Le due malattie

Quella biologica e quella culturale. La prima, la malattia biologica, vista in termini umani, ha un’esistenza corta; la seconda, la malattia culturale, vista anch’essa in termini umani, ha un’esistenza lunga. Ma la prima, la malattia biologica, ci chiediamo noi, è veramente una malattia? È giusto definire un fenomeno fisico, un fenomeno che si esprime secondo le leggi della natura, ammalato? Stanno proprio così le cose?

Non si può ragionare allo stesso modo per quello che riguarda la malattia culturale. Questa, sempre secondo noi, è una malattia vera e propria. Tutto ciò che è culturale è innaturale. Qualsiasi persona acculturata è una persona ammalata. Tra tutte le creature della terra, la malattia culturale ha colpito solo la specie homo sapiens, la centonovantaquattresima scimmia, come la chiama Desmond Morris ne “L’animale uomo”. Questi ha un’infinità di patologie culturali. Alcune sono tollerabili, le si può accettare, come la scienza che cerca di capire come funzionano le cose in natura, altre sono veri e propri cancri. Ad esempio, le religioni, il nazismo, il comunismo, il fascismo, il liberalismo, il globalismo.

C’è, dunque, una bella differenza tra le malattie culturali e le malattie biologiche, se così le vogliamo chiamare queste ultime.

Vedere Ha un senso la vita?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *