Einstein, un pilastro di cartapesta della fisica moderna *

ovvero

La mia chiacchierata a Singapore

 

 “Per una nuova visione

dell’universo e della vita.”

Orazio Guglielmini

 

 Parte prima

 Premessa

Buongiorno!

Sono stato invitato a Singapore per via dell’articolo che ho inviato al comitato di fisica molecolare verso la fine del 2018, in occasione dell’International Meetings. Il titolo dell’articolo era: Einstein, un pilastro di cartapesta della fisica moderna.

Il mio discorso è diviso in cinque parti.

La prima:      “Spazio, tempo, energia e relatività di Einstein”

La seconda:   “Il vero inizio dell’universo”

La terza:        “Tra il nulla del nulla e il proto-elemento”

La quarta:     “Ha senso l’uomo nel mondo in cui vive?”

La quinta:     “La bolla di sapone, lo spazio e gli gnomi,” una fiaba

Queste cinque parti potrebbero essere sottotitolate in questo modo: “L’universo così com’è e non come vogliamo che sia”.

Detto questo, inizierei dicendo due parole sul tempo.

La storia del tempo iniziò in Grecia coi filosofi presocratici e, più precisamente, con Parmenide, V secolo prima dell’era comune. Fu luiil primo filosofo che tentò di negare la realtà del tempo.

Aristotele lo definisce come una sorta di numero, qualcosa che è calcolabile.

Newton credeva che il tempo fosse un gigantesco orologio messo in funzione da Dio.

Hume dice che “dal succedersi delle idee e impressioni ci formiamo l’idea di tempo, la quale idea, senza di esse, non farebbe mai la sua apparizione nella mente”.

Immanuel Kant credeva in un tempo psicologico.

Per Julian Barbour, fisico britannico, il tempo non esiste.

Per Lee Smolin, fisico teorico americano, il tempo esiste.

Per Etienn Klein, fisico e filosofo francese, il tempo è un’illusione.

Per Einstein, come vedremo, il tempo non è solo relativo, ma esiste come me e voi.

Eccetera.

Come vedete, c’è molta confusione sul tempo. È come l’amore, tutti possono dire quel che vogliono.

Vorrei sottolineare anche che la scienza non può dimostrare l’origine dell’universo. Solo se fa uso dell’universo che conosciamo e adotta un processo logico d’induzione e deduzione, di esperimenti logici e mentali, di calcoli matematici e riflessioni filosofiche, solo così può avvicinarsi, dico avvicinarsi all’origine dell’universo. Questo, comunque, è il metodo che ho adottato io in questo lavoro.

In questa chiacchierata, parlerò, e in quest’ordine, dello spazio, del tempo, dell’energia e della relatività di Einstein. Non sarò esaustivo su questi temi, perché, anche se volessi esserlo, non sarei in grado di farlo; voglio solo sottolineare alcuni dei suoi pensieri che, a mio parere, non hanno nulla a che fare con la scienza, ma con la sua filosofia o il suo credo.

Vorrei anche aggiungere che non sono uno scienziato e che il mio modo di parlare dell’universo e delle sue leggi è facile; questo significa che tutti possono capire.

Il lavoro di Einstein è dominato principalmente da queste quattro idee: spazio, tempo, energia e relatività. Il mio compito è dimostrare che i primi due, spazio e tempo, non esistono in natura; che la terza, l’energia, è usata in modo errato; e che la quarta, la relatività, è troppo vaga per essere descritta correttamente.

Comincio dando due esempi: uno ha a che fare con il mondo fisico e l’altro con il mondo soggettivo.

Come si vede sullo schermo, queste tre lettere, M, I, D, stanno, rispettivamente: “M” per materia, “I” per proprietà incorporate e “D” per durata. Possiamo considerarle anche così: M è uguale a I, I è uguale a D, D è uguale a durata. Queste 3 parole rappresentano la totalità dell’universo, la totalità intesa in questo modo: nascita, vita, morte.

Prendiamo adesso lo spazio, il tempo e l’energia di Einstein e diciamo subito che lo spazio è un concetto, un’invenzione se si vuole; anche il tempo è un concetto o un’altra invenzione, e l’energia un altro concetto.

