Non si nasce atei, si nasce credenti

 

 

Sono arrivato anche a pensare che la religione, oltre ad essere un vuoto totale, sia anche una malattia incurabile: non si nasce uomo o donna, si diventa uomo o donna, ma si nasce religioso, quindi, consciamente o inconsciamente, nasciamo tutti con il terrore della morte. È il terrore della morte che fa credere alle persone, alla maggior parte delle persone, e più si crede, più si è terrorizzati.

Il filosofo tedesco, Immanuel Kant, 1724-1804, il più grande filosofo del mondo, si esprimi così: “Prima, dice lui, viene l’uomo e poi l’uomo s’inventa Dio”. È l’uomo, sostiene Kant, è l’uomo che parla di Dio, è l’uomo che descrive Dio, è l’uomo che gli ha dato tutti gli attributi e tutti i nomi che conosciamo, quindi non è Dio che parla dell’uomo, ma è l’uomo che parla di Dio. Tutto quello che è stato scritto e detto su questo Personaggio, è stato detto, scritto e inventato dall’uomo. Dio è una sua invenzione, una sua creazione, una sua immagine, in breve, una fiction e nulla più.

Nella sua“Critica della ragion pura”, il suo libro più interessante, il filosofo di Konigsberg scrive: “Ora io sostengo che tutti i tentativi di un uso meramente speculativo della ragione in relazione alla teologia sono radicalmente infecondi, e, per la loro stessa natura intima, VUOTI e VANI (il maiuscolo è mio); e sostengo inoltre che i principi dell’uso naturale non conducono in alcun modo a una teologia; con la conseguenza che, se non si assumono a fondamento e a guida le leggi morali, non è in alcun modo possibile che sorga una teologia della ragione. Tutti i principi sintetici della ragione pura sono di uso immanente, mentre la conoscenza di un essere supremo esige invece un uso trascendente di essi, uso a cui il nostro intelletto non è per nulla predisposto,” p. 470.

Dopo Kant, nessun altro filosofo o scienziato che si rispetti, ha osato contraddire la sua tesi. Anzi, sia la scienza che si rispetta che la filosofia, l’hanno sostenuta e fortificata al punto che oggi qualsiasi scolaretto sa come stanno le cose.

 

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