Adolf Hitler e i suoi maestri

 

“La storia non va accettata.

Come potrebbe esserlo?

Non va neppure criticata.

È uno spreco di tempo.

La storia va rifatta. Punto.”

Orazio Guglielmini

 

“Io sono uno scrittore

Non venduto alle istituzioni

Io dico quel che penso

Di ogni classe e di ogni tempo

Il mio nome è”

Libero Pensatore

 

Hitler, e diciamocelo tutto in una volta, senza gli assassini istituzionalizzati che l’hanno preceduto, e cioè senza tutti quelli che sono stati i suoi maestri storici, i suoi creatori spirituali, i suoi insegnanti, su cui si è modellato in tutto e per tutto, eccetto che nelle trincee, non sarebbe mai e poi mai diventato Hitler, per non dire che non sarebbe mai esistito. Chi non capisce questo concetto capitale della nostra formazione storica, non capirà mai nulla della storia.

Di Hitler il mondo è pieno. Quanti di noi, in certi momenti, se avessero potuto, non l’avrebbero raso al suolo? Psicologicamente e mentalmente siamo tutti degli Hitler. Non ci piace saperlo, ma è così. Da quando il mondo è mondo, non ha fatto altro che impastare Hitler. Si direbbe che più la specie homo apre gli occhi, più diventa Hitler. Il mondo è un concentrato di Hitler. Hitler che ammazzano, Hitler che distruggono, Hitler che fanno guerra, Hitler che eliminano interi popoli per appropriarsi dei loro beni e delle loro terre, Hitler che eliminano tutte quelle persone che a loro non piacciono, Hitler che condannano a morte innocenti, Hitler che vogliono possedere tutto, Hitler che sfruttano l’anima al prossimo, Hitler che smantellano pezzo a pezzo il pianeta terra, Hitler che non ne hanno mai abbastanza né di averi né di poteri, Hitler assetati di sangue e di ogni altra bruttura.

Il mondo in cui viviamo, è il mondo degli assassini istituzionalizzati, legalizzati, patentati e con tanto di licenza universitaria, licenza data loro dalle più alte cariche istituzionali. Il mondo del sociale, quando si vede per quello che è e non per quello che si vuole che sia, è un mondo senza anima, senza etica, senza cuore, è il mondo di quelli che vivono solo per arraffare tutto e in qualsiasi modo. È questo il mondo in cui viviamo, è questo il mondo che salta fuori da ogni angolo quando si va al nocciolo delle cose. C’è qualcuno che si possa dare una spiegazione ragionevole in termini umani, quando vede i figli degli assassini istituzionalizzati avere tutto e i figli di quelli che sgobbano come bestie da soma morire di fame?

L‘arte degli assassini giuridicamente istituzionalizzati e legalizzati è di farci credere, toccare addirittura con mano, che viviamo nel mondo più democraticizzato e umanizzato che si possa concepire, quando, in realtà, è il mondo più nazi-fascista che si possa creare. Fare apparire il crimine più immondo come se fosse cosa normale e l’innocenza più pura un crimine bestiale, è il fondamento dell’imposto contratto tra vittime e carnefici. Grazie alla loro arte, che poi è quella di fregare gli altri, l’ingiustizia più nera ci deve apparire come una vera e proria democrazia. È questo il mondo in cui il popolo sguazza da sempre, un altro non ce n’è, eccetto che nella mente. Il mondo, piaccia o meno, è il peggiore di tutti i mondi possibili e immaginabili, perché, appunto, è nelle mani degli Hitler più avveduti e spietati. È nato nelle loro mani e dalle loro mani sparirà. È questo il suo destino, eccezion fatta a qualche cataclisma naturale.

Gli Hitler siedono nei palazzi del potere di tutto il mondo. In tutti questi palazzi, ci sono loro, gli Hitler, briganti legalizzati di ogni calibro, ovvero killer con la licenza di uccidere alla James Bond. Il resto è show. Un mondo, questo, falso, barbaro, grottesco, mentitore, patetico, criminale, hollywoodiano, un mondo che permette a una minoranza di gangster della peggior specie di possedere tutto e al resto dell’umanità di fare la fame. E questo sarebbe un mondo umano? E chi l’ha detto?