La “E” di Einstein appartiene alla sua famosa equazione: E=mc². In altre parole, E sta per energia, M sta per massa, C sta per celerità o la velocità della luce, e il numero 2 sta per l’elevazione al quadrato.

In parole semplici, se facciamo un confronto tra la mia equazione elementare – M = I = D – e la famosa equazione di Einstein – E=mc² -, vediamo che la mia equazione parla di natura, mentre l’equazione di Einstein parla di cultura.

Prendiamo questi tre sostantivi, spazio, tempo ed energia e chiediamoci: Cos’è lo spazio? Cos’è il tempo? Cosa viene prima, l’energia o la massa? Qualcuno di voi può mostrarmi lo spazio? Può mostrarmi il tempo? Può mostrarmi l’energia che viene prima della massa?

Adesso spiegherò, in modo elementare, ognuno di questi tre nomi. Prendiamo il primo: lo spazio.

Aristotele conosceva lo spazio meglio di Einstein quando affermava che lo spazio è il limite di un oggetto. In effetti, lo spazio è lo spazio che un oggetto occupa nella sua localizzazione. Lo spazio, ad esempio, che la Via Lattea occupa nell’universo, lo spazio che la Terra occupa nel sistema solare, lo spazio che un dipinto occupa su un muro.

Lo spazio di Einstein non è questo. Il suo spazio è un fenomeno come il tempo, ma lo spazio non è un fenomeno, lo spazio come fenomeno non esiste, lo spazio è un vuoto privo di elementi. Lo spazio, se lo vediamo in un’ampia prospettiva, è un vuoto gigantesco, un concetto senza limiti e infinito, al cui confronto lo stesso universo è solo una bolla di sapone che galleggia in esso.

Il tempo. Se volessi mostrarvi una mela, ne prenderei una d’un cestino come quello che vedete sullo schermo e ve la mostrerei. Voi potreste toccarla e mangiarla, se lo desideraste.

Se, invece, volessi mostrarvi il ​​tempo, come potrei farlo, visto che non ha né corpo né vita né forma o spirito o proprietà o sostanza; non ha nulla: come potrei quindi mostrarvi il ​​tempo? Il tempo non può essere annusato, udito, toccato, mangiato, visto. In breve, dov’è il tempo, il tempo tanto glorificato da Einstein? Il tempo è un prodotto mentale, ma non per Einstein. Per lui il tempo esiste in modo concreto.

L’energia. Nella sua equazione, Einstein afferma che l’energia è massa. Questo è corretto solo se vediamo prima la massa e dopo l’energia, non viceversa. In breve, l’energia non esiste senza massa, ma esiste la massa senza energia. L’esistenza dell’energia dipende dalla massa. No massa, no energia. L’equazione di Einstein, per essere corretta, avrebbe dovuto essere scritta E=mc² e non E=mc².

Differenza tra tempo e durata.

All’inizio degli anni 20 del secolo scorso, Einstein attaccò il filosofo francese Henri Bergson e il suo concetto di durata. Sosteneva che la scienza la sapeva meglio della filosofia. Ora, secondo la nostra conoscenza, il tempo non esiste, però la durata di Bergson esiste. I corpi fisici e biologici, compreso il corpo di Einstein, non devono affrontare il tempo inteso in modo einsteiniano, ma la duréedi Bergson. Nell’intero universo, ogni fenomeno composto da atomi, molecole, materia deve fare i conti con la durata di Bergson e non con il tempo di Einstein. Forse, l’intuizione filosofica di Bergson mancava allo scienziato permaloso.

Inoltre, il tempo non è una voce verbale, il tempo è un sostantivo. Da quando siamo apparsi su questo pianeta, non abbiamo fatto altro che riempirlo di nomi, e di ogni tipo. Nomi come dei, fantasmi, demoni sono pura invenzione. È diverso per nomi come luna, pietre, re. Questi sono reali. La Luna avremmo anche potuto chiamarla Marilyn, le pietre rose e il re ladro, e oggi chiameremmo la Luna Marilyn, le pietre rose e il re ladro. Quindi potremmo dire:

“Marilyn sta avendo un’eclissi solare oggi”.

Per le pietre, saremmo potuti andare in un negozio di fiori e chiedere:

“Un mazzo di pietre per il mio amore, per favore”.

