Viviamo in un pozzo cosmico

 

“Il pozzo cosmico in cui ci troviamo è come un alveare. Le api nascono, vivono e muoiono nell’alveare, così noi esseri umani: nasciamo, viviamo e moriamo nel pozzo cosmico, il nostro alveare”.

Orazio Guglielmini

 

La realtà del pozzo cosmico non è fantasia. La relatività generale, nel caso fosse corretta (questo lo vedremo più avanti), sostiene che l’universo è come un’immensa rete ondulatoria e piatta. Ogni oggetto che si forma o cade su di essa, sprofonda formando un cratere, un pozzo, un pozzo che scende in profondità a seconda della massa dell’oggetto: oggetto grande, grande pozzo; oggetto piccolo, piccolo pozzo.

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Benvenuti nel regno dell’assurdo, * una riflessione sulla vita, sulla morte e sulla vera natura del mondo

 

“Il Grande Tutto per com’è

e non per come si vuole

che sia.”

Orazio Guglielmini

 

Tanto per cominciare, NON CRESCIAMO PER VIVERE, CRESCIAMO PER MORIRE. Siamo costruiti non per la vita, ma per la morte. Nessuno sfugge a questo verdetto. Schiavi, prigionieri, servi, dalla nascita alla morte, d’un incubo chiamiato vita. Per tutta la sua durata siamo in balia di qualcosa che non abbiamo mai visto o parlato insieme. Nati, quindi, non per vivere, ma per morire. Ogni secondo, ogni palpito, ogni sguardo, ogni parola, è un secondo, un palpito, uno sguardo e una parola meno da vivere. La vita scorre, volente o nolente, verso la morte, verso la fine, la fine della fine. L’innominabile verdetto ha deciso il nostro destino ancora prima che nascessimo.

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La Grande Guerra

 

“Abbasso gli assassini legalizzati e istituzionalizzati, abbasso il marcio che si trova, non alla base della piramide, ma alla sua sommità.”

Orazio Guglielmini

 

SE GLI TOGLI LE GUERRE AGLI ASSASSINI LEGALIZZATI E ISTITUZIONALIZZATI, cos’altro gli rimane? Le guerre, piccole o grandi che siano, sono sempre guerre, sono sempre bagni di sangue innocente. Innocente perché i veri responsabili di tutte le guerre sono sempre loro, gli assassini legalizzati e istituzionalizzati. e questi le guerre non le fanno, le ordiscono e le fanno fare agli altri per i loro ignobili interessi e ambizioni.

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La società PER COM’È e non per come SI VUOLE CHE SIA

 

 

Dedico quest’articolo a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di non frequentare le fabbriche univeristarie gestite dai briganti istituzionalizzati e che vogliono conoscere la VERA STORIA del genere umano, non studiando per anni e anni e leggendo centinaia di libri, ma in una sola paginetta.

 

QUATTRO CONCETTI che dovrebbero bastare per capire la formazione e il funzionamento della nostra amatissima Società.

Il primo:

Tutta la società, dalla testa ai piedi, per com’è stata e continua a essere strutturata, è un campo di concentramento unico e totale gestito da pochi individui che, in termini umani, si possono definire, socialmente e psicologicamente, malati mentali. Questi individui, lungo la storia, ne hanno fatto di essa un campo di lavoro coatto e zeppo di ingiustizie e di discriminazioni di ogni tipo e di ogni calibro. Non sto parlando qui dei soliti fottuti campi di sterminio e di lavoro forzato come quelli nazisti, russi, francesi, americani (l’America poi è un campo di concentramento unico e questo da quando i padri pellegrini, nel 1620, sono sbarcati su questo continente), ecc., sto parlando di campi di sterminio e di lavoro forzato come quelli che oggi, nel 2019, si trovano ovunque sul Pianeta.

Il secondo:

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Chi scegliere?

 

Quando gli Italiani sono chiamati alle urne, li si chiama, non per scegliere tra un partito che fa l’interesse dei lavoratori, e cioè l’interesse di quelli senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce, e un partito che fa l’interesse degli sfruttatori, e cioè l’interesse di quelli che non hanno mai abbastanza né di ricchezze, né di potere, né di ingiustizie, nulla di tutto questo, li si chiama alle urne per scegliere tra un brigante istituzionalizzato e l’altro, perché, in realtà, chiunque dei candidati ai partiti i lavoratori voteranno, per loro il risultato è sempre lo stesso: CONTINUARE, DAL GIORNO DOPO LE ELEZIONI, A TIRARE LA CARRETTA CHE HANNO SEMPRE TIRATO, e questo vuol dire continuare a ingoiare sbobba culturale e sbobba di sostentamento all’italiana.

