veniamo meno al nostro dovere di ESSERI UMANI!

Se il Coronavirus vuole prenderci la vita, allora dovrà pagarla cara! Troviamo la forza, la forza che c’è in noi, quella forza che da quando siamo venuti al mondo non ci ha mai lasciato, la forza di dire: NON MI LASCERÓ UCCIDERE DA TE, STRONZO D’UN CORONAVIRUS, SARÓ IO AD UCCIDERTI!

 

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (8)

 

Ottava istantanea dell’universo

 

Questa è, in poche parole, la nostra realtà. È da qui che dobbiamo iniziare se vogliamo costruirci una casa e dare un significato reale e vero alla nostra vita, una vita che vale la pena di essere vissuta, una vita, appunto, reale e vera, anche se questo significa costruire su un abisso; una vita, dunque, senza illusioni e totale. Vivere con questa consapevolezza e lucidità mentale è il massimo che un essere umano può raggiungere. Questa visione non è più una visione disperata e assurda, come la vorrebbero certi filosofi, è una visione sana e obiettiva, perché è in armonia con il resto dell’universo. Questa visione, la visione che abbraccia la nostra vita e la totalità dell’universo, ci redime come figli del nulla del nulla e ci rende immortali. Ciò significa, naturalmente, accettare la vita e l’universo per quello che sono e non per come noi vogliamo che siano!

 

Nel prossimo, la nona istantanea

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (7)

 

Settima istantanea dell’universo

 

Dobbiamo trovare il coraggio di vivere la nostra realtà fino in fondo. Non esiste un’altra.

In una prospettiva cosmica possiamo vederci tutti, nessuno escluso, come un trapezista che cammina su una corda tesa sopra un abisso senza fondo. Non c’è nulla in vista, solo la corda, noi e l’abisso. Questa è la nostra realtà e questa realtà conosce solo il presente, l’eterno presente. Questo eterno presente non ha nulla a che fare con il tempo, ma con la durata per cui il nostro corpo, un fenomeno tra i fenomeni, riesce a sopravvivere bilanciandosi sull’abisso sul quale, dalla nascita alla morte, è obbligato a camminare.

Nel prossimo, l’ottava istantanea

Le Guerre e il Coronavirus

 

Quest’ultimo, il Coronavirus, psicologicamente parlando, è peggiore delle guerre. Queste, almeno quelle che noi abbiamo conosciuto fino ad oggi, dove si svolgevano si vedevano e lasciavano tracce. Anche i missili che i sottomarini lanciavano e le bombe che scendevano dal cielo si vedevano e lasciavano tracce sia in fondo al mare che sul terreno. I soldati vedevano i loro nemici e sapevano il tipo di armi che usavano; i civili anche. La guerra era sotto gli occhi di tutti.

Il Coronavirus è un nemico peggiore di quello che si incontra sui campi di battaglia, è un nemico fantasma, invisibile, che può colpire senza essere visto in ogni luogo e in ogni momento. È dappdertutto e in nessun luogo centemporaneamente. E quello che è ancora più terribile e micidiale è che i contaminati, senza che loro lo sappiano, possono contagiare i propri cari senza saperlo né volerlo.

Ebbene sapere che con il Coronavirus non si scherza. Possiamo avvertire i passi della signora delle tenebre, ma non i suoi. Nulla di più insidioso. Occhio!

Effetto Coronavirus

 

Abito in una piccola città del nord Italia, Biella, e tutte le mattine quando mi alzo, ancora prima di mettere piede sul terrazzo, un vivaio di voci frizzanti e mattutine, misto a qualche latrato di cane, raggiunge le mie orecchie. Poi, una volta fuori, vedo le strade brulicare di gente, di macchine, di cani portati a correre sui prati, gente entrare e uscire dai negozi, sui balconi dei palazzi vicini le donne stendono il bucato, in breve, vedo un luogo brulicare di operosità e di vita.

Da alcuni giorni adesso, da quando la pandemia del Coronavirus si è impadronita dei nostri animi, il vivaio di voci frizzanti e mattutine è sparito, le strade sono vuote, nel prato non ci sono più cani che corrono, né i loro padroni, vedo solo qualche macchina sfrecciare sulla strada, nei negozi non entra e non esce più nessuno, un’atmosfera sinistra e apocalittica domina ovunque si posino i miei occhi.

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (6)

 

Sesta istantanea dell’universo

 

La nostra esistenza, in questo pandemonio in cui ci troviamo a vivere, non è fatta di secoli, di anni e di mesi di vita come si pensa, ma di momenti e tutti schiavi di un eterno qui e ora. Non possediamo altro in questo mondo così fatto, solo questo qui e ora. Per noi esseri umani, l’eternità significa proprio questo: qui e ora!

