La Bestia delle bestie

Ci dimeniamo tutti, consapevoli o no, su una fornace; lo sappiamo tutti, nessuno escluso, che prima o poi le fiamme ci raggiungeranno; conosciamo tutti il risultato e, nonostante ciò, nonostante questo implacabile destino, così crudele e ingrato, invece di amarci, coccolarci, solidarizzare fra di noi, sentir pietà per l’un l’altro, come direbbe Shopenhauer; insomma, invece di consolarci a vicenda, che comunque sarebbe un aiuto psicologico e sociale non indifferente, un regalo sentito e umano che ci trasmetteremmo reciprocamente e, invece di fare questo, cosa facciamo?

Ci sputiamo in faccia, ci sfruttiamo, ci derubiamo a vicenda, ci detestiamo, ci odiamo, ci tradiamo, ci vendiamo, ci facciamo guerra, ci insultiamo, ci ammazziamo, sempre pronti a dimostrare che siamo superiori a quelli che ci stanno attorno; insomma, ci rendiamo la vita un inferno.

La natura è grande, ma la cultura che abbiamo partorito e ci siamo creati è obbrobriosa, è criminale, è mostruosa, è diabolica, è fascista, è machiavellica; insomma, una cultura che peggiore non potevamo escogitare.

Che sospiro di solievo tireranno tutte le altre bestie della terra quando la Bestia delle bestie non ci sarà più; che allegria per tutti gli alberi della terra quando la Bestia delle bestie sarà sparita dal pianeta; che festa faranno tutti gli oceani, tutti i mari e i loro abitanti, tutte le pozze d’acqua e i fiumi e i ruscelli quando la Bestia delle bestie avrà finito di esserci; che gioia per tutti i minerali, gli insetti, i granelli di terra quando la Bestia delle bestie sarà scomparsa per sempre!

Troppo pessimista o troppo realista? Scegli tu lettore.

 

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