Abbasso l’Europa delle banche e viva il popolo greco!

Amici e fratelli greci,

io la vedo così. Penso che sia mille volte meglio la forca che fare parte dell’Europa dei Rothschild, dei banchieri dei re, delle oligarchie delle finanze, delle monarchie, dell’imperialismo americano, delle Opus Dei e delle masse abbrutite e pecorone. Voi no? Non la vedete così?

Credetemi, non è un onore, ma è una vergogna fare parte di quell’Europa che si è costruita per secoli e secoli grazie alla schiavitù dei popoli, che si è costruita nel sangue dell’innocente, nell’oscurantismo più totale, negli autodafé, nel gioco e nel potere di tiranni e di mostri che erano solo e solo in cerca di ricchezze e di gloria. Non c’era altro nelle loro teste. Questi signori oggi, da re, principi, banditi, imperatori, boia di quel tempo, regine e vattelapesca, si sono trasformati in finanzieri, in oligarchie, in multinazionali, in politici corrotti e venduti, in capitalisti spietati e disumani. Sono i nuovi pirati, briganti, avventurieri, i nuovi capitani di ventura. Nulla di buono! Quest’Europa, amici greci, l’Europa del delitto gratuito e del capitale rubato, è morta!

L’Europa da creare non è l’Europa delle banche, non è l’Europa di “subjects” passivi, inesistenti, nulli, all’inglese, che si lasciano indegnamente mungere e tosare e per consolarsi e in coro belano “God save the queen!” (Dio salvi la regina!), non è neppure l’Europa dei Rothschild, ma è l’Europa del lavoro, l’Europa dell’amore, della fratellanza, della vera democrazia. È questa l’Europa che dobbiamo costruire.

Amici e fratelli greci,

non fare parte dell’Europa attuale, l’Europa del monopolio del denaro, l’Europa che guarda indifferente la gente morire, l’Europa dello sfruttamento legalizzato, l’Europa della Merkel e degli altri burattini politici (lavorano tutti per mantenere e ingrandire i mostri del capitale), partendo da Barack Obama, non è una vergogna non fare parte di quest’Europa, tutt’altro. È un onore, un grandissimo onore!

I popoli europei di oggi vogliono una nuova Europa, appunto, l’ EUROPA DEL LAVORO e non l’Europa degli sfruttatori, dei dominatori, dei magnati del denaro e, last but not least, degli assassini istituzionalizzati protetti dalla legge. Quest’Europa, per i popoli europei, è finita, è scaduta, è marcia, è, appunto, morta! O sorgerà una nuova Europa oppure l’Europa è finita, un cadavere puzzolente e null’altro. E che vada pure al diavolo!

Credetemi, amici greci, voi che avete così tanto sofferto, sofferto ingiustamente!, voi che avete subito così tanti soprusi, ignominie, angherie e, purtroppo, queste sofferenze non sono ancora finite se non cambiamo radicalmente politica; credetemi, ogni grammo di sudore, di sacrificio e di spirito che è versato nella direzione d’una nuova Europa, l’ EUROPA DEL LAVORO, è di vitale importanza per il ben’essere dell’intera umanità e del pianeta terra.

Dobbiamo imparare a camminare tutti eretti e a testa alta. Lo so, quest’andatura costa e anche tanto, ma è l’unica degna d’un essere umano.

Viva i popoli lavoratori europei senza cui nulla nasce, cresce o fiorisce! Viva i veri costruttori dell’Europa, che sicuramente non sono le banche, le multinazionali, i politici venduti e corrotti, i monarchi e i prelati, ma i popoli europei, i popoli lavoratori! Sono questi che hanno costruito l’Europa, e l’hanno fatto con le loro braccia, con il loro sudore e con la loro vita: l’Europa è loro e che se la prendano!

Noi, amici e fratelli greci,

noi, tutti insieme e con una sola voce sicura e decisa diciamo: abbasso i Rothschild, vampiri e parassiti di fama mondiale, abbasso i Mario Draghi, burattini del capitale, abbasso le banche del Vaticano, lo Ior, abbasso la monarchia inglese e tutte le monarchie del pianeta, abbasso l’Europa della Merkel e delle multinazionali! Noi, noi popoli europei, insieme e in coro e in una sola voce osanniamo:

Viva i veri protagonisti del nostro pensiero occidentale!

Viva Democrito!

Viva Epicuro!

Viva Socrate!

Viva Aristotele!

Viva Copernico e Galileo!

E lunga lunghissima vita al popolo greco!

UN INVITO: passate parola, condividete, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comunicare, confrontarci, dire la nostra brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più! Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani! È questo ciò che raccomanda agli amici del Web, Orazio Guglielmini. E io aggiungerei un “Grazie!” per chi volesse tradurre questi post nella sua o in un’altra lingua.

 

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