Scegliete bene, allora, il vostro brigante istituzionale!

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Nessuno uomo è più che un uomo.

Rossella

 

ERA UNA SARTA. Aveva un negozio di abbigliamento. Era sposata. Aveva tre figli, due maschi e una femmina. Li aveva cresciuti come aveva potuto. Il marito lavorava nel tessile. I lavori di casa non erano il suo forte. Rossella portava avanti, prima da sola e poi insieme a sua figlia quand’era un po’ cresciuta, la famiglia e il negozio. Questa era la sua vita. Non ne aveva un’altra e tanto meno, anche se l’avesse voluta, avrebbe potuto permettersela. La sua esistenza era dominata da tre parole: casa, famiglia e negozio.

Poi, una mattina, e senza un perché, si era sentita male. Andò dal dottore. Le fu diagnosticato un cancro. Aveva 63 anni. Fece, nel giro di qualche mese, tutti gli esami e le cure che ha potuto fare. A un certo punto, mentre veniva sbattuta da un ospedale all’altro e da un dottore all’altro, capì come stavano le cose.

Un pomeriggio, in un momento di lucidità o di follia, mentre era al negozio e la figlia non c’era, Rossella prese le forbici ch’erano sul tavolo di lavoro e con furia se le piantò nel cuore.

 

Nicolò

“Considero Francis Sgambelluri uno degli autentici narratori trascurati dalle grandi case editrici”, Giuseppe Possa.

È giorno. Rumori di motociclette, vespe, biciclette, muli, carrette, somari, qualche macchina: gente di Calvario e dei paesi circostanti che si reca al lavoro. Nicolò giace sul letto tutto vestito. Ha dormito poco e male. Si scuote, si alza. Si sente intontito. Si guarda intorno sorpreso. Trova cose che non ha visto il giorno prima. In fondo a un baule c’è uno scialle della madre, due fotografie, una del padre, di quando era in guerra, l’altra del fratello, anch’egli in divisa. Della sorella niente. S’accorge di avere una gran voglia di caffè, di qualcosa di caldo da mandar giù. In casa non c’è nulla, solo ricordi. Il posto risveglia in lui un mondo che pensava di aver seppellito. Invece non è così. Non vuole comunque ricordare, non ora. Si sciacqua in fretta la faccia con dell’acqua presa il giorno prima alla fontana, si riavvia i capelli, esce.

pag. 25

ISBN 978-88-940330-9-0

Biella, città di suicidi

 

Eppure il benessere, voglio pensare, non manca ai Biellesi. Cosa gli manca allora per portarli al suicidio? Questa domanda è diventata ormai banale. LO SAPPIAMO TUTTI cosa gli manca, cosa li spinge passo dopo passo a questo tragico brutale epilogo: un’assenza di valori sentiti, umani, sociali.

I valori che gli vengano imposti, E SAPPIAMO ANCHE QUESTO, sono valori antiquati, stantii, polverosi, puzzano di vecchio, di marcio, di cadaveroso, valori ormai morti e stramorti.

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L’amore è un prodotto tutto al femminile

 

– Quante storie!

– Di cosa parli?

– Leggi e capirai.

 

L’innato e il costruito

 

Questo articolo non è un articolo contro i maschi, come potrebbe apparire dal titolo, è un articolo che ha a che fare con la nostra storia, la nostra biologia, la nostra chimica, atomicità, quindi con la nostra realtà vera. Può comunque non piacere ai machos, ai misogini, ai fallocrati, agli antifemministi ma, piaccia loro o meno, le cose non cambiano d’un’acca, stanno così.

Iniziamo dicendo che i maschi, e di qualsiasi specie, una volta che si sono accoppiati con una femmina, si calmano per un po’, la loro struttura fisica lo esige, ma poi la ricerca per un’altra femmina riprende, il loro istinto sessuale glielo impone. Pochissimi di loro aiutano le femmine che loro stessi hanno ingravidato a crescere i figli; sono le femmine da sole, spesso, molto spesso, che crescono e proteggono la loro prole a costo della loro vita e, a volte, anche contro i maschi che gliel’hanno messa nel seno. I maschi, quindi, pur di realizzare il loro atto seminale, sono pronti a tutto, anche a uccidere o a essere uccisi.

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Il mondo? Una Shoah unica

 

“Non sono gli uomini che devono essere denunciati e sgominati, bensì il sistema che li corrompe fino a renderli disumani,” Raoul Vaneigem.

“Il ‘sistema’ di cui parla Raoul Vaneigem, l’hanno creato gli uomini, e più precisamente quelli che si sono trasformati in ‘esseri disumani’, sono questi che devono essere ‘denunciati e sgominati’,” Orazio Guglielmini.