I campi di concentramento e le camere a gas di oggigiorno, anche se non sono così in vista come quelli della seconda guerra mondiale, si trovano in ogni fabbrica, in ogni miniera, in ogni cantiere, in ogni luogo di sfruttamento. Questo sistema sociale non sta scritto in nessun luogo, sicuramente non in natura. Nessun’altra bestia, fra tutte quelle che conosciamo, si comporta così. Questa civiltà così chiamata “umana” si ottiene unicamente ammazzando, imbrogliando, rubando e sfruttando i propri simili a più non posso. È questo ciò che hanno fatto e creato millimitro dopo millimitro e istante dopo istante gli assassini istituzionalizzati da quando sono apparsi su questo pianeta.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse qual è la differenza tra un gallo cedrone, che si limita solo a sottomettere i rivali maschi e ad accoppiarsi con le femmine; vorrei che qualcuno mi spiegasse qual è la differenza tra un leone che scaccia dal suo territorio i rivali maschi o li sottomette e si accoppia con le femmine; vorrei che qualcuno mi spiegasse qual è la differenza tra uno scimmione nero che sottomette i rivali maschi del suo branco e si accoppia con le femmine e uno scimmione bianco (conosciuto meglio col nome d’arte: homo sapiens) che, oltre a sottomettere i rivali maschi e ad accoppiarsi con le femmine (basta pensare agli harem), oltre a ciò, li ammazza (ammazza anche le femmine), li sfrutta, li umilia, li usa, li fa combattere e uccidersi per lui, li tortura, li condiziona al suo volere, perché, a mio modo d’intendere il fenomeno, io vedo solo una differenza fra queste creature: le prime tre si uguagliano più o meno a un comportamento generalizzato, mentre il comportamento dello scimmione bianco, paragonato al comportamento delle altre specie, è un comportamento diabolico e inumano.

Non sta scritto da nessuna parte che la regina Elisabetta II, che il monarca del Vaticano, che Vladimir Putin, che Jeff Bezos, che i signori dell’Eliseo debbano possedere tutto sia in averi che in poteri e il resto del mondo niente. Loro ogni cosa e il popolo solo affanni e catene. E ricordiamolo ancora e ancora che senza il popolo nulla nasce, cresce o fiorisce e neppure e soprattutto gli assassini che lo governano. Dove sta scritta un’ingiustizia così aberrante e grottesca? Qualcuno ne sa qualcosa? Lo dica! Cos’aspetta!?

Adolf Hitler si è guadagnato la sua laurea di omicida durante la grande guerra, durante 4 anni di trincee, 4 anni di fango inzuppato di cadaveri, di fame, di merda, di freddo, di strazio, di tremarella, di proiettili che gli fischiavano sulla testa, di bombe che gli esplodevano tutt’intorno, 4 anni della miseria più bestiale, 4 anni di lordura e pidocchi, 4 anni negli stessi stracci, 4 anni vissuti nella paura più spaventosa, 4 anni di macello umano organizzato e messo in opera dai barbari con camicia e cravatta, 4 anni in cui il mondo intero è stato trascinato in una carneficina senza senso, 4 anni di vero e proprio marciume mentale, 4 anni di assurdità elevata a sistema, e tutto questo grazie ai veri Hitler, ai veri assassini, ai veri demolitori del genere umano, quelli che governano il mondo, non con amore, saggezza ed equità, ma col ventre e col culo e il resto con botte e morte! È in questo inferno creato da questi signori che l’omicida Adolf Hitler si è formato, istruito, nacque.

E mentre i suoi maestri e padroni avevano alle spalle millenni e millenni di misfatti e omicidi, Adolf Hitler, invece, a confronto, è stato solo una fiammata, uno sfogo, uno schizzo di rabbia, di furia e poi è tutto finito.

Oggi, i veri Hitler, lo usano, usano Adolf Hitler a più non posso e in tutte le salse come l’essere più crudele e disumano della terra e lo fanno per spaventare il popolo e il mondo intero con questo spauracchio della seconda guerra mondiale e, così facendo, continuano a nascondere la loro vera identità. Che attori! Che impostori! Che traditori del genere umano! Adolf Hitler, però, e ripetiamolo fino alla nausea, nei confronti dei veri Hitler, era solo un povero illuso!

All’inizio dei tempi, questo sasso che romba nei cieli senza un ma e senza un perché apparteneva a tutti, vale a dire solo ai più forti. Oggi, nel 2019, appartiene a solo pochi individui, a quelli che per astuzia, avidità e disumanità sono rimasti, e a pieno titolo, i figli legittimi della belva rettiliana che li ha partoriti.

Concludo questo articolo dicendo che la FELICITÀ non attecchisce in un mondo così fatto. Per nulla. MAI! Come, come un essere umano dotato di coscienza e di buon senso potrebbe essere felice sapendo che miliardi e miliardi dei suoi fratelli sono sul lastrico, che milioni e milioni dei suoi fratelli muoiono ogni giorno nel dolore, che milioni e miliardi dei suoi fratelli sono infelici? No, non si può essere felici in un tal mondo, tutto ma non felici. LA FELICITÀ SI CONDIVIDE COI PROPRI SIMILI O NON È FELICITÀ!

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Nessuno uomo è più che un uomo.

Comments

  1. By francesco bersani

  2. By maurizioenzo lazzerini

  3. By maurizioenzo lazzerini

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