L’amore che cambia

Bisogna abbandonare il vecchio modello: matrimonio-figli e poi routine sbadigli e frustrazioni a non finire. Bisogna che la coppia si adatti ad una nuova visione della vita e dell’amore. Non è più il tempo del nonno e della nonna e forse neanche quello di mamma e papà. La vita oggi la viviamo al galoppo, diversamente da come la vivevano i nostri avi, vecchi, cari. La viviamo più intensamente, più pienamente, più libertariamente, cinicamente, spericolatamente.

Bisogna adattarsi ai tempi e i tempi, oggi, richiedono una nuova visione, perché la vita richiede sempre più vita dalla vita. Vogliamo più svaghi, più verità, meno ipocrisia, più amore sentito, vero, più viaggi, più esperienze, più conoscenza, più sincerità, più tutto. Vogliamo vivere una vita intensa, fare d’un secondo un’eternità e vivere l’eternità in un secondo.

Viviamo in un periodo di grandi rivoluzioni interiori, psicologiche, sociali, di grandi cambiamenti. La nostra epoca vive all’insegna d’una rivoluzione continua. Bisogna sapersi adeguare, aggiustare, bisogna capire. Sintonizzarsi col singolo e con l’universale. Ci vuole una visione più ampia della vita, una visione mondiale, solare, galattica, cosmica, filosofica. Quelli coi paraocchi fanno fatica a tirare avanti, a restare in piedi. La teoria darwiniana ci insegue. Solo quelli che sapranno adattarsi sopravviveranno, gli altri saranno spazzati via. Cercare di realizzare vecchi modelli è pericoloso. Vuol dire che si sta andando all’indietro, che si è retrogradi.

L’amore si presenta in tutte le forme e in tutte le lingue. Sempre carico di nuove pretese, esigenze. L’amore parla il linguaggio naturale e culturale. È sempre ingordo e l’istinto di procreazione non è sempre il suo fine. L’amore bisogna viverlo come viene. L’amore non conosce età. Un amore che mette regole, modelli, tabù non è amore. L’amore vuole essere libero. Vuole aria, aria, aria! L’amore è l’essenza della libertà.

Le nostre istituzioni matrimoniali hanno massacrato miliardi e miliardi di coppie, di famiglie, di esseri umani. Hanno creato una società di frustrati, di depressi, di nullità umane. Occorre tenersi alla larga da cotesta barbarie. Bisogna saper vivere un amore a spizzico se viene a spizzico; a grandi porzioni se viene a grandi porzioni; ad un’unica tranche se così si presenta e così lo si vuole, per tutta la vita se è un amore fatto per durare tutta la vita. Non ci sono modelli. Ogni amore è un modello. È unico. Siamo unici.

Fare dei figli col vecchio modello è pericoloso. Bisogna farli pensando che mamma o papà, l’uno o l’altro può tagliare la corda, andarsene via e lasciare il compagno, la compagna col figlio, i figli. Se tu cerchi il modello tradizionale, lettore, la tua chance di trovarlo si rimpicciolisce. Di più. Vuol dire che sei vecchio anche se sei giovane, che non ti rinnovi, perché il modello tradizionale, anche se per alcuni può essere ancora il “modello”, certamente non lo è per la maggioranza. Il modello di mamma e papà non esiste quasi più e se esiste è dinosauresco, è morto e stramorto.

Il vero amore respira l’aria che lo crea: la libertà. No modelli, dunque. Ognuno sia vero al suo modello di amore. Non c’è che questo. Un amore tra un mandriano sporco di merda delle sue bestie e una dottoressa raffinata? Perché no? Tra uno di colore e una bianca? Perché no? Tra una viziosa anziana e un giovanotto? Perché no? L’amore è libertà di vivere e di agire; l’amore è l’alito della vita. È la cosa più intima e più bella che abbiamo, ma solo quando lo si vive liberamente, quando è un gioco e non un’imposizione. Solo la coppia che sa cogliere queste sfumature dell’esistenza vivrà un amore pieno, felice, totale.

 

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