Lo Stato predatore Archive

Fabbriche universitarie e ladri professionali

  Una volta, i carnefici, quando il loro esercito di taglia gola era divenuto forte, si auto-nominavano re, zar, califfi, maragià, imperatori, ecc. In quei tempi non si curavano tanto, questi signori, per come uccidere, rubare, imprigionare, manipolare, lo facevano e basta. Era il loro mestiere, il mestiere di uccidere e rubare. Oggi, dopo millenni

“Quanto costerà allo Stato?”

  Ecco un triste, falso interrogativo; ecco una frase usata e strausata dai Mass Media che la usano, ovviamente, in modo errato. Allo Stato, e dovrebbero saperlo loro, ma non lo dicono, non costa proprio niente di niente e mai niente. Lo Stato non lavora, lo Stato non ha mai lavorato, lo Stato sa solo

Americani!

  Presto dovrete andare alle urne, presto dovrete scegliere tra due candidati: uno dei due guiderà il vostro paese per almeno 4 anni. Quale, allora, quale dei due sceglierete? Io ho qualche idea sulla vostra possibile scelta. Vi dico però solo questo: Se sceglierete Hillary Clinton, sappiate che i ricchi diventeranno sempre più ricchi e

La strage di Dacca

  Quante, io mi chiedo, quante di queste mostruosità sociali gravano sui signori che ci governano? Quante portano il marchio che c’è ma non si vede dei Rothschield, dei Rockefeller, dei Bush, della Banca Centrale Europea, dei sovrani, dello Stato del Vaticano e dei governi venduti? Quante di queste mostruosità gravano su tutti costoro? E

Lo Stato

Ieri sera, lunedì 31 marzo 2014, in Presadiretta, (Italia Grecia), programma televisivo condotto da Riccardo Iacona su Rai3 alle 21. 05, un’intervistata ha detto che “lo Stato non tutela i lavoratori.” Corretto, lo Stato non li tutela. Comunque, questa frase mi ha colpito ugualmente e mi ha colpito in parrticolar modo, perché la cosa ormai

Il testamento di Orazio Guglielmini

Alcuni lettori mi hanno chiesto qualche tempo fa se avessi potuto dargli un’idea di cosa tratta “Il testamento di Orazio Guglielmini”. Eccola, anche se un po’ in ritardo. “Il testamento di Orazio Guglielmini”, ovvero i 4 libri che lo compongono: “L’Indifferenza divina”, “Lo Stato predatore”, “Ha un senso la vita?” e “Il Paese delle meraviglie”,

La nostra è una società dai valori capovolti – 3 post, il terzo

All’opposto di questo sistema sociale, abbiamo, come ormai sappiamo fino alla nausea, gli schiavi, cioè i buoni, gli onesti, gli sfruttati, gli ingenui, gli stacanovisti, i produttori, i virtuosi, i saggi, i puri, gli incontaminati, i coltivatori, i lavoratori, gli uomini dabbene, i romantici, quelli che hanno un cuore, un’anima, una coscienza, un’etica, una morale,

La nostra è una società dai valori capovolti – 3 post, il secondo

Oggi, nel 2014, al nocciolo, la barbarie sociale è diventata ancora più nera e più mostruosa di quanto lo sia mai stata in passato. Perché? Perché in passato lo schiavo viveva in un’ignoranza totale, cioè non viveva solo di sbobba, ma si nutriva anche di ogni tipo di superstizione. Oggi l’ignoranza e le superstizioni sono

La nostra è una società dai valori capovolti – 3 post, il primo

I predatori, gli impostori, gli sfruttatori, i parassiti, i sanguisuga, i killer, quelli che vivono sul sudore altrui, lungo la storia, si sono creati, con le buone o con le cattive, un vocabolario, una lingua, dei costumi, delle leggi che esaltano, vantano e sostengono il loro mostruoso e micidiale fare, un fare che non corrisponde

Che cos’è la democrazia?