 

Qualche anno fa, gennaio 2015, Lorenza ha detto: “Questa sera su Rai3 danno il film Hannah Arendt.”

“L’amante di Martin Heidegger?”

“Proprio lei.”

“Guardiamolo.”

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Se questo è l’uomo, allora io lo elimino

 

Se il così chiamato “essere umano”, quando si va al nocciolo della questione, non sa fare altro che riempirsi la pancia e ammazzare i suoi simili e il pianeta su cui vive. Io, di quest’essere, non so proprio cosa farmene. Quindi lo elimino.

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Adolf Hitler e i suoi maestri

 

“La storia non va accettata.

Come potrebbe esserlo?

Non va neppure criticata.

È uno spreco di tempo.

La storia va rifatta. Punto.”

Orazio Guglielmini

 

“Io sono uno scrittore

Non venduto alle istituzioni

Io dico quel che penso

Di ogni classe e di ogni tempo

Il mio nome è libero pensatore.”

 

Hitler, e diciamocelo tutto in una volta, senza gli assassini istituzionalizzati e legalizzati che l’hanno preceduto, e cioè senza tutti quelli che sono stati i suoi maestri storici, i suoi creatori spirituali, i suoi insegnanti, su cui si è modellato in tutto e per tutto, eccetto che nelle trincee. Queste, loro, i suoi maestri, non le conoscevano e Hitler senza l’esperienza delle trincee, forse non sarebbe mai diventato Hitler.  (altro…)

La lotta per la felicità

 

La chiave della felicità sta, prima di tutto, nella lotta senza tregua che dobbiamo fare con noi stessi, perché è di prima importanza liberarci e purificarci da tutte quelle lordure mentali, non c’è un altro modo per definirle,  che scuole, istituzioni, indottrinamenti e beceri nazionalismi ci hanno, col buon metodo o col cattivo, messo in testa da quando erevamo bambini. Solo dopo avere estirpato questo colossale veleno dal nostro Dna sociale, possiamo intraprendere, secondo i nostri desideri e inclinazioni, il cammino della felicità, non prima. Non abbiamo scelta se puntiamo a una vita sana, positiva e bella, dobbiamo combattere e sconfiggere ogni voce maligna che è stata messa in noi dai briganti che governano il mondo.

Una volta liberi da quest’oppio giuridicamente riconosciuto, qualsiasi altro indirizzo di vita che daremo alla nostra vita andrà bene, anche quello che non va bene.

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupano gli elementi che compongono il nostro corpo), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri mortali e nessuno uomo è più che un uomo.

Lettera ad Antonio Sunseri, coordinatore dell’Editrice L’Erudita

 

Questa riflessione, signor Sunseri, che avevo scritto al mio ritorno da Roma dopo il nostro incontro, volevo inviargliela il giorno seguente, poi ho cambiato idea. Gliela invio adesso con un po’ di ritardo e con qualche aggiustamento e correzione.

Ieri, giovedì 20 settembre 2018, sono venuto nella sua sede in via Giovanni da Procida, 30-32 a Roma, per un incontro da lei proposto riguardo alla pubblicazione d’un mio dattiloscritto, ovviamente non a pagamento secondo quello che lei aveva scritto: Chiariamo da subito che il nostro marchio editoriale non è a pagamento.”

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L’Italia, un paese del quarto mondo ovvero dove l’irrazionale diventa razionale

 

Cosa s’intende quando si dice che gli “italiani sono incapaci di agire razionalmente?” Di certo non s’intende che non sono, per ragioni naturali, all’altezza di comportarsi con raziocinio o di fare un discorso logico. Affatto. Non è qui che bisogna cercare le cause dell’irrazionalità italiana. Questa, come vedremo, sta altrove.

Chi ha letto il romanzo di Aleksandr Solzenicyn, “Una giornata di Ivan Denisovic”, ricorderà che Ivan è stato condannato ai lavori forzati in un campo di concentramento russo e ha dovuto adeguarsi alle regole del luogo. Ma ha dovuto veramente? Se avesse voluto, avrebbe potuto non farlo. Però, nel caso non l’avesse fatto, sarebbe andato contro il regolamento, e andare contro il regolamento era rischioso.

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L’amore che ci nutre e ci trasforma in esseri umani

 

 “Il sesso è un prurito momentaneo, l’amore non ci lascia mai.”