Nel prossimo, la settima istantanea

Il Coronavirus e la Pandemia Planetaria

 

La mia domanda non ha nulla di metafisico, è una domanda che sicuramente si fanno tutti, però, ed è strano, nessuno ne parla!

La mia domanda è anche pregna di interrogativi.

Ci dicono che il Coronavirus è scoppiato in Cina, in un laboratorio della città di Wuhan, inviato lì forse dai francesi, forse dagli americani, forse da qualche istituto universitario di Bill Gates, e chissà quanti altri “forse” ci sarebbero.

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L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (5)

 

Quinta istantanea dell’universo

 

Per tutti quelli che amano,

non le balle raccontate

da chi ne trae vantaggio

da millenni in millenni

ma per quelli che amano la realtà.

 

Sappiamo, ma solo pochi di noi trovano il coraggio di dirlo, sappiamo che uno di questi giorni, proprio così, uno di questi giorni, un enorme asteroide spunterà dal profondo del cosmo e si dirigerà dritto dritto verso la Terra. Passa vicino al Sole, sfiora Mercurio, quindi Venere, evita la Luna, flirt con le armi nucleari dell’uomo e si schianta violentemente contro la Terra.

Cosa dire di questo evento? Niente, niente da dire, solo uno come tanti altri. Nel nostro mondo questi eventi sono di routine, la regola e non l’eccezione.

Ora pensate allo scontro brutale tra l’asteroide e il nostro Pianeta, uno scontro che ha distrutto tutta la vita e tutto ciò che l’uomo ha costruito su di esso in millenni. Tanto per cominciare, pensate che il nostro Sole abbia notato qualcosa? che Venere, Marte e la Luna abbiano notato qualcosa? che il resto del sistema solare abbia notato qualcosa? che la Terra, la grande pietra che fa i suoi giri e giretti da miliardi di anni intorno al Sole, abbia notato qualcosa? che il mare, i continenti, le montagne, le isole abbiano notato qualcosa?

No, niente. Tutti sordi, ciechi, muti, indifferenti. Nessuno ha visto nulla, nessuno ha sentito nulla, nessuno ha notato nulla, tutto continua come prima, come se nulla fosse successo; tutto, nel sistema solare, continua ad andare per la sua strada, proprio come prima, proprio come se nulla di nulla fosse successo.

Domanda: “La Terra è mai stata abitata?”

Risposta: “No, mai, perché nessuno lo scoprirà mai in un modo o nell’altro”.

 

Nel prossimo, la sesta istantanea

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (4)

Quarta istantanea dell’universo

Viviamo, piaccia o no, in un cratere cosmico, il cratere che il Sole ha creato nello spazio con la sua massa, e in questo cratere siamo nati, viviamo e moriamo. Questo è il nostro nido e anche il nostro destino finale prima o poi, perché è così che funzionano le cose nell’immensità in cui viviamo.

Il cratere cosmico in cui ci troviamo è per noi come un alveare. Le api nascono, vivono e muoiono nel loro alveare, così noi umani: nasciamo, viviamo e moriamo nel cratere cosmico, il nostro alveare. Non esiste una scorciatoia, siamo prigionieri dall’enorme spazio vuoto che ci circonda e ci separa dagli altri mondi.

Questo mi porta a dire ciò che non ci piace sentir dire, e cioè che quando ci inchiniamo umilmente al mondo fenomenico a cui apparteniamo, scopriamo che nessuna scienza o filosofia può tirarci fuori dalla nostra gabbia e solitudine cosmica

Nel prossimo, la quinta istantanea

 

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (3)

Terza istantanea dell’universo

 

La verità del mondo in cui viviamo è questa: una volta usciti dal nostro sistema solare, brancoliamo tutti nell’incertezza, nell’ignoranza e nell’oscurità riguardo alla reale conoscenza dell’universo e, nonostante ciò, pretendiamo di conoscerlo come le nostre tasche. Certo, possiamo conoscere alcune cose di base, come il nulla del nulla, le particelle, gli atomi, ma non possiamo sapere esattamente come la materia è disposta e come si comporta al di fuori del nostro sistema solare, e non parliamo poi di distanze ancora più grandi.

Per sostenere questa idea basta un solo esempio tra miliardi di altri esempi possibili, un esempio preso dalla “Teoria del caos”.Prendiamo uno dei tanti “Effetto Farfalla”.Possiamo dire che, per quanto riguarda la nostra esistenza su questo pianeta, sarebbe bastato solo un piccolo, molto piccolo spostamento dell’asse terrestre e la vita non sarebbe stata più possibile su di esso.