Questa funziona così: fino a quando tutto cambia per non cambiare nulla, fino a quando le gerarchie sociali sono rispettate, fino a quando il presidente della Repubblica può prendersi 240mila euro all’anno più tutte le prebende e il semplice impiegato del comune arriva si e no a 10mila, allora la si chiama democrazia. Però, se

Popolo e politici

Il popolo non è un’idea, non è un pensiero astratto, non è un concetto con cui giocare, il popolo è fatto di carne e ossa, d’anima e spirito, d’intelligenza e umanità, ma soprattutto è fatto di muscoli che producono le cose essenziali dell’esistenza: non parole, chiacchiere, veleni, ma vita! Solo chi fa parte del popolo

Il fine giustifica i mezzi e la politica italiana

Cosa intende Machiavelli quando scrive che il fine giustifica i mezzi? Intende che non importa la forma che uno adotta per ottenere qualcosa, quello che importa è che l’ottenga. Ad esempio, tu desideri distruggere l’Iraq. Bene, fallo. Le ragioni? Quelle che vuoi. Ciò che conta è che tu lo distrugga. Qual è dunque la politica

Il cittadino e la politica dello Stato predatore

Se tu, cittadino, uccidi per legittima difesa, vai in galera; se tu, cittadino, uccidi uno mentre sta rubando in casa tua, vai in galera; se tu, cittadino, uccidi uno mentre sta stuprando tua figlia minorenne, vai in galera; se tu, cittadino, uccidi uno mentre sta facendo a pezzi la tua famiglia, vai in galera; se

L’ONU deve scomparire dalla Terra

  È un’organizzazione di “salva Stati” e non di “salva popoli”. I popoli, questi Stati predatori messi insieme, li usano imbrogliano sfruttano. Si mettono insieme non per il bene comune, ma per proteggersi a vicenda; proteggono a spada tratta il liberalismo, il capitalismo, lo sfruttamento legalizzato e i loro stessi interessi. Ecco cos’è, in realtà,

Signor Silvio, signor Silvio Berlusconi…

È lui, sì sì, è lui. Ne sei sicuro? Sicurissimo. Lui lui lui. Che fortuna averlo incontrato. Corri! Non fartelo scappare. Dove sono le sue guardie del corpo? E che te ne frega di loro? Me ne frega sì! Quelli picchiano, credono che io voglia farlo fuori. Per favore, non perdere altro tempo. Ce l’hai

L’addizione 0 + 0, i bonobo e i demagoghi del Paese delle meraviglie

  Questi, i bonobo (e mi scuso con loro se li tiro in ballo in questo esempio), hanno una loro cultura e un loro modo, rispettoso o meno, di vivere insieme. Fin qui tutto ok. Ora, però, se uno volesse fare lo spiritoso e chiedesse a questi signori bonobo di fare l’addizione 0 + 0

Picciotto statale e picciotto mafioso

Qualsiasi essere venga eletto al governo, è un picciotto legalizzato. Cosa vuol dire un picciotto legalizzato? Vuol dire questo: mentre nell’Antistato (la Mafia) un picciotto rimane un fuorilegge, nello Stato predatore diventa un mafioso con la licenza di rapinare, uccidere, sfruttare, violare, truffare. Lui, ovvio, fa tutto questo INDIRETTAMENTE, cioè con le imposte che altro

Il nemico numero due del popolo

Lo conosciamo. È lo Stato predatore. Questo mette, senza che noi ce ne accorgiamo, mette tutti contro tutti, eccetto i suoi membri, eccetto quelli che lo tengono in piedi con ogni truffa, inganno e crimine. Mette: I poverelli contro i poverelli. I poliziotti contro i loro fratelli di classe, gli operai. Il proletario contro il

La politica dello Stato predatore – due post, parte seconda

Scrive Agostino di Ippona “Una volta che si è rinunciato alla giustizia, che cosa sono gli Stati, se non una grossa accozzaglia di malfattori? Anche i malfattori, del resto, non formano dei piccoli Stati? Si tratta infatti di un gruppo di uomini comandati da un capo, tenuti assieme da un patto comune e che si

La politica dello Stato predatore – due post, parte prima

E non ce n’è mai stata un’altra. Sin dall’inizio, più inconsciamente che consciamente, di certo istintivamente, il primo gesto dell’uomo è stato quello di PREDARE L’ALTRO. Fondamentalmente, nonostante i millenni trascorsi, non è ancora cambiato nulla: nella forma sì, il contenuto è rimasto tale e quale: si continua a PREDARE L’ALTRO. Anzi, con la crescente