Kingsley Amis

 

L’amore, quando arriva, godiamocelo fino a quando dura e, quand’è finito, siamo grati a chi ci ha amato e abbiamo amato. Lui, in fondo in fondo, non ci deve nulla; lei, in fondo in fondo, non ci deve nulla, eppure, per un’ora, per una notte, per un mese o anni, insieme, ci siamo dati così tanto del nostro corpo, della nostra anima, del nostro spirito, del nostro cuore, della nostra intimità fisica e spirituale, in breve, del nostro amore. Tanto, proprio tanto, ci siamo dati l’un l’altro.

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Sir Winston Churchill, il pittore

 

 

“Fino a quando non capiamo che le persone peggiori al mondo sono quelle che lo governano e l’hanno governato, non abbiamo capito ancora nulla né di noi stessi né del mondo in cui viviamo.”

     Orazio Guglielmini

 

Ecco come si esprime il Grande Uomo riguardo alla pittura:

“Devo dire che amo i colori vivaci e quando arriverò in cielo, intendo trascorrere una considerevole parte del mio primo milione di anni dipingendo per arrivare così all’essenza del soggetto. Quindi, avrò bisogno d’una tavolozza ancora più vivace di quella che ho quaggiù. Ci sarà un’intera gamma di nuovi e meravigliosi colori per deliziare l’occhio celestiale,” dal DVD History, Winston Churchill, il leone d’Inghilterra.

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No Rai-sbobba, ma Tivù del Popolo

 

Dopo tutto, è lui, il Popolo, che paga il canone e dà da mangiare a tutti quelli che lavorano per Rai-sbobba. Questi signori vivono molto bene e vivono sulle sue spalle, sulle spalle del Popolo lavoratore. Banchettano, fanno i buffoni, raccontano e si raccontano, fra l’altro, un fracco di assurdità, e lui, il Popolo, quello senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce, paga il conto!

Anni addietro avevo scritto un post sostenendo che la tivù di Stato avrebbe dovuto dare spazio nei suoi programmi, affinché si migliorasse culturalmente e fosse più equa e più umana nei confronti del Popolo, a tutte le voci del Paese che l’abitano, nessuna esclusa.

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PORTRAIT OF ITALY IN NUCE

 

Ogni italiano, analfabeta o sapiente che sia, può dire la sua del paese in cui è nato, che poi questa sua opinione sia veritiera o no, è un’altra faccenda. Anch’io dirò la mia. Sarà il mio modo di vedere e interpretare la realtà italiana. Non la vedrò come i bigotti e i benpensanti vogliono che sia, ma per come realmente è, almeno dal mio punto di vista. È quello che cercherò di fare in questo Portrait of Italy in nuce.

Premetto. Gli esseri umani, e non importa il colore della loro pelle, non nascono disuguali fra loro. Affatto. Nascono uguali. La disuguaglianza, sia economica che culturale, la fa il paese in cui vivono.

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Aquarius: arrivano, arrivano i naufraghi! – post ritoccato

 

Clandestini, immigrati, profughi, extracomunitari, esiliati, avventurieri, ribelli, naufraghi, bestiame umano, arrivano, arrivano a ondate sulle coste italiane, e arrivano da tutte le parti. Non li si ferma più, non li si può più fermare. La fame non dà loro tregua, la fame non conosce pericolo, la fame di sopravvivenza è una legge di natura: per restare in vita ti spinge a tutto, anche alla morte a occhi aperti. Ecco fin dove spinge la povertà, povertà creata dai Sistemi capitalistici. E così gommoni, carrette marine, barche malandate, navi arrugginite, ferraglia navigante, su qualsiasi cosa che galleggia e si muove. Arrivano, arrivano i naufraghi!

La Libia, la Tunisia, l’Iraq, il Pakistan, l’Albania, la Somalia, l’Afghanistan, l’Africa scaricano sull’isola di Lampedusa, sulle coste del Paese delle meraviglie i desesperados, i pezzenti, i moribondi, i miseri, gli esseri condannati alla fame, pance vuote e senza approdi. Sono i nulla, i paria, gli abbandonati, i derelitti, i dannati della terra; sono, lo vediamo e lo pensiamo, perché noi tutti, noi lavoratori, avremmo potuto trovarci al loro posto!, sono relitti umani, relitti che rappresentano lo specchio di un mondo barbaro e grottesco, un mondo che non lo si può più tollerare!

Partono, e quando partono, qualche briciola di speranza si accende in fondo ai loro cuori. Però, ahimè!, non in tutti i cuori quella briciola di speranza che c’era alla partenza sopravviverà all’ardua impresa che li aspetta, perché molti di loro non arriveranno mai a destinazione. Capita che le carrette su cui viaggiano non resistano alla furia del mare o che facciano già acqua ancora prima di partire. E, come conseguenza, i fondali marini, tra la Libia e la Sicilia, l’Albania e la Puglia, sono cosparsi di cadaveri, di naufraghi, di extracomunitari, di profughi, di immigrati, di anime alla deriva, anime senza radici e senza averi.

