Elogio al Popolo lavoratore – post 10

L’Esercito del Popolo

“L’esercito è al servizio delle persone sbagliate, invece dovrebbe essere al servizio di chi lo mantiene. E chi lo mantiene? Ovvio chi: il Popolo. Nel caso non volesse passare al suo servizio, il Popolo ha tutto il diritto di crearsi il proprio esercito,” Orazio Guglielmini

Al Popolo lavoratore manca qualcosa di fondamentale, manca un esercito. Proprio così, un esercito. Guglielmini ha ragione. Deve crearselo al più presto. Il Popolo ha bisogno più di chiunque altro, nel sistema in cui viviamo, d’un esercito suo, un esercito che lo difenda, lo sostenga, protegga i suoi diritti, i suoi interessi, i suoi affanni, il suo sudore, la sua creatività. Il vero creatore è il Popolo: è lui che crea il politico e non questo il Popolo; è lui che crea il capitalista e non il capitalista il Popolo; è lui che crea l’artista e non l’artista il Popolo; è lui che crea ricchezza e non la ricchezza il Popolo; è lui che crea il filosofo, lo scienziato, il prete e non costoro il Popolo. È un insieme di cose preziose e sostanziali il Popolo per l’intera società. Senza di lui, mettiamocelo bene in testa una volta per tutte, nulla nasce cresce o fiorisce.

Lo Stato (cioè quelli che lo compongono) non si occupa del Popolo e si capisce il perché. Non trova il tempo, deve fare i suoi calcoli, le sue adunate, le sue chiacchierate in parlamento, le sue riflessioni, prendere le sue machiavelliche decisioni e il resto del suo dilettevole tempo lo trascorre a godersi la vita. Ecco perché non trova il tempo per pensare realisticamente e positivamente al Popolo. Infatti, non si è mai curato di lui, non l’ha mai fatto ne mai lo farà. Anzi, da come si comporta nei suoi confronti, è il suo dichiarato nemico. È, invero, un aut aut: o lo Stato o il Popolo!

Come la polizia, l’esercito dello stato, l’esercito del papa, l’esercito della repubblica sono lì solo e solo per proteggere i gentiliuomini al potere (se un poliziotto dovesse salvare la vita d’un contadino o quella del presidente della repubblica, chi di loro salvarebbe?); così l’esercito del Popolo lavoratore dovrebbe esistere solo e solo per proteggere i lavoratori.

Insomma, noi ci chiediamo, come può un organismo sociale così indispensabile e importante com’è il Popolo, non avere un esercito che lo difenda? Si tratta, al nocciolo, dell’esistenza stessa della società: senza di lui è morta! Come può, dunque, l’organismo sociale più importante e più indispensabile al mondo, come può non avere un esercito che lo difenda a spada tratta? È assurdo solo pensarlo! Il Popolo lavoratore deve avere, per il bene della Terra, per il bene degli animali che l’abitano, della natura e degli esseri umani, un esercito, quindi: “L’Esercito del Popolo Lavoratore”, lo battezzerei così, io. È un suo legittimo diritto, un diritto e basta.

Se si dovesse scegliere, praticamente e logicamente parlando, tra la vita d’un lavoratore e quella d’un politico, è ovvio a un miliardo per cento quale si dovrebbe scegliere: il politico è un parassita sociale e, quindi, se si scegliesse lui tutto il genere umano si estinguerebbe nel giro di qualche anno, la scelta quindi è ovvia, è matematica, scientifica: si sceglierebbe il lavoratore, colui senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce.

Popolo, Popolo lavoratore, a meno che tu non desideri rimanere sposato coi ceppi in eterno, allora svegliati, wake up!, fai qualcosa, inizia a crearti il tuo Esercito, perché sarà con questo e solo con questo che costruirai dei buoni rapporti sociali, dei buoni rapporti umani, rapporti giusti e democratici. Però, senza l’esercito, mio caro signore, schiavo sei sempre stato e schiavo resterai!

Seguirà “La favola di Bogududù e la favola di Geova,” in 10 post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *