Ma io, Francis Sgambelluri, chi sono in realtà?

 

Einstein pubblicava, nel 1905, i suoi famosi articoli sulla rivista scientifica “Annalen der Physik” dove solo pochi scienziati e con fatica riuscivano a capirci qualcosa; io pubblico i miei articoli sul Web, su Facebook, su Twitter e chiunque, data la loro realtà e semplicità scientifica, può leggerli e capirli nel mondo intero.

 

Vi ho parlato in questi giorni della mia autobiografia culturale; ora vorrei parlarvi della mia vita dandovi un’autodefinizione della sua concretezza ed evoluzione fisica.

Tanto per cominciare, io sono una specie animale che rappresenta il mondo inanimato e il mondo animato in miniatura.

Che cos’è “il mondo” per lei?, mi si chiede.

Rispondo.

È un insieme di atomi raggruppati in un piccolo spazio dell’universo che compongono i fenomeni inanimati e animati che lo abitano e durano quel che durano e poi spariscono.

Da dove vengono questi atomi?

Dal nulla del nulla.

E che cos’è “il nulla del nulla”?

Era, prima della nascita dell’universo, un luogo dove non esisteva niente, nemmeno le particelle.

Come si è generato l’universo da questo nulla del nulla?

Con la comparsa della prima particella apparsa spontaneamente.

L’universo che conosciamo oggi si è evoluto da questa particella primordiale?

Esattamente.

Quindi il nostro universo non è un universo stazionario e tanto meno è stato creato da super potenze, corretto?

Corretto.

E lei come si vede in questa massa locale di materia cosmica?

Io, in questa massa locale di materia cosmica che compone il nostro mondo, mi vedo come un fenomeno temporale.

Cosa intende per “fenomeno temporale”?

Che sono condannato a sparire senza lasciare traccia.Come gli uccelli volano nel cielo senza lasciare traccia, così noi scompariamo dalla terra senza lasciare traccia. Ecco la mia autodefinizione fisica.

Ci crede in questa storia, lei?

Io sì. E sfido tutti gli Einstein del mondo di dimostrare un’altra teoria sull’origine dell’universo e del mondo più logica e più corretta della mia.

 

Se l’articolo è stato di vostro gradimento, passate parola, condividetelo, criticatelo. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), noi abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. La vita è qui e ora. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Nessuno uomo è più che un uomo.

 

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