I nulla della terra sono creature oppresse dall’ingiustizia sociale, dalla discriminazione, da leggi antidemocratiche e inumane; i nulla della terra, quando non sanno più dove sbattere la testa, allora non gli resta che rischiare l’ultima cosa che gli è rimasta: la vita, la loro stessa vita! Molti di loro, lo sanno, lo intuiscono, l’annusano nell’aria che tira intorno a loro, sanno che stanno per morire, sanno che non sbarcheranno mai in una nuova terra e che finiranno in fondo al mare. Eppure, nonostante questa consapevolezza, la disperazione, la desolazione, l’inferno del loro vivere, li spinge ad affrontare la mortale avventura.

Così, quando il sogno si trasforma in un incubo, scendono, uno dopo l’altro, dopo aver fatto qualche gesto disperato tra le onde tempestose, scendono, scendono, scendono a zigzag, ma ormai privi di vita, di spirito, di tutto, scendono, trasportati dalle correnti marine, giù giù giù, sempre più giù in fondo al mare. Lì, finalmente, nell’abisso marino, trovano un po’ di requie. Ecco la loro nuova terra, vita, dimora, patria; ecco dov’è andata a finire quella briciola di speranza che c’era alla partenza: lì, in fondo al mare! Presto, tra la Libia e l’Italia, sorgerà un ponte, non un ponte costruito con ferro e con acciaio, ma un ponte fatto di corpi umani, di naufraghi, di esseri che sono annegati per un pezzo di pane!

Giù giù giù, fino all’abisso più profondo, lì, il luogo di accoglienza, e che accoglienza! Voilà dove i Sistemi capitalistici del mondo intero e la loro politica criminale e bestiale hanno portato i loro simili: alla fame, alla disperazione e, infine, alla morte!

“Arrivano, arrivano”, grida la gente costiera, la gente dell’isola di Lampedusa, la gente del Paese delle meraviglie, “arrivano i naufraghi: i figli di nessuno!”

 

Aggiungo questo:

Se i paesi benestanti del mondo intero volessero veramente aiutare questi esseri umani – immigrati, ecc. – dovrebbero farlo, non accogliendoli indegnamente nei loro paesi, ma costruendo I LORO PAESI. Dandogli così la loro dignità, quella che i Sistemi capitalistici europei e americani hanno insultato e sfruttato per secoli. Costruire dunque fabbriche, università, aziende agricole, insomma, tutte le strutture necessarie affinché QUESTI ESSERI UMANI potessero lavorare nei loro paesi degnamente e umanamente.

Diversamente, se questo non fosse possibile al momento, allora per ogni emigrante, extracomunitario, clandestino che sbarca in Europa, gli si dovrebbe dare, per ragioni umane e politiche, un lavoro, un alloggio, un’educazione e inserirlo legittimamente e decorosamente nella cultura del paese in cui vive.

Direi che, quasi quasi, basterebbero i soldi che vengono spesi per controllare i mari, per pagare il personale che si prende cura, in un modo o in un altro, di loro, i soldi necessari per nutrirli, per alloggiarli, per rimpatriarli e, soprattutto, tutti i soldi che i paesi che li ospitano speculano fra di loro arricchendosi su questi poveri disgraziati, sfruttando così vergognosamente e vigliaccamente l’altrui disperazione.

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che Orazio Guglielmini parla agli amici del Web.

 

La sbobba di Rai-storia

 

Indovinate chi è l’orco su Rai-storia? Chi è il corvo? E chi sono i super-acculturati e super-addestrati dodo che non vedono l’ora di trasformarsi in condor del Sistema? Ascoltateli bene questi fenomeni e scoprirete che non c’è una sola parola, di tutto quello che si dicono, che esce fuori dal seminato. Nulla di nuovo direte voi. Certo, nulla di nuovo, ma allora perché dobbiamo pagare un canone per ascoltare cose che ci rendono ancora più imbecilli di quanto ci hanno già reso?

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Franza o Spagna purché se magna

 

Aveva ragione Francesco Guicciardini quando scriveva che al popolo italiano non interessava chi lo governava, interessava chi gli dava da mangiare. Per lui la Franza o la Spagna o l’Italia, purché se magna. Questo “purché se magna” la dice lunga.

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Il manifesto dell’antiarte

 

Un pomeriggio, a Melbourne, mentre stavo scrivendo alla lavagna, sono svenuto e finito sul pavimento. I miei studenti mi hanno portato all’ospedale. Qui, dopo un’iniezione e qualche ora di riposo, mi sono ripreso. I medici dissero che era stato un collasso dovuto allo stress. In quei tempi ogni malanno sconosciuto era dovuto allo stress. Iniziarono a farmi prelievi, controlli, esami e, verso sera ho potuto ritornare a casa. Avevo 34 anni ed eravamo verso la metà degli anni Settanta.