L’uomo è una creatura di questo mondo, di questo luogo, di quest’atmosfera. Fuori da essa, anche nello spazio più vicino alla Terra, la sua vita e la sua esistenza sono in pericolo. La Terra è il suo corpo, il suo cuore, la sua mente, la sua anima, la sua casa, il suo mondo, il suo universo: È TUTTO PER LUI. Fuori da questo cosmo in miniatura in cui vive l’uomo, per lui è il 99% di oscurità e solo l’1% di sopravvivenza, forse! L’uomo è, e lo sappiamo benissimo, un prodotto di questa grande pietra che chiamiamo Terra e dei suoi elementi; lontano da loro è un espatriato, un extra-terrestre, se volete. L’uomo è modellato dalla testa ai piedi con gli elementi di questo mondo e a questo mondo lui appartiene, nel bene, nel male e fino a quando non scomparirà.

 

Nel prossimo, la quarta istantanea

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini (2)

Seconda istantanea dell’universo

È tempo di ammettere che ci sono solo due forze dominanti nell’universo, e che queste due forze non sono la meccanica quantistica, né la relatività generale, come gli esperti non smettono mai di dirci. Affatto. Not at all. Queste due forze dell’universo sono l’espansione e la contrazione: l’espansione e la contrazione sono prodotte dalla materia, dalle cose esistenti, dai fenomeni. Nessun fenomeno, nessuna espansione e nessuna contrazione, quindi nessun universo. Ma l’universo esiste, quindi l’espansione e la contrazione. Tutti questi corpi – meteoriti, pianeti, stelle, galassie, buchi neri, mondi – che sfrecciano caoticamente e ciecamente nell’immenso, si attraggono l’un l’altro in base alla loro massa. I grandi corpi diventano ancora più grandi e i piccoli ancora più piccoli. Lo scopo? Nessuno. Gli scopi li diamo noi, l’universo non ne ha. Questi nel grande tutto obbediscono a una legge che loro stessi producono, la legge della gravità e dell’espansione. Tutto qui. Non c’è altro. E se c’è, è secondario o, se preferite, dotto e professionale bla bla.

Nel prossimo, la terza istantanea

L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini 1

 

Per tutti quelli che amano,

non le balle raccontate dagli interessati

da millenni in millenni

ma la realtà.

 

Prima immagine dell’universo.  

Proviamo a vedere, per un istante, tutti i fenomeni che compongono l’universo, non nel modo in cui vogliamo vederli, ma per quello che sono realmente: oggetti senza nomi, senza identità, senza scopi, oggetti nudi e crudi in un immenso vuoto. Se li vediamo così, allora li vediamo per quello che sono. È questa la loro realtà, la loro natura, la loro anima. Quindi, se noi, noi esseri umani li vedessimo realmente per tali e quali sono, come ci apparirebbero? Ci apparirebbero come corpi, corpi grandi e piccoli, forti e deboli, di lunga e breve durata, corpi e nient’altro che corpi.

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L’universo per com’è e non per come noi vogliamo che sia in 10 immagini

 

Io divido il mondo in reale e non reale. Particelle, atomi, molecole, proteine, fenomeni, tutte le cose fisiche sono reali; teorie, ideologie, invenzioni, norme e concetti sono irreali, nel senso che non sono fisici, non fanno parte dell’universo, esistono solo come idee e solo grazie al mondo fisico. Quest’ultimo è totalmente indipendente dal mondo umano. Certo, noi esseri umani possiamo avere una limitata influenza sul mondo fisico, un’influenza locale, superficiale, epidermica, ma alla lunga il mondo ricomincia a essere sempre il vecchio mondo. Detto diversamente, l’armonia è una cosa temporanea nel nostro universo, il contingente, il caos e il disfacimento sono la sua vera natura.

E come se questo non bastasse, c’è da dire anche che l’intero universo è un concetto metafisico, un concetto che va oltre la fisica. La sua essenza non è fatta di particelle, atomi, sostanza, corporeità, la sua essenza è fatta del nulla del nulla: la prima particella dell’universo è apparsa spontaneamente. Questa è ciò che ha dato vita al mondo in cui viviamo e conosciamo. Perciò, quando parliamo dell’universo, dobbiamo tenere a mente che stiamo parlando di qualcosa che va oltre la fisica, oltre scienza e oltre noi stessi.

Tutto questo mi porterà a parlare, nelle 10 immagini sull’universo, dell’uomo e del suo posto in esso nel modo più obiettivo possibile.

Nel prossimo post, inizierò con la prima immagine