La democrazia, dunque

Questa non è altro che un sistema astuto e allucinante che spinge il popolo ad andare a votare e chiunque voti, vota il suo oppressore. E quello che è ancora più cinico e diabolico è che il popolo non si accorge neppure che votando il suo candidato preferito, vota in realtà il suo tiranno e,

I criminali giudicano gli innocenti

Cosa dire ora, Rossi, dei tenerissimi adolescenti che ammazzano i loro genitori, i loro compagni (e non parliamo degli adulti!), che si drogano, che diventano sempre più insensibili, più violenti, più disorientati, cosa dire di loro? Sono veramente loro i veri responsabili o è la società in cui nascono e crescono a renderli così? Alle

Il popolo, il popolo lavoratore, chiedi tu lettore, ha una storia?

E quale? E che tipo di storia? Prendiamo qualche esempio. Il popolo ha una storia come quella che hai in mente tu, una storia pulita, interessante, da esseri umani? No, ti rispondo io, non ce l’ha. Ha una sua dignità? No, non ce l’ha. Ha un’arte? Assolutamente no! È libero di fare quel che vuole?

Evviva, il presidente della Repubblica delle banane, Cisibibi, scende di nuovo in campo! (3)

“Io denuncio questo schifo. Nel nuovo dizionario etimologico Zanichelli, schifo, nel caso non lo sapessi, vuol dire senso di ripugnanza, di nausea, di disgusto, detto di persona che si comporta in modo contrario al pudore e alla decenza, proprio come fai tu, e tu fai schifo! Io denuncio questo potersi riempire le tasche apertamente e

Evviva, il presidente della Repubblica delle banane, Cisibibi, scende di nuovo in campo! (2)

“Non funziona nulla, perché tutto ciò che lei dice è falso, tutto ciò che lei guarda appassisce, tutto ciò che lei tocca muore. Ovunque c’è lei, lì c’è il suo cancro, un cancro incurabile e non c’è medicina che lo curi. Ecco perché non funziona niente. Presidente Cisibibi, lei è un tumore sociale!” A queste

Da “Lo Stato predatore”: Nuova società, nuovi insegnamenti (6)

È tutto vecchio ormai il nostro mondo. Vecchissimo, un dinosauro che barcolla a destra e a manca per le strade di New York. Le vecchie idee non reggono più, proprio come le vecchie e stravecchie strutture, iniziate all’alba della nostra civiltà, non reggono più. È giunta la loro ora. Fanno già parte dei “furono” della

Evviva, il presidente della Repubblica delle banane, Cisibibi, scende di nuovo in campo! (1)

Intervista al presidente Cisibibi, padrone assoluto della Repubblica delle banane. “Signor presidente, so che lei è sempre superoberato di impegni. Le farò solo qualche domanda. Sappia che sono un portavoce del Popolo e che cercherò di porle quel tipo di domande che il Popolo avrebbe voluto porle, se gli fosse stata offerta questa possibilità. Detto

Da “Lo Stato predatore”: quinto abbozzo, un Governo di Uomini Interi (5)

Nel caso queste quattro proposte di rinnovo sociale, quella dei “Computer”, quella de “I 4 Io Della Salvezza”, quella del “Nuovo Contratto Sociale” e quella della “Democrazia Umana”, non soddisfacessero, eccone un’altra. Se non si può proprio fare a meno dei politici, allora il mezzo-uomo attuale (il politico) dovrà essere sostituito da un “Uomo-Intero”. Cosa

Da “Lo Stato predatore”: quarto abbozzo, Per Una Democrazia Umana (4)

Nel caso le tre proposte, quella dei “Computer”, quella de “I 4 Vuovi Io Della Salvezza” e quella del “Nuovo Contratto Sociale”, non soddisfacessero ancora, eccone una quarta: dalla “democrazia lupesca” alla “Democrazia Umana”. Ti sei mai chiesto, Rossi, come si è arrivati alla così chiamata “democrazia”? “No!” È quello che pensavo. La cosa è

Da “Lo Stato predatore”: terzo abbozzo, Un Nuovo Contratto Sociale (3)

