Il CONTRATTO SOCIALE che le VITTIME non hanno mai firmato

Ovvero

Il mio testamento storico e politico

 

Politicamente, e per me anche l’aria che respiriamo è politica, non mi sento rappresentato da nessun paese al mondo, perché nessun paese al mondo, per come funziona politicamente, si sottrae al crimine legalizzato. Le istituzioni che lo governano, opera di malvagi che si sono auto-legittimati e auto-stituzionalizzati lungo i secoli, sono le prime a praticare soprusi, ingiustizie, discriminazioni, sfruttamento e misfatti di ogni tipo e di ogni spessore, e tutto ciò con la benedizione della legge che, guarda caso, le istituzioni stesse, di volta in volta e secondo i paesi, elaborano.

Una legge che dice, ad esempio, che il signor politico Giuliano Amato, che è vissuto sulle spalle dei contribuenti da quando è nato, deve prendere una pensione da capogiro, e cioè di “31.411 euro al mese”, vale a dire 376.932 euro all’anno, mentre il signor Francis Sgambelluri che ha iniziato a lavorare a 9 anni e appartiene a quella classe di lavoratori senza i quali nulla nasce, cresce o fiorisce, deve prendere una pensione della miseria, e cioè di 269, 04 euro al mese, vale a dire 3228, 48  euro all’anno, ecco il tipo di legge che hanno escogitato i signori al potere!

Oggi, alla fine del 2019 e l’inizio del 2020, il mondo in cui viviamo non è altro che un campo di concentramento sorvegliatissimo e scientificizzato dai banditi patentati che lo gestiscono.

Il palazzo delle Nazioni Unite non rappresenta altro che un covo di briganti internazionali. La sua esistenza non è lì per tenere la pace nel mondo come vorrebbe farci credere, è lì, in realtà, per fare in modo che le gerarchie esistenti continuino a governare secondo il loro metodo di sfruttamento e di controllo sociale: ecco il vero senso della sua esistenza.

Le guerre e la manipolazione umana, sono il job dei signori che governano. Un altro mestiere, loro, non ce l’hanno.

La storia, ed è stato sempre così, l’hanno dettata sempre i vincitori, quelli che si auto-legalizzano e si auto-istituzionalizzano come coloro che possono tutto fare, tutto comandare e tutto controllare; la storia, dunque, la storia della speciehomo,è una storia di predoni, una storia d’imbroglio, d’occultamento, di ruba ruba, di ammazza ammazza e di fiumi di samgue.

I perdenti, in questo mostruoso Inferno Sociale, sono sempre gli stessi: i lavoratori, i nulla tenenti, gli innocenti, gli schiavi.

A questi ultimi, nei nostri giorni, per meglio sopportare la loro agonia vita natural durante, gli si dice, cinicamente, che vivono in paesi dove regna la giustizia e che possono, guarda che lusso!, scegliersi, se così desiderano, scegliersi loro stessi i signori che li governano. Che li governano come? Democraticamente!

Democraticamente?

Che parolona!

E cosa vuol dire “democraticamente?”

Facciamocelo spiegare da uno che di democrazia se ne intendeva tanto: Sir Winston Churchill.

“Democraticamente”,spiega lui fra una tirata e l’altra del suo sigaro, “significa mantenere al potere il signor RE, la signora REGINA e il signor PRIMO MINISTRO. Quindi, continua il signor Churchill mentre i giornalisti non smettono di fotografarlo,lo STATO SOCIALE tale e quale È!”

Avete capito? “Tale e quale È!”Ecco la vera democrazia di questo signore e di questo mondo.

Tutto cambia in natura, nulla cambia in politica. Però, se volete che cambi qualcosa in politica, signori cimiciosi, datevi da fare. Non con le parole, queste sono inutilima fate qualcosa di modo che ognuno sul pianeta Terra possa vedere e toccare con mano i cambiamenti!

 

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Nessuno uomo è più che un uomo.

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  1. By Angelo SARACINI

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