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Da materia animata a materia inanimata

 

Il destino della specie umana

Si nasce, si cresce, ci si costruisce, si crea, s’invecchia e si muore.

La signora Eliana, che fino a qualche tempo fa scarrozzava allegramente in ogni angolo del pianeta Terra, ora, di tutto questo spazio e libertà di movimento che aveva, le è rimasto poco, molto poco. Infatti, il suo spazio ora si è ridotto a solo tre spazi e a tre funzioni: camera doppia, cucina, toilette, ovvero letto, cibo, cesso.

Il prossimo spazio che occuperà la signora Eliana sarà all’interno d’una cassa da morto. Qui, come ultima funzione che la materia che l’ha messa al mondo le ha concesso, è di diventare un pasto per i vermi.

Ecco dove inizia e finisce il paradiso degli esseri umani. Il resto è vuotaggine ragionata ovvero retorica per i gonzi.

“Rossi!” urlò Guglielmini.

“Sì,” rispose Rossi.

“Vuoi un consiglio?”

“Grazie, lo conosco,” fece lui.

“Te lo ripeto lo stesso. Prima di tirare le cuoia, sciocco, vivi, proprio come ha fatto la signora Eliana!

 

Hubert Reeves’ dio

 

La scienza non può sapere se c’è o non c’è un dio, sostiene l’astrofisico e cosmologo canadese Hubert Reeves, la scienza non è morale, la scienza non dice ciò ch’è bene e ciò ch’è male, la scienza dice come sono le cose. Non penso però che il caso tutto solo possa creare un Mozart o un Beethoven. Non credo neppure in un principio organizzatore. La mia intima convinzione è che esiste qualcosa, ma non so cosa. Ecco come si esprime Reeves, quando qualcuno gli chiede se esiste o non esiste un dio.

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La colonna del disonore

 

Propongo che venga eretta una colonna, LA COLONNA DEL DISONORE, in ogni piazza che fa parte dei capoluoghi delle Regioni Italiane, e su questa colonna venga inciso il nome, non solo quello del generale Cadorna (vedere Paolo Gaspari, “Le bugie di Caporetto”, Ferdinando Camon, “Cadorna, generale da dimenticare”, Emilio Lusso, “Un anno sull’alto piano”, lo storico Marco Mondini, ecc.), ma di tutti quelli che hanno, oltre che mandato al macello milioni d’Italiani, anche distrutto e infangato il nome del Paese.

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Andare a votare, E PER CHI? (Post ritoccato)

 

“L’unica ragione per cui il “male” trionfa,

è che gli uomini buoni non lo contestano.

In altre parole, sono dei vigliacchi!”

 

Orazio Guglielmini

 

In un paese dove i cittadini sono informati, rispettati, illuminati, emancipati culturalmente e politicamente; dove hanno un senso critico, civico; sanno, conoscono, capiscono quello che devono e non devono fare; sono coscienti che con il loro voto possono migliorare o peggiorare la sorte del loro paese e della loro vita, in un tal paese, oltre a capire che “andare a votare” è un dovere, i cittadini sono anche desiderosi e contenti di “andare alle urne” per scegliere il candidato o i candidati che guideranno per un tot numero di anni il destino del loro paese. Questo va benissimo. Però, nel nostro paese, sia i nostri cittadini che i nostri politici, sono a questo livello di cultura politica e sociale?

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Svegliandomi

 

Mi sono alzato con un pessimo stato d’animo. Raramente mi capita una cosa del genere, quando questo succede, il più delle volte è senza una ragione, almeno così sembra. Non è il caso di questa mattina.

Certo la mia non è una scoperta così nobile come quella di Copernico, di Galileo, di Newton, non pretende il Nobel, però è comunque una scoperta, la scoperta di aver preso coscienza d’una nostra inattaccabile realtà.

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La Storia: un Sogno o un Incubo? (Post riveduto) (2)

 

 

C’è una cosa che via via che invecchio mi diviene sempre più intollerabile, ed è quando sento parlare del mostro della Seconda Guerra Mondiale senza menzionare i suoi veri artefici. È vero, Hitler merita tutto l’odio del genere umano, però, quest’odio, per renderlo tale, dovrebbe essere sostenuto dalla ragione storica. Questa non c’è. Ovvero, c’è ma non convince. Cosa s’intende con “ragione storica”? Quello che segue in questo articolo.