Nel caso le due suddette proposte, quella dei “Computer” e quella de “I 4 Nuovi Io Della Salvezza”, non fossero accettabili, abbozzo una terza proposta. Proporrei, allora, quest’altro tipo di “Contratto Sociale”. Si prendano in ogni paese del mondo, dal più grande al più piccolo, due persone, un filosofo e uno scienziato, che non abbiano

Da “Lo Stato predatore”: Secondo abbozzo, I 4 Io Della Salvezza (2)

Nel caso che il primo abbozzo come modo di governare gli animali homo fosse troppo drastico, proporrei questa seconda option: sostituire “i 4 io del disastro” ora dominanti sul pianeta Terra con altri: “I 4 Io Della Salvezza”. I 4 “io” del disastro sono: il primo: la religione. La religione, nel suo insieme, rappresenta un “io”.

Da “Lo Stato predatore”: primo abbozzo per un “Nuovo Contratto Sociale” (1)

Per me c’è una sola via di salvezza oggi nel mondo: occorre cambiare politica, abitudini, rotta. Le istituzioni che ci governano non si possono più guarire, sono corrotte dalle fondamenta alla sommità. Tutto l’apparato istituzionale è cancerogeno. Non regge più, fa acqua da tutte le parti, è giunta la sua fine. Dobbiamo crearne uno nuovo.

Lo Stato predatore (7)

Da Stato predatore vecchio stampo a Stato predatore nuovo stampo Se fosse dipeso dal vecchio Stato predatore e dall’Indifferenza divina, il mondo sarebbe rimasto per l’eternità un inferno per il popolo e un paradiso per i potenti. Il vecchio Stato predatore ha sempre combattuto chiunque si ribellasse contro le sue leggi discriminatorie, ingiuste, inumane, assassine.

Lo Stato predatore (6)

Il connubio dei lupi a due zampe Penso che ormai tu abbia già capito, Rossi, che parlare dello Stato predatore senza parlare dell’Indifferenza divina, e viceversa, sarebbe quasi impossibile. Scriverti questa Lettera parlandoti unicamente della Chiesa Cristocatto, lasciando fuori tutti i suoi annessi e connessi, sarebbe, in ultima istanza, una fatica inutile. Il connubio dello

Seconda definizione dello Stato predatore (5)

Scrive Agostino di Ippona “Una volta che si è rinunciato alla giustizia, che cosa sono gli Stati, se non una grossa accozzaglia di malfattori? Anche i malfattori, del resto, non formano dei piccoli Stati? Si tratta infatti di un gruppo di uomini comandati da un capo, tenuti assieme da un patto comune e che si

Lo Stato predatore (4)

La testa del popolo e la testa dei predatori L’ingiustizia e la corruzione non alloggiano nella testa dei poveri, ma nella testa dei “furbi” e degli “addottorati”. Si penserebbe il contrario, ma non è così. Gli analfabeti, i poco istruiti, i nullatenenti, sono incorruttibili, non hanno una cultura sofisticata che li possa corrompere, che li

Lo Stato predatore (3)

3. Prima definizione dello Stato predatore Con Stato predatore, mi riferisco sia a un solo Stato che a più Stati predatori. A questo proposito, voglio fare tre considerazioni. La prima è che se questi, Stato o Stati predatori, non sono all’altezza di governare il mondo, non sono capaci di darci una società pulita, perché averli?

Lo Stato predatore (2)

2. Il concetto di proprietà Gli indiani d’America, quando videro gli europei mettere staccionate, filo spinato, stabilire frontiere e poi dire: “Questo è mio!” “Questo è nostro!”, si meravigliarono. Non conoscendo il concetto di proprietà, si chiedevano: “Come si può possedere la terra quando è fatta per ospitare e nutrire tutti? Come si può dire

Lo Stato predatore (1)

I. L’imperativo c’è, ma non si vede 1 Supponiamo che tu, Rossi, entrando in un bar, dica al barman: “Mi faccia un caffè, per favore”. Supponiamo, adesso, che il barman, che ha sentito benissimo il tuo ordine, ti ignori. Allora tu ripeti: “Mi farebbe un caffè, per piacere?” Ti ignora ancora. Educatamente glielo chiedi di

Lo Stato predatore

Francis Sgambelluri Il testamento di Orazio Guglielmini Lo Stato predatore Libro secondo