E, per il re, il popolo avrebbe potuto dire:

“Il nuovo ladro si fece costruire un nuovo castello tutto per sé!”

La Luna, le pietre e il re corrispondono a cose reali, esistenti; non gli dei, i fantasmi e i demoni. Questi non corrispondono a nessun fenomeno esistente, quindi non esistono. Sono nomi inventati, come lo sonospazio, tempo edenergia.

Non posso dire, ad esempio, “Una sequoia temporalizza duemila anni”.Non posso. Corretto è: “Una sequoia è un albero che dura duemila anni”.E perché dura duemila anni? Perché è composta di elementi fisici e questi le permettono di durare duemila anni. Un insetto stagionale dura/vive una stagione e una stella come il Sole dura dieci miliardi di anni: né una stagione né dieci miliardi di anni “temporalizzano”.

Detto diversamente, la durata d’un fenomeno, sia esso piccolo o grande, è relativa alla sua composizione fisica, cioè alla sua composizione atomica e molecolare. In natura, ci sono fenomeni la cui esistenza dura un momento. Un neutrone e un antineutrone che si scontrano alla nascita si distruggono a vicenda; altri vivono duemila anni come una sequoia o miliardi di anni come una stella. Negli esempi forniti non è il tempo a decidere la loro durata, ma la loro composizione atomica e la loro struttura.

Anche sul paradosso dei gemelli di Einstein avrei qualcosa da dire. È un esperimento che coinvolge due gemelli, uno dei quali fa un viaggio nello spazio, mentre l’altro rimane a terra. Quando, dopo un certo numero di anni, il viaggiatore ritorna a casa, scopre che il fratello gemello è invecchiato più di lui. Cosa significa questa storia? Questo: una cosa è scendere dal Monte Bianco a piedi e un’altra farlo con un delta piano: nel primo caso ci vogliono 10 sudatissime ore, nel secondo solo 10 minuti di volo. Lo stesso esempio, anche se il mio è meno sofisticato di quello di Einstein, si può applicare ai gemelli: il fratello a terra ha lavorato e si è usurato per tutti gli anni durante i quali l’altro stava seduto, a dormire e a far niente nello spazio. Quindi?

Si dice che Agostino di Ippona abbia affermato di sapere che cosa fosse il tempo, anche se non era in grado di spiegarlo; sembra che Galileo abbia pesato il tempo facendo un buco in un secchio e lasciando passare l’acqua attraverso il buco; la clessidra, l’orologio a sabbia, misura il tempo; anche la sveglia di mia nonna misurava il tempo. In questi esempi, non è il tempo che è in questione, sono la quantità di acqua e di sabbia e le dimensioni del foro attraverso il quale passano l’acqua e la sabbia che decidono il tempo o il loro esaurimento. Per quanto riguarda gli ingranaggi della corona nella sveglia di mia nonna, ciò che qui decide il tempo è la loro velocità. Con questo sistema, un giorno può essere di 24, 12 o 48 ore, dipende dalla velocità della corona. Al nocciolo, ciò che è in discussione in questi esempi sono gli oggetti e la mente di Agostino, non il tempo.

Spero di essere riuscito, in questa breve esposizione, a farvi capire che lo spazio, il tempo e l’energia non esistono, non in natura, che sono solo concetti, concetti che sono necessari nella nostra cultura, questo sì, ma niente di più, solo concetti. Per il momento, con Mr Einstein, mi fermerò qui, ma non ho ancora finito con lui, ci imbatteremo ancora nel suo genio.

 

 

*          Purtroppo, “My Singapore’s Speech”,che avrebbe dovuto aver luogo il 16 October 2019 a Singapore, non è andato a buon fine sia per me sia per i tanti altri conferenzieri venuti da ogni parte del mondo per parlare del proprio lavoro – “Molecular and applied physics”, “Nephrology Asia”, “Cosmetology & Beauty”, “Medical Dermatology”, “Cosmology”, ecc.