La biografia di Hitler dice ch’era figlio d’un padre autoritario, che ha sofferto molto per la perdita precoce della madre, che a scuola era un allievo problematico, che trasferendosi a Vienna da Braunau am Inn, dov’era nato, aveva cercato di entrare all’Accademia delle Belle Arti, ma è stato respinto, che ha sofferto la fame, che ha fatto il barbone, il pittore, che il suo quadro psicologico era preoccupante, che ha trascorso 4 anni nelle trincee della guerra del 14-18, che è stato ferito, che ha rischiato di diventare cieco, ecc, ecc. Chiunque, volendo, può leggersi questo e altro su Wikipedia.

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La fisica come esercizio spirituale

 

Il cervello ha tre principali modi di pensare, almeno così ci dicono gli antropologi: istintivo, razionale e meditativo. Il primo è il più veloce, il secondo è il più riflessivo e il terzo il più contemplativo.

Per dare qualche esempio, potremmo dire che il primo, il pensiero istintivo, è naturale, non possiamo governarlo, non ne abbiamo il controllo. Se toccassi un oggetto rovente col dito, l’immediato trarsi indietro della mano sarebbe istintivo. Questo modo di agire e reagire di fronte all’imprevisto è determinato, non dipende da noi, e può essere salutare, ma anche fatale, come quando ci immobilizziamo di fronte a un pericolo.

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il battesimo

 

 

Intanto gli apostoli non sono stati battezzati e Gesù (ammesso che sia esistito), anche se è stato battezzato da Giovanni, non ha mai impartito il battesimo. Ma poi, cosa vuol dire essere battezzati? Lavarsi dal peccato? E di quale peccato? I bambini in fasce, peccano? E in che modo? E poi, al tempo degli apostoli, si battezzava gente già adulta, gente che aveva avuto il tempo di pensare se voleva o non voleva essere battezzata. E allora? Gesù stesso è stato battezzato a vent’anni e passa.

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Il gatto di Schrödinger

 

In termini naturali, fra la vita di un essere umano e la vita di una formica, non c’è la pur minima differenza. La natura non fa distinzione tra una specie e l’altra. Sa, anche se non sa, che il caso è il destino di ogni cosa, incluso il suo e quello dell’universo in cui viviamo. Questo concetto, il concetto della non differenza tra le specie e i fenomeni, vale per ogni cosa che esiste nel grande tutto.

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Facebook il grande Censore? Ridicolo, ma possibile!

 

Avevo appena iniziato ieri sera a inviare ad alcuni gruppi di Facebook il mio ultimo articolo Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017?”, quando la censura di Facebook mi ha bloccato scrivendo: Ti è stato temporaneamente impedito di iscriverti e pubblicare nei gruppi. La restrizione durerà fino a: 3 gennaio 2018 alle ore 18:33. Se ritieni di visualizzare questo messaggio per errore, comunicacelo.” Ho mollato tutto lì e sono andato a fare altre cose. Sono sempre, per il bene o per il male, super impegnato.

Questa mattina, ripensando a questo arbitrio di Facebook, devo dire che mi rimane indigesto. Cioè non capisco perché. Non c’è nulla di offensivo in questo mio post: Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017?” (e nemmeno negli altri miei post: rispetto le regole del gioco, così giochiamo meglio tutti!), solo delle ovvietà, cose che conoscono tutti. Non so cos’altro dire. Solo questo: Facebook farebbe meglio a dirci cosa vuole che scriviamo, così ci renderà la vita più facile!

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che Orazio Guglielmini parla agli amici di Facebook!

Qual è lo spirito italiano nel dicembre del 2017 ?

 

Questo post è stato censurato da Facebook. Se ritenete che sia un post censurabile, ditelo, se invece non lo ritenete tale, ditelo anche, grazie.

 

Quello di Silvio Berlusconi che guadagna 400 mila euro al giorno, ovvero 12 milioni di euro al mese, e lasciamo perdere all’anno, e paga all’ex moglie, Veronica Lario, 2 milioni di euro al mese e vive circondato da ogni lusso e da ogni bene? O quello del bracciante Paolo Rossi che vive con moglie e figli in una sgangherata catapecchia con meno di 600 euro al mese? E cosa dire di quegli altri 5 (alcuni dicono 9) milioni di italiani, secondo le statistiche, che vivono nella miseria? Per chi non ha chiaro il concetto, sappia che Silvio Berlusconi e Paolo Rossi e gli altri 5 milioni di miserabili, sono tutti legittimi cittadini italiani, almeno secondo la costituzione.

