L’Universo trasparente

 

 

Una consapevolezza cosmica

dà una sana e piena idea

per com’è fatto l’universo concretamente

e non per come noi desideriamo che sia.

 

Vorrei regalare con questo post, tutto l’universo agli amici di Facebook, di Twitter e del Web. Pensate che io stia scherzando o che sia un folle dicendovi questo? Affatto! Non scherzo. Mai prima sono stato così serio. Leggete prima l’articolo e poi decidete voi se sono pazzo io o, forse, un po’ sciocchini voi!

Iniziamo:

Questo post, dunque, dovrebbe far rumori, non rumori di note musicali, di numeri, di equazioni, niente di tutta questa roba, ma rumori veri, rumori di specie, di pianeta, di sistema solare, di galassie e, infine, rumori cosmici, rumori mai sentiti prima e tanto meno si sentiranno dopo, sono rumori unici e il loro rumoreggiare è eterno.

Il nostro universo, ed era ora!, è diventato trasparente, tutto chiaro, non ci sono più misteri, enigmi, uno specchio unico e universale. Infatti, una volta che sappiamo che il nostro universo ha uno sfondo metafisico (il nulla del nulla), che ha un inizio e una fine, che dalla sua prima particella all’ultima di cui è composto, è il risultato d’un cieco caso che, culturalmente e scientificamente parlando, la sua irrazionalità è diabolica. Insomma, una volta che ci siamo fatti una fotografia realistica dell’universo, allora possiamo dire di aver capito chi siamo e il mondo in cui viviamo.

Il temporale (noi siamo esseri temporali: viviamo un tot di anni e poi spariamo), il temporale, dunque, in questa realtà cosmica, non esiste, è fuori gioco per le menti avvedute e, per citare Emil Cioran quando dice nel suo libro  “La caduta nel tempo”: “Gli altri cadono nel tempo; io invece sono caduto dal tempo”. Cosa intende con questo l’anti-filosofo romeno-parigino? Che gli altri vivono nel tempo e credono nel presente e nel futuro; lui, invece, essendo caduto dal tempo, questo non lo riguarda più, è fuori dalla sua portata, quindi è fuori dal tempo, vive nel passato, come se tutto ciò che è successo e succederà nel tempo, fosse per lui ormai avvenuto.

Così io quando parlo dell’ “Universo trasparente”. Intendo, con questo, una conoscenza realistica e totale dell’universo, inclusi il suo inizio e la sua fine. Allora, come Cioran è caduto dal tempo, io sono caduto dall’universo. E allora? E allora navigo nel vuoto e sono diventato un fantasma, il fantasma d’un universo che ormai non c’è più e questo fantasma resterà lì, nello spazio, come testimone invisibile d’un universo che forse rinascerà o forse no, e questo in eterno.

Questa idea, come quella che viene prima del big bang e quella dei 4 pilastri cosmici, queste tre idee, e più precisamente la prima: “L’aldiquà e l’aldilà del Big Bang ovvero (il nulla del nulla e) l’inizio dell’universo”, la seconda: “I 4 pilastri che reggono l’edificio cosmico” e la terza: “L’universo trasparente”, cioè questo articolo, mancavano nella nostra cultura come avrebbero potuto mancare la luce, la gravità e la vita al nostro pianeta e si fanno portavoce, questi tre concetti, d’una conoscenza totale del cosmo nel senso fisico e metafisico.

Non c’è altro, gentili lettori. È tutto qui l’universo con la sua eterna, forse, apparizione e sparizione. D’ ora in poi, non perdete tempo in fandonie, riempiti il calice e godetevi la vita tanto quanto potete fino all’ultimo istante che vi resta da vivere.

Avendo detto ciò che ho detto fin qui, potrei sembrare arrogante e pretendere molto nell’ambito della scienza cosmica e della sapienza, ma non lo sono, e se ci sono persone che lo pensano, io non posso farci niente. Posso solo dire che sono stato fortunato e che il mio sogno si è trasformato in realtà! Da adesso in poi, per quello che mi concerne, tutto quello che mi resta da vivere, è in più rispetto a quello che avevo sperato.

 

Detto questo, se avete trovato l’articolo interessante, passate parola, inviatelo a chi volete, anche a riviste e giornali, ovviamente lasciando il mio nome e il mio copyright, grazie!

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