Ecco alcuni nomi:

Dr       SKY DARMOS                                   Germania

Dr       ALEXANDER P. YEFREMOV            Russia

Dr     ALEXANDRA VOROBYEVA         Russia

Dr       DARMINTO                                       Indonesia

Dr       MASAHIKO HADA                           Giappone

Dr       JONG HYUN LEE                               Korea

Dr       DELFIN ALEJANO                            Filippine

Dr       VANESSA LINEY CIN                                  Malesia

Dr       PATIENCE JONSON                           Nigeria

Dr       AVNEET SINGH KALSI                    India

Dr       HAMS DEYSSENROTH                      Germania.

Arrivati all’albergo “Holiday Inn, Singapore Atrium”,dove avrebbero dovuto avvenire gli incontri, non c’era nessuno degli Organizzatori ad accoglierci, neppure Mrs Suzanne Smith che pubblicizzava a più non posso le conferenze sul Web e che mi aspettavo di trovare lì. Nessuno, solo noi, i beffati e delusi conferenzieri.

Chow Kong Weng, l’assistant Director of Catering dell’Holiday Inn, continuava a dire che non sapeva nulla nonostante il suo Singapore Atriumavesse organizzato i nostri incontri; l’Inspector Zhou PaoPao, della polizia di Singapore, ci ha chiesto di dargli due settimane per scovare i responsabili. Sono trascorse 5 settimane. Io gli ho scritto, ma da lui non ho ricevuto nulla.

Il mio caso è andato così. Un giorno d’ottobre del 2018 vedo su Facebook un post che parlava di scienza, di fisica e di molecole.La cosa m’incuriosisce. Scrivo una e-mail a questo indirizzo proponendo un saggio dal titolo “Einstein, un pilastro della fisica moderna fatto di cartapesta”.Rispondono chiedendomi di inviarglielo. Così faccio. Alcune settimane dopo ricevo una risposta: il mio saggio è piaciuto al Comitato di Lettura dell’ INTERNATIONAL MEETINGS e mi si invitava adandare a Singapore a parlarne. Faccio qualche verifica su questi signori. Non si sa mai. Trovo che INTERNATIONAL METEEINGS & SCIENCE era collegata con l’University of Southampton. Infatti, la mia iscrizione è stata pagata a CONFERENCESERIE.COM SOUTHAMPTON. Trovo anche che uno degli scienziati, il professore Luigi Maxmilian Caligiuri, italiano, insegnava alla Cambridge University, scriveva, era uno dei 100 scienziati più in vista al mondo e appariva in televisione. Mi fermo qui. Ho pensato ch’ero in buona compagnia. Mi preparo. Il Meeting si svolgeva il 25/26 febbraio 2019. Troppo presto, ma non c’era scelta. Poi, fortunatamente, lo spostano al 16/17 ottobre dello stesso anno. Meglio così.

Dopo un anno e più di contattti telefonici e per posta elettronica con Mrs Suzanne Smith, e dopo aver fatto un nuovo passaporto, pagato hotel, viaggio e iscrizione, finalmente parto. Affronto un viaggio di 10.500 km e un volo di 12 ore con la Singapore Airlines, felice e contento. Arrivo a Singapore. Non male come città asiatica di grattacieli. Passo il controllo passaporti, cambio degli euro in moneta locale, non smetto di guardarmi intorno, prendo la metro e, mentre faccio tutto questo, quasi in automatico, m’immagino il luogo delle conferenze, m’immagino Mrs Suzanne Smith che stavo per incontrare, m’immagino un pubblico vivace e allegro. Ero contento, felice, gioioso. il giorno dopo, il 16 ottobre, alle ore 11, dopo tanta fatica mentale e preparazione, avrei potuto dare la mia conferenza su Einstein di fronte ad un pubblico internazionale!

E tutto questo e molto altro, per scoprire da lì a poco che, al mio arrivo all’albergo Holiday Inn,i signori che gestivano INTERNATIONAL MEETINGS erano dei truffatori!

Noi, i truffati, vogliamo giustizia, vogliamo svergognare questa banda, non d’incontri culturali e scientifici a livello internazionale, ma di disonore e truffa planetaria, e vogliamo anche essere rimborsati di tutte le nostre spese!

Per quello che riguarda il mio lavoro, “My Singapore’s Speech”,lo metterò su Youtube, sul mio blog, su Twitter e su Facebook.

 

Nel prossimo post: “Il vero inizio dell’universo”

 

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