Prendiamo anche, tanto per dare un altro esempio, prendiamo Sergio Mattarella, l’attuale presidente della repubblica italiana. Questo signore guadagna 239 mila euro l’anno, quasi 20 mila euro al mese, più tutte le prebende, i compensi straordinari e le agevolazioni che sicuramente ammonteranno ad altri 239 mila euro l’anno e vive, ovviamente, una vita da politico capitalista.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il quinto e ultimo

 

foto (2)Come si è visto, il Papa, in realtà, quando si va al nocciolo, non vende né distribuisce opere buone, compassionevoli, altruistiche, umanistiche, sante, ma vende e distribuisce l’inferno sociale, l’inferno che lui in prima persona crea e attizza insieme ai suoi “compari” giorno dopo giorno. Il Papa, se si va al nocciolo del suo operato, è il più grande matador di anime del Pianeta. Il suo nome, nel Guinness World Records, non lo batterà nessuno, mai!

La prova poi più schiacciante dell’inesistenza di Dio si trova nell’esistenza del Papa e della Chiesa. Nessun Dio degno di questo nome, se fosse veramente esistito, avrebbe mai e poi mai accettato di essere rappresentato dal Papa e dalla Chiesa. Perciò, la loro esistenza, conferma la sua inesistenza.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il quarto

 

foto (2)Il Papa, quindi la Chiesa, è il primo responsabile dell’italietta che abbiamo ereditato e in cui sguazziamo.

Scrive Machiavelli: “Abbiamo adunque con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo: di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa.”

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il terzo

 

foto (2)Il Papa non è un essere umano.

È un salaud, direbbe il filosofo francese, Jean-Paul Sartre, perché prende per vero ciò che fa. E io aggiungo che oltre a essere un salaud, è anche un essere che non appartiene al terzo pianeta del Sistema solare. Come potrebbe appartenere? Nega la sua natura e negandola nega anche i suoi genitali e, senza genitali, la specie umana, nel giro di pochissimo tempo si estingue e sparisce dalla Terra. Il suo comportamento anti-natura e anti-umano, lo esilia dalla specie a cui appartiene. Il Papa non è un essere umano, è, tutt’al più, un aborto umano. Questo e molto altro conferma la sua disumanità.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il secondo

 

foto (2)La sua ladroneria diretta e indiretta.

Questa avviene quando la Chiesa ruba, con le buone o con le cattive, le ricchezze degli altri, quando elabora testamenti falsi, quello di Costantino ad esempio, quando chiede indulgenze e vende ai credenti ossa di animali spacciandole per quelle di Cristo, quando lo IOR, la banca del Vaticano, fa affari coi mafiosi, coi delinquenti, coi ladri legalizzati, quando chiede dei lasciti ai morenti, quando gli propina messe post mortem e il paradiso, quando chiede ai contribuenti l’8 per mille, quando si fa pagare per funzioni che non hanno nessun valore, tutto questo e molto altro fa parte della sua ladroneria diretta e indiretta.

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Chi è realmente il Papa? 5 post, il primo

 

 

“Chi ha paura della realtà,

si astenga dal leggermi,

io sono realtà.”

Orazio Guglielmini

 

foto (2)Avrei voluto iniziare questo scritto con le buone azioni, pensieri e fatiche del Santo Padre, con il suo buon influsso etico, morale e spirituale su tutti noi, con la sua carica di vita positiva e umana sulla società e sulla nostra vita quotidiana, e questo che Dio esistesse o meno, data la grande necessità di valori positivi e sani di cui l’umanità ha tanto bisogno, ma a una analisi accurata e profonda, non mi è stato possibile, non se volevo attenermi alla realtà, perché, come vedremo, dietro la santa immagine del Santo Padre, si nasconde un tutt’altro personaggio.

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Arte, politica, follia o cosa?

 

“250 milioni di dollari per una tela vi pare normale, umano, bestiale o addirittura una presa in giro mega-galattica?”

 immagine-joueur-de-carteProvate a immaginarvi un campo di grano, un altro di girasoli e un altro ancora di fiori di primavera e, dall’altra parte, queste 3 tele di Paul Cezanne: “I giocatori di carte”, “Mont Sainte-Victoire” e “Chateau Noir”. Ora, se io dovessi scegliere fra i 3 quadri di Cezanne e i 3 campi, senza esitazione sceglierei questi ultimi, per non dire che se dovessi scegliere ancora fra Cezanne e un contadino, ovviamente sceglierei il contadino. Con questo, con il contadino, si mangia, col primo, con il pittore, si fa la fame. Questo mi porta a dire che i valori, nella nostra società, sono capovolti: l’indispensabile diventa inutile, non apprezzato, svenduto e quello che lo produce muore nella miseria, mentre il non necessario, l’arte in questo caso, non ha